Il cantiere di Camorino e i dubbi su 4 commesse del governo
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Gli appalti a spezzatino
per non sforare la legge
STEFANO PIANCA


La riorganizzazione del servizio collaudi di Camorino, come riferito dal Caffè dello scorso 18 giugno, non sta solo facendo saltare i nervi agli automobilisti per i lunghi tempi d’attesa. Ora spunta anche il caso del "mandato spezzatino", tagliuzzato da mani abili in minute porzioni, quel tanto che, per singolare coincidenza, basta a rientrare nei parametri di legge. Solleva perplessità il fatto che il cuoco sia il governo o meglio che il governo abbia dato luce verde all’operazione. Ed è un’operazione che quasi non si nota, diluita com’è nelle 279 pagine della lista delle commesse pubbliche per il 2016, apparsa sul sito del Cantone negli scorsi giorni.
Tutto ciò mentre avvampa il caso Argo1, con il mandato pubblico da 3,4 milioni di franchi alla ditta di sicurezza, soldi che non figuravano da nessuna parte come invece prevede la legge per gli incarichi diretti con importi superiori ai cinquemila franchi. Invece a Camorino, il beneficiario - la Sergio Pedrazzini Management & Consulting - appare nell’elenco, non una ma addirittura quattro volte nel giro di un anno. Troppa grazia. L’ingegner Sergio Pedrazzini, in passato direttore delle Officine e general manager alla Ruag, è stato infatti il "progettista" esterno del rimodernamento (ancora tutto da ultimare) dell’Ufficio tecnico della Sezione della circolazione. Lì, dove vengono convocate le vetture per essere collaudate e tornare così in strada. Un cantiere che aveva ottenuto un credito iniziale dal parlamento di 1,5 milioni (cifra che però nel frattempo, sembra, sarà largamente superata). Gli stessi conti consuntivi cantonali dello anno scorso, appena approvati, avevano segnalato che l’avanzamento del lavoro "non è in linea", perché "i progetti si sono rivelati più impegnativi di quanto previsto".
In qualità di capoprogetto della trasformazione l’ingegnere 54enne ha ottenuto 4 mandati diretti per un totale di oltre 213mila franchi. Come è stato possibile? La Legge sulle commesse pubbliche, per garantire da un lato la libera concorrenza, dall’altro la parità di trattamento tra tutti gli offerenti, stabilisce infatti che per le "prestazioni di servizio" (quindi anche i lavori di progettazione) l’incarico diretto non debba superare i 150mila franchi di spesa annua. L’articolo 13 fissa altre condizioni in via di eccezione come, ad esempio, al comma g, le peculiarità tecniche della commessa. La stessa normativa, però, all’articolo 6, sottolinea che "una commessa non può essere suddivisa con l’intento di eludere la procedura del pubblico concorso, rispettivamente della procedura ad invito". Nel caso dei mandati contestati, la Sergio Pedrazzini Management & Consulting ha ricevuto: il 7 ottobre 2015 62’402 franchi per "attuare le fasi 1 e 2 concernenti la riorganizzazione dell’Ufficio tecnico della Sezione della circolazione"; altri 26’244 franchi, il 20 gennaio 2016, per attuare le fasi 3 e 4 dello stesso progetto; altri 66’312 franchi il 4 maggio 2016 per "il supporto alla committenza per la realizzazione dell’ottimizzazione dell’Ufficio tecnico della Sezione della circolazione"; altri 58’320 franchi, il 26 ottobre 2016, con la stessa motivazione di cui sopra.
Al di là degli artifici verbali, tra "ottimizzazione" e "riorganizzazione", e dei commi di legge evocati in relazione ai  mandati, si è di fronte ad un cantiere unico, la "riorganizzazione" dell’Ufficio tecnico, e quattro mandati che sforano largamente il limite dei 150mila franchi. A chiedere lumi su "Camorino" era stato di recente il deputato mps Matteo Pronzini con un’interrogazione. Alla luce della lista aggiornata per il 2016, Pronzini si prepara a tornare alla carica: "È chiaro - dice - che il progetto è uno e che il mandato è stato spezzettato per aggirare la legge. Il governo ha agito illegalmente. Un po’ come se per progettare la stessa casa l’architetto fatturasse prima la cantina, poi il soggiorno e infine il solaio. Una presa in giro".

spianca@caffe.ch
@StefanoPianca
02.07.2017


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