Il bilancio delle imprese  "in rosso" nonostante gli aiuti
Nascono meno aziende
di quante ne chiudano
MASSIMO SCHIRA


Il bilancio è parzialmente in chiaroscuro. Se è vero che in Ticino - rispetto alla situazione di qualche anno fa - nascono meno imprese di quante ne chiudano, è altrettanto innegabile che le misure messe in atto per stimolare l’impresa nel cantone stanno dando frutti piuttosto interessanti. Anche in prospettiva. "Non bisogna legare in modo troppo stretto il dato sull’apertura di nuove aziende alla reale situazione economica del cantone - spiega Marco Passalia, vice direttore della Camera di commercio ticinese -. Le misure di sostegno alle imprese in generale funzionano e col tempo sono state adattate sempre più alle esigenze delle aziende, startup incluse. Di contro si soffre un po’ per la situazione congiunturale in Italia, che ha un effetto diretto sulla creazione di nuove imprese in Ticino".
Secondo Passalia, in questo ambito resta essenziale la capacità di attrattiva fiscale da parte dei cantoni. "L’apertura di nuove aziende è solo in parte legata all’andamento congiunturale - precisa -. Lo dimostra il fatto che a Lucerna la situazione è esattamente inversa rispetto al Ticino. La crescita del numero di aziende è ripartita. Il motivo? La riduzione della pressione fiscale sulle imprese. Una decisione che ha inciso in modo diretto sull’arrivo di nuove aziende". Anche a discapito del Ticino. "Mi sono occupato personalmente delle trattative con un’importante azienda turca interessata ad insediarsi in Svizzera e in Ticino in particolare - conclude Marco Passalia -. Lugano era tra le sedi più gettonate. Ma in un paio d’ore l’azienda ha deciso di insediarsi a Lucerna. L’unica ragione è stata la minor pressione fiscale. Un aspetto su cui riflettere".

m.s.
22.10.2017


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