Così i centri sciistici si preparano alla nuova stagione
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Prima delle nevicate
arrivano i soldi pubblici
CLEMENTE MAZZETTA


Mancanza di neve, carenze di strutture turistiche adeguate, nuove destinazioni sciistiche più concorrenziali: tutti fattori che hanno messo in difficoltà le stazioni invernali  svizzere. E fra queste a maggior ragione quelle a sud delle Alpi, in Ticino: Airolo, Bosco Gurin, Campo Blenio, Carì̀ e Nara. Se gli impianti di risalita della Svizzera hanno registrato un calo delle entrate negli ultimi cinque anni del 7,4%, quelli ticinesi  le hanno viste ridursi del 47,3% (il 15% in meno rispetto alla sola stagione 2016). Come fanno a reggersi con questi risultiati economici è un miracolo. Senza il sostegno pubblico rischiano il fallimento. La chiusura è ritenuta però inaccettabile, sia da un punto di vista turistico, sia da un punto di vista economico visto l’impatto negativo per le regioni periferiche. Per questo il governo ha proposto di rinnovare anche per le prossime quatto stagioni invernali, dal 2017 al 2021, i contributi già assicurati in passato.
Si tratta di un finanziamento a fondo perso di 5,4 milioni, che sarà discusso  in parlamento entro l’anno, probabilmente già a novembre.  Le cifre sono diversificate: Airolo fa la parte del leone con 3,2 milioni. A seguire Bosco Gurin, 720mila franchi, poi Campo Blenio, 320mila, Carì, 480mila, Nara 680mila.  
Contributi che si aggiungono agli oltre 11 milioni complessivamente  versati in più riprese negli ultimi 10 anni.  "Il finanziamento del Cantone è  vincolato alla corretta manutenzione degli impianti e ha l’obiettivo di garantire la sicurezza  degli utenti  - sottolinea il ministro Christian Vitta -. È un aiuto che dà continuità all’impegno pubblico per i centri invernali, senza il quale vedrebbero compromessa la loro attività. Gli ultimi studi effettuati hanno evidenziato in forte impatto economico di questi centri, ovviamente differenziati per regione".
Nonostante i deficit registrati negli ultimi 10 anni, un recente studio ha  verificato che ogni franco versato in sussidi dal Cantone ha generato 14 franchi di effetto moltiplicatore nel resto del Ticino. Inoltre è stato calcolato che nelle località  degli impianti, sono stati  generati oltre 13 milioni di franchi di fatturato. Un valore aggiunto di quasi 5,6 milioni di franchi per circa 100 posti di lavoro a tempo pieno. Numeri più consistenti se si considera l’intero Ticino: il fatturato complessivo sale a quasi 20 milioni, e l’occupazione a oltre 120 posti, il valore aggiunto a 8,7. Posti e valore aggiunto per la metà realizzata grazie ad Airolo.  Ma senza sostegno pubblico, le  stazioni sciistiche non potrebbero finanziare i lavori di manutenzione o sostenere degli investimenti. L’esempio più evidente è Campo Blenio che non è in grado di far fronte alla nuova stagione, pagare le fatture dell’inverno scorso, senza un contributo a fondo perso del Comune di Blenio per 160mila franchi. Fra le cause che hanno portato a questa situazione, c’è anche una carente infrastruttura turistica. Una situazione a cui, ad esempio, Bosco Gurin, cerca di porre rimedio proponendo un nuovo centro benessere. Centro "utile" per il periodo estivo per valorizzare la montagna. Fra i progetti futuri  nell’ambito della diversificazione dell’offerta, della destagionalizzazione, si segnala  quello per il riposizionamento dell’offerta di svago nella regione del Soprasosto a Campo Blenio, i  percorsi per le mountain-bike  in Valle di Blenio con l’estensione anche in altre zone del cantone, la creazione di un centro di allenamento nazionale di Freestyle ad Airolo-Pesciüm, la possibile realizzazione di una slittovia estiva a Bosco Gurin, dove è previsto l’ampliamento dell’albergo Walser e la creazione di un’offerta wellness.

c.m.
08.10.2017


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