Le abitudini degli svizzeri nei trasporti spingono la ferrovia
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Sempre più passeggeri
sul caro vecchio treno
MASSIMO SCHIRA


Tra il proliferare di automobili elettriche, motori a idrogeno, e-bike e aerei mossi solo dall’energia del sole, potrebbe essere il "buon vecchio treno" il mezzo di trasporto del futuro. Sono le statistiche a permettere di lanciarsi in questa previsione, perché se tra il 2010 e il 2015 la distanza giornaliera totale percorsa negli spostamenti in Svizzera è rimasta stabile, quella in treno è praticamente raddoppiata. Passando da 4,2 a 7,5 chilometri al giorno, secondo i dati pubblicati dall’Ufficio federale di statistica nel microcensimento su mobilità e trasporti. Una crescita nettamente superiore a quella fatta registrare dalle automobili private, che, oggi, restano comunque il mezzo di trasporto più utilizzato (65% del totale) nel Paese.
Tornando alle previsioni future, secondo le proiezioni dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale, l’aumento della mobilità sarà un tema anche in futuro. Anche se, forse, in misura minore rispetto a quanto si prevedeva in passato. Ad essere sempre più gettonati, comunque, saranno i trasporti pubblici e la mobilità dolce, che subiranno un’accelerazione nettamente più marcata rispetto a quanto succederà per l’utilizzo delle automobili private. Soprattutto perché la crescita del tempo medio perso in coda non accenna ad arrestarsi. Ma, nonostante ciò, il tasso d’occupazione dei veicoli è sceso da 1,6 persone per auto a 1,56 persone per auto.
Un altro dato importante che porterà a puntare sul treno in maniera ancora molto decisa, nonostante le aperture alla concorrenza dei bus annunciate proprio questa settimana dal Consiglio federale, è quello legato al tempo medio giornaliero di viaggio. Malgrado la distanza percorsa sia arrivata a quota 36,8 chilometri (36,7 nel 2010, 31,3 nel 1994), i minuti passati in viaggio sono scesi. Si viaggia, insomma, più velocemente: 90,4 minuti nel 2015 contro i 91,7 di cinque anni fa. Un cambiamento a cui il treno ha contribuito in maniera sostanziale. Anche se non ancora inserito nelle statistiche, Alptransit, è destinato ad ulteriormente far evolvere i dati in questa direzione.
Non a caso, la Confederazione progetta importanti opere per migliorare la rete ferroviaria. Che passano innanzitutto dalla decisione sul budget da destinare alla seconda tranche d’investimenti per il periodo 2030-2035, che recentemente è stata fissata in 11,5 miliardi (il massimo previsto era 12). Con al centro due opere di grande importanza per l’efficienza ferroviaria come il collegamento tra Zurigo e Winterthur via tunnel del Brütten (galleria tra i 7 e i 10 km, per un investimento di circa 3 miliardi) o l’annosa sistemazione della linea tra Ginevra e Losanna, che dovrebbe veder aumentare la sua capacità e velocizzati i collegamenti.
Un’evoluzione che tocca beninteso anche il Ticino, dove l’utilizzo dell’automobile privata è ancora da primato nazionale (75% del totale, primo posto assieme a Neuchâtel), mentre l’uso dei trasporti pubblici è da fanalino di coda della graduatoria (15%). La prospettiva di poter sfruttare, a partire dal 2020, collegamenti molto più rapidi tra le realtà urbane dopo l’apertura del tunnel di base del Monte Ceneri, dovrebbe influire in modo diretto sulle statistiche. Dove andranno fatti passi avanti anche nello sviluppo della mobilità lenta, soprattutto considerando l’autentico boom delle biciclette elettriche in Svizzera, dove oggi ne circolano oltre 400mila, spesso utilizzate proprio quale mezzo di trasporto principale nel tragitto casa-lavoro (o verso la stazione da cui poi si raggiunge il posto di lavoro in treno).
Accanto al treno, un’altro mezzo di trasporto è cresciuto in maniera netta negli ultimi anni in Svizzera: l’aereo, che ha fatto registrare un incremento del 57% in cinque anni per quanto concerne i voli effettuati con destinazione fuori dai confini nazionali. Una "passione per il volo" che fa salire a 25mila i chilometri percorsi in media dagli svizzeri ogni anno e fa crescere al 44% la percentuale delle trasferte effettuate durante il tempo libero. Mentre quelle professionali si attestano al 24%.

mschira@caffe.ch
@MassimoSchira
22.10.2017


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