Come cambia l'amministrazione nelle grandi città
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Sindaci a tempo pieno?
No funzionari qualificati
MAURO SPIGNESI


Si può fare il sindaco di una grande città a tempo parziale? Ma, soprattutto, è ancora valida la politica di milizia davanti ai problemi, sempre più complessi, dei grandi "agglomerati"?  "Io sono convinto che in futuro, progressivamente, le città avranno un ruolo politico e di spinta per la crescita di un territorio sempre più importante", spiega il sindaco di Lugano, Marco Borradori. "Noi - aggiunge - abbiamo ormai oltre 68mila abitanti e siamo costretti a reinventarci continuamente per seguire il ritmo dei cambiamenti. Anche per questo l’impegno di sindaco e municipali è cresciuto. Abbiamo più responsabilità. Tra riunioni, rappresentanza, pratiche amministrative e incontri con i cittadini, le nostre giornate non finiscono mai. Io, ad esempio, lavoro da 58 a 60 ore alla settimana, molto oltre quelle previste".
"Sull’ipotesi di avere un sindaco, ma anche municipali a tempo pieno, abbiamo riflettuto quando è stato messo a punto il progetto d’aggregazione", spiega Mario Branda, avvocato e sindaco di Bellinzona, oltre 42mila  abitanti, cioè la 12esima città svizzera per popolazione, dietro Thun.  "Abbiamo - aggiunge Branda - abbandonato l’idea per due ordini di motivi. Il primo è che in Ticino, storicamente e per tradizione, solo i consiglieri di Stato sono professionisti. Il secondo è che un esecutivo di professionisti costa, soprattutto per quanto riguarda il regime previdenziale. Perché occorre anche trovare forme di remunerazione per chi finisce il mandato e ha abbandonato la professione e deve ricominciare".
In molte grandi città della Confederazione, tuttavia, i sindaci sono a tempo pieno. "Bisogna dire che sempre più il Cantone carica i Comuni di nuove responsabilità e dunque il compito del sindaco diventa sempre più impegnativo", spiega Giovanni Bruschetti, sindaco di Massagno. "Detto questo - aggiunge - più che avere amministratori a tempo pieno, privilegiando la scelta di milizia, bisognerebbe puntare ad avere funzionari di alta qualità in modo da velocizzare il lavoro". Per Alain Scherrer, sindaco di Locarno ,"visto il lavoro e l’impegno sempre maggiore penso sia giusto, oltre che auspicabile, non solo arrivare ad avere sindaci ma anche municipali semiprofessionisti. Almeno nelle grandi città". Per Scherrer, dunque, bisogna trovare un punto di equilibrio tra professione e impegno politico. E su questo concetto insiste Carlo Croci, sindaco di Mendrisio: "Posso garantire che le ore a disposizione vengono superate abbondantemente". Secondo Croci, inoltre, "quando fai il sindaco lo fai 24 ore su 24, perché hai preso un impegno con la tua gente. Ma arrivare a farlo a livello professionistico secondo me è praticamente impossibile. Non si può abbandonare la professione e poi in Ticino non abbiamo questa tradizione".

m.sp./c.m.
24.09.2017


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