Dopo il terremoto monetario del 2015 l'impresa riparte
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Ecco quattro storie
di rilancio economico
MAURO SPIGNESI


C’è chi il bicchiere lo vede mezzo vuoto. Ma a guardare i numeri, a dare ascolto agli esperti dell’ufficio di statistica,  "i settori più esposti ai mercati esteri, quali l’industria d’esportazione e il turismo, da tempo sotto pressione, danno segnali di miglioramento".  L’ultimo rapporto sull’economia ticinese offre segnali incoraggianti. E non solo per l’oggi. "Le previsioni - si dice in conclusione - per i prossimi mesi prospettano di una maggior tonicità dell’economia dalla seconda parte del 2017".  Non solo, il gruppo di esperti dell’Ufficio di statistica prevede che nel 2017 la percentuale di disoccupati si manterrà su una media annua del 3,2%, mentre nel 2018 scenderà al 3,1%. Tutto bene? Il Caffè ha provato a chiederlo a quattro imprenditori, cioè a chi deve fare i conti tutti i mesi con fatturati, sfide sul mercato internazionale, distribuzione di buste paga, organizzazione del lavoro e investimenti interni nell’azienda per aumentarne la competitività.


Alberto Martinoli
"Né tagli, né licenziati, siamo cresciuti sempre"
Due anni fa, quando il mondo ecomico fece scattare tagli e piani di risparmio dopo la decisione della Banca nazionale di sganciare il rapporto di cambio tra franco ed euro, fu tra i pochi a dire che non avrebbe tagliato un centesimo ai salari dei dipendenti. E che avrebbe continuato a investire. "Allora tenemmo la barra dritta, e infatti siamo cresciuti e abbiamo vinto la nostra scommessa. Due anni fa siamo cresciuti del 20% e l’anno scorso del 25", spiega Alberto Martinoli, ingegnere e fondatore di Jetpharma di Balerna, azienda a gestione familiare che sviluppa processi di micronizzazione di farmaci e opera per il 40% sul mercato internazionale.
"Io sono ottimista - spiega Martinoli - e anche dai rapporti che elabora il nostro settore commerciale posso dire che le prospettive sono buone. Noi lavoriamo in una nicchia del settore farmaceutico internazionale e puntiamo sulla ricerca di nuovi prodotti e molecole. Ma proprio questo sforzo, questa sfida, ci stimola sempre più ad andare avanti come abbiamo fatto in questi anni".


Fabio Regazzi
"Ma la politica ostacola dinamismo e successo"
Nonostante tutto in questi anni l’imprenditoria ticinese ha tenuto ed è stata capace di distribuire ricchezza e creare posti di lavoro", spiega Fabio Regazzi, presidente del consiglio d’amministrazione dell’azienda di famiglia (settore edilizia e metallurgia) e dell’Associazione delle industrie ticinesi (Aiti). "Bisogna dire che un po’ in tutti i settori - aggiunge Regazzi - registriamo una tendenza positiva. Ma più che la congiuntura oggi a preoccuparmi personalmente è la politica, in particolare a livello locale. Non passa giorno che non ci sia una proposta, una nuova regola che va a frenare quel dinamismo che invece ci ha permesso di andare avanti anche in condizioni di oggettiva difficoltà". Per Regazzi c’è uno stillicidio che rimette in discussione le conquiste arrivate negli anni. "Mi riferisco - aggiunge Regazzi - ai salari minimi, a prima i nostri, a leggi che prevedono permessi e controlli asfissianti. Non dico che non ci vogliano regole, anzi. Ma qui stiamo esagerando. Abbiamo una buona situazione quadro e rischiamo di rovinarla".


Emanuele Centonze
"Torniamo a pianificare con nuovi investimenti"
Quando a Natale dell’anno scorso abbiamo comunicato ai nostri dipendenti che le misure di crisi non si sarebbero protratte nel 2018 lo abbiamo fatto ben sapendo che la scommessa si poteva pure perdere", spiega Emanuele Centonze, a capo dell’Ecsa Group, azienda del settore energetico. "In quel momento - aggiunge - la situazione in Europa era ancora incerta. La pressione sul franco era altissima e la nostra competitività sulle regioni di confine (Italia, Germania e Francia) oltremodo compromessa. Eravamo con le spalle al muro: o scendere con i prezzi a livello dei costi variabili e di conseguenza con i salari o uscire dal mercato". Poi il voto in Olanda, Gran Bretagna e Francia ha ridato ossigeno allo sviluppo. "I cittadini della Ue - aggiunge Centonze - si sono resi finalmente conto di cosa rischiavano di perdere e si sono distanziati dal nazionalismo populista. Da lì via la situazione è migliorata". Con il 2018 Ecsa "entra in una nuova dimensione a livello finanziario il che ci permette di pianificare nuovi investimenti".


Luca Bolzani
"Prospettive di crescita? Mi sembrano buone"
Lavora nel mercato internazionale, deve fare i conti anche con il più piccolo starnuto che avviene nel suo settore, quello della farmaceutica. Eppure da sempre ha guardato il futuro con ottimismo: "Mi pare che le prospettive siano buone", dice Luca Bolzani, presidente del Consiglio d’amministrazione di Sintetica, la fabbrica di Mendrisio specializzata nello sviluppo e produzione di anestetici, analgesici e narcotici. In pratica sul mercato Sintetica gioca sulla terapia indolore. Ed è leader in questo.
"Export, occupazione, Pil? Non conosco esattamente le cifre di questo indicatori - aggiunge ancora Luca Bolzani - ma posso confermare che dal mio punto di vista le prospettive di crescita economica mi sembrano buone".
D’altronde Sintetica in questi anni ha investito parecchio, rinnovando totalmente le lo stabilimento di Mendrisio, ricorrendo sempre più alle tecnologie all’avanguardia, arrivando a produrre 25 milioni di fiale all’anno. E guardando il futuro con gli occhi dell’ottimismo.
10.09.2017


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