Tobiolo Gianella, della società di Agno, dopo il "caso" Sozzi
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"Le dimissioni
amareggiato per i tempi"
MAURO SPIGNESI


Tutti sapevano, tutti si sono meravigliati.  L’uscita di scena, definita "consensuale", del direttore dell’aeroporto Alessandro Sozzi, ha creato un terremoto politico. E ora il consiglio d’amministrazione della società di gestione di Agno si ritrova senza la metà dei componenti, visto che tre su sette si sono dimessi all’inizio della settimana. Una scelta, quella di Giordano Zeli, Luca Bolzani e Daniele Casalini, che è stata ufficializzata attraverso due lettere. Una di Zeli, l’altra di Bolzani e Casalini. Tutti scrivono che già da tempo volevano lasciare. E che hanno atteso l’ufficializzazione delle dimissioni (arrivate con un comunicato  stampa) per confermare la scelta, visto che non sono riusciti a evitare la partenza di Sozzi. Una partenza che, almeno a parole, non voleva nessuno. Ma allora perché è avvenuta?
Alessandro Sozzi, il diretto interessato, non parla. Emilio Bianchi, il presidente dalla società, si limita ad avvertire che "siccome tutto quanto è successo dopo l’articolo del Caffè, non voglio fare ulteriori dichiarazioni". Il consigliere d’amministrazione Tobiolo Gianella, in una lettera, parla di "maldestro tentativo di fare tabula rasa". Cosa vuol dire? "Vuol dire che soprattutto la tempistica delle dimissioni dei miei tre colleghi mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca. Per questo ho scritto che è bastato un articolo per scatenare l’inferno".
Gianella si dice preoccupato per il futuro. "Perché - spiega - l’aeroporto secondo me è importante. Non soltanto per la città di Lugano ma per tutto il territorio cantonale, è un po’ come il Lac o l’Università. In questi anni io penso abbia contribuito alla nostra crescita economica. E proprio adesso che il Municipio ha deciso di fare un investimento importante, 20 milioni per il suo rilancio, succede questo terremoto". Qualcosa, certo, non è andata. Anche se nei giudizi di facciata tutti hanno ribadito attestati di fiducia per Sozzi. Attestati che evidentemente non sono bastati a trattenerlo dopo la decisione di effettuare un audit in seguito a una vertenza con una parte del personale.
Uno "strappo" all’autonomia manageriale che evidentemente ha spinto Sozzi, che ha riportato in attivo i conti della società, a dire basta. "Gli attestati di fiducia ci sono sempre stati - aggiunge Gianella - come all’interno del consiglio d’amministrazione ci sono state visioni differenti su certi problemi, scambi di idee anche vivaci in determinati confronti. Ed è quello che accade normalmente in una qualsiasi società. D’altronde non stiamo gestendo una funicolare ma un aeroporto".
02.07.2017


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