Sette svizzeri su dieci acquistano le ferie sul web
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Agenzie di viaggio
assediate dall'online
EZIO ROCCHI BALBI


Sette svizzeri su dieci che fanno acquisti online dichiarano che le loro spese in Rete sono soprattutto destinate ai viaggi. Il sito globale Expedia, in termini di vendita, è diventato l’agente di viaggi più grande nel pianeta. Gli analisti del settore prevedono che nel 2020 il fatturato delle prenotazioni attraverso la Rete supererà gli 800 miliardi di franchi. Il 45% di crescita rispetto ad un lustro prima... Ce n’è quanto basta per mettere in allarme le tradizionali agenzie. Se poi aggiungiamo che il 50% dei viaggiatori più appetibili per il mercato turistico, i cosiddetti "millennials", nati tra i primi anni ‘80 e inizio 2000,  si considerano "hacker di viaggio" (cioè conoscono tutti i migliori siti e metodi per ottenere le migliori offerte) la spia d’allarme lampeggia ulteriormente.
"Che negli ultimi dieci anni le prenotazioni online siano aumentate almeno del 25% è vero - commenta Giancarlo Leonardi della sede luganese di Kuoni -, come può avverarsi la crescita prevista entro il 2020, ma è anche vero che le cosiddette ‘Ota’, online travel agency, si stanno cannibalizzando tra di loro con costi pubblicitari milionari, mentre non mi risulta che le agenzie tradizionali, almeno nel Paese, siano state costrette a ridurre personale negli ultimi anni a causa del web. In fondo, quando sorgono problemi per un viaggio, nessuno ama risolverli parlando con una ‘macchina’...".
In un mondo sempre più connesso e automatizzato, con consumatori sempre più alla ricerca delle migliori offerte, è comunque inevitabile che la tecnologia rimoduli i sistemi per trovare e prenotare voli e camere d’albergo. Anzi, come ricorda il direttore di NetComm Suisse Carlo Terreni (vedi intervista a fianco) per le stesse agenzie di viaggio e per i tour operator "l’e-commerce è un concorrente, ma al tempo stesso un ottimo partner". "Infatti si tende genericamente a considerare tutte le prenotazioni online come un fatturato sottratto alle agenzie di viaggi, ma non è così - spiega Gaby Malacrida, portavoce Hotelplan -. Le percentuali del booking online, infatti, sono ‘gonfiate’ dalle prenotazioni effettuate sulla rete dalle agenzie o su piattaforme come la nostra che permette il cosiddetto ‘B2c’, business to consumer, cioè le prenotazioni effettuate completamente online dai clienti che per Hotelplan rappresentano il 20% del volume. È vero però che tre quarti dei viaggiatori, più che ad una agenzia, ricorrono alla rete per documentarsi, scegliere itinerari, soggiorni, eccetera, ma buona parte di questi si ripresenta da noi perché sa di ottenere assistenza prima, durante e dopo il viaggio qualunque cosa succeda".
Ma il mercato dei viaggi in generale, entrato nell’era del turismo 3.0, rischia di riservare altre brutte sorprese alle agenzie tradizionali. Le prenotazioni in versione "mobile", quelle fatte con lo smartphone, che all’inizio di questa decade rappresentavano solo l’uno per cento dei ricavi online del settore sono cresciute del 1.700% e ora assorbono il 18% degli acquisti sulla rete. E quasi nove viaggiatori internazionali su dieci ha un dispositivo mobile con sé durante il viaggio... Se aggiungiamo che il gigante Google ha ventilato la possibilità di entrare sul mercato, e ha scelto di investire milioni di dollari per Airbnb, la nota community dell’home-sharing diventata la quarta start-up col valore più alto nel mondo, la minaccia online incalza.

e.r.b.
11.06.2017


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