La reazione dei locatari dopo il ribasso delle ipoteche
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Tanti inquilini chiedono
la riduzione dell'affitto
PATRIZIA GUENZI


Una vera e propria ondata di clic. Gli inquilini si sono scatenati per capire se fosse il caso o meno di chiedere una riduzione dell’affitto. Il recente ribasso del tasso ipotecario di riferimento all’1,5%, da inizio giugno, ha spinto migliaia di locatari a fare delle verifiche andando sulla pagina "calcolatore del canone d’affitto", sul sito dell’Asi, l’Associazione svizzera degli inquilini. "Significa che i nostri consigli servono - dice soddisfatto Pierre Zwahlen, segretario generale aggiunto dell’Asi -. Soltanto nella Svizzera tedesca i primi 15 giorni in 48mila hanno aperto quella pagina. Quasi il doppio rispetto all’ultimo ribasso del tasso, due anni fa. Ma pure il modello di lettera da inviare ai proprietari di casa per chiedere una riduzione è stato scaricato 24mila volte". Anche in Ticino, i telefoni della sezione cantonale dell’Asi continuano a squillare. "Su venti chiamate almeno un terzo vogliono sapere cosa fare per chiedere una riduzione dell’affitto", dice Valentina Vigezzi-Colombo.
È dal 2009 che il monte affitti avrebbe dovuto scendere, di ben 7 miliardi di franchi, in realtà lievitato di 2,5 miliardi. "I proprietari di propria iniziativa dovrebbero ridurre il canone degli appartamenti visto che beneficiano di tassi di interesse più bassi e, quindi, di un risparmio - riprende Zwahlen -. Altrimenti l’inquilino lo deve esigere". "Chissà perché quando sale il tasso sono veloci ad aumentare l’affitto", osserva Vigezzi.
Tuttavia, qualche segnale positivo c’è. Alcuni locatori, gruppi, società e comuni hanno adeguato il canone all’ingiù. "Capita molto più di rado con i proprietari privati - osserva Zwahlen -, ma non è detto che possa accadere". Non in Ticino, "almeno sino ad oggi - osserva Vigezzi - nessun inquilino mi ha detto di aver già beneficiato di uno sconto. E anche se l’hanno chiesto, molti proprietari hanno accampato mille giustificazioni". Mentre molti locatari non osano domandare per il timore di essere sfrattati. "L’inquilino deve sapere che ha la nostra totale protezione - replica il segretario -. E c’è pure tanto di giurisprudenza che definisce questo modo di fare un abuso bell’e buono".  
Intanto, secondo un recente studio della banca Raiffeisen sugli immobili residenziali, gli affitti dovrebbero essere il 40 per cento meno cari, se solo fossero allineati a quanto previsto dalla legge. La banca l’ha definito un andamento "quasi allarmante".

p.g.
25.06.2017


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