In Svizzera la popolazioine attiva ha mediamente 41,7 anni
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La "classe operaia"
è diventata vecchia
MASSIMO SCHIRA


Negli ultimi otto anni, la popolazione attiva in Svizzera - ossia le persone che lavorano, un totale di 5,081 milioni secondo le ultime statistiche - è invecchiata in media di un anno. Due se consideriamo l’evoluzione dal 2000. La media nazionale è infatti salita nel 2016 a 41,7 anni. I più "vecchi" sono gli uomini, 42,1 anni di media, mentre le donne si attestano a quota 41,2 anni. Ad inizio del nuovo Millennio, l’anagrafe dei lavoratori svizzeri fotografava ancora una "squadra" in media al di sotto dei 40 anni. Anche la forza lavoro, insomma, segue in modo piuttosto lineare l’evoluzione demografica del Paese e non si discosta di molto da quanto succede nel resto dell’Europa occidentale. Dove, ad esempio, in Germania, Italia e Spagna, la tendenza risulta ancora più marcata. Con il conseguente rischio di una perdita di produttività a causa dell’età che avanza, come del resto segnalato anche da un recente studio del Fondo monetario internazionale.
Anche perché non soltanto la popolazione invecchia, ma lavora più a lungo rispetto al recente passato. Il tasso dei lavoratori con età compresa tra i 55 e i 64 anni, infatti, non fa che progredire a ritmo spedito negli ultimi anni, trascinato da quello che ha tutta l’aria di essere un cambiamento radicale di abitudini soprattutto tra le donne. Che sono la categoria che registra la crescita più marcata in assoluto in questa particolare fascia d’età. Ed è curioso notare come a risentire del trend sia anche il momento dell’uscita dal mondo del lavoro, che - secondo l’ultimo dato disponibile, quello del 2015 - è cresciuta fino a quota 65,5 anni.
Il raggiungimento dell’età che permette di percepire i contributi dell’Avs, insomma, non pare più essere una discriminante assoluta. E il periodo difficile in molti settori dal profilo congiunturale non permette più un accesso "a pioggia" al pensionamento anticipato. Un dato confermato anche dalla quota di persone che decidono di restare attive professionalmente ben oltre i 65 anni. Approfittando di condizioni di salute sempre migliori anche quando si è un po’ "in là con gli anni", infatti, anche in Svizzera soprattutto indipendenti ed impiegati nel settore primario ritardano il momento del pensionamento fino circa a 67 anni. In generale, il tasso di attività professionale nella fascia 65-74 anni è salito al 18,1%.
Negli ultimi anni a soffrire di questo cambiamento di mentalità sono state in parte le generazioni più giovani, con il tasso di disoccupazione per la fascia d’età compresa tra i 15 e i 24 anni che è salito fino a sfiorare il 10% anche in Svizzera (dati Ilo), per poi calare leggermente negli ultimi periodi in tutta Europa, attestandosi nella Confederazione al 7,5% nel quarto trimestre 2016 (dati medi Ue a 28, 18,5%, Ue Zona Euro, 20,8%). A titolo di paragone, il tasso di disoccupazione nell’età compresa tra i 55 e i 64 anni scende al di sotto del 4%.
Senza dimenticare che l’evoluzione demografica vede crescere costantemente anche il tasso di pensionati, passato in 10 anni dal 18,3 al 21,1% della popolazione. Un incremento coperto solo in parte dalla crescita leggera del numero totale di persone impiegate (equivalenti a tempo pieno), con le conseguenti difficoltà economiche per le assicurazioni sociali in prospettiva. Aspetti su cui il mondo politico e quello economico stanno da tempo riflettendo per trovare correttivi a lungo termine per il finanziamento del primo e del secondo pilastro.

m.s.
25.06.2017


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