Gli effetti della Brexit sulla Piazza finanziaria tedesca
'Francoforte pronta
ad accogliere i capitali'
STEFANO VASTANO DA BERLINO


Anche ai piani alti delle nostre imprese - spiega Jörg Krämer, capoanalista della Commerzbank di Francoforte - si registra non una paura, ma forte preoccupazione per le ricadute in Germania della Brexit". E ciò per un semplice motivo: subito dopo gli Usa e la Francia, è l’Inghilterra il terzo mercato delle esportazioni Made in Germany". Oltre 2.500 imprese tedesche, che danno lavoro a 400mila dipendenti, poi, hanno le loro filiali nel Regno Unito. "E ancora l’anno scorso - continua Krämer - la nostra economia ha esportato più merci in Inghilterra che sul mercato in Cina". Sinora in ogni caso né le preoccuazioni dei manager tedeschi né le ostiche trattative per la Brexit hanno frenato le esportazioni tedesche. Anzi: a fine luglio le esportazioni Made in Germany avevano superato i 103 miliardi di euro (8 per cento in più rispetto al luglio del 2016). E di questi 100 miliardi, circa 60 erano le merci tedesche esportate nella Ue (il 6,7 per cento in più rispetto all’anno scorso). "No - riassume l’analista Krämer - sinora le nostre esportazioni non sono state toccate dalla Brexit, ma le preoccupazioni nelle imprese restano per come la politica imposterà gli accordi con la Gran Bretagna".
Da quegli accordi dipenderà  non solo il corso dell’economia tedesca (che quest’anno crescerà, secondo le previsioni del Fmi, dell‘1,8 per cento). "È tutto il mercato della Ue e non solo quello tedesco - spiega Krämer - che ha un netto interesse economico che anche dopo il 2019 sussista un libero mercato". E che si arrivi quindi nelle trattative in corso "ad un razionale accordo", come lo chiama Krämer, sulla cosiddetta Brexit. "Certo, sarebbe in primis la piazza di Francoforte, sede dei maggiori istituti di credito tedeschi e delle Torri della Bce, ad approfittare - dice orgoglioso l’analista tedesco - di un eventuale transfert degli istituti di credito dalla City londinese al nostro parquet qui a Francoforte. Dopo la Brexit, d’altra parte, le regioni più deboli del colosso tedesco (in particolare le cinque regioni all’Est, che dal 2014 ad oggi hanno ricevuto circa 7 miliardi dai Fondi europei) incasserebbero meno sovvenzioni da parte di Bruxelles".
La Brexit è un Giano bifronte, anche per l’economia e politica tedesca. Né è un caso, conclude Krämer, "se la Kanzlerin Merkel abbia detto, subito dopo il voto per la Brexit, quanto sia rilevante la Gran Bretagna per tutta l’Europa". Economia e politica svizzera compresa.
Ma intanto sinora le conseguenze più dure le stanno pagando imprese e consumatori inglesi. Da quando in Inghilterra si è votato per la Brexit la sterlina ha perso circa il 20 per cento, e l’inflazione ha già toccato due volte il picco del 4 per cento. Le insicurezze sul mercato, sterlina e libera circolazione inoltre hanno già avuto ricadute negative su quei settori - edilizia ed agricoltura - in cui è forte la manodopera straniera (specie dai Paesi dell’Est): dal fatale voto per la Brexit ad oggi, in Gran Bretagna si registra un calo significativo di 100mila migranti.
22.10.2017


LO STUDIO

La qualità
dei media svizzeri
IL DOSSIER


La contestata
legge di polizia
IL DOSSIER


Rimborsopoli
IL DOSSIER


Le polemiche
sul Cardiocentro
IL DOSSIER


La passerella
sul Verbano
IL DOSSIER


Microplastiche
piaga dei laghi
GRANDANGOLO

"Su Argo 1 il governo
ha delle responsabilità"
L'INCHIESTA

Interessi immobiiari
dietro i milioni in pista
L'IMMAGINE

Una settimana
un'immagine
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

La giovane Greta
contro le energie fossili
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
La Brexit un divorzio
che non avrà vincitori
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
La Libia aspetta
lo scontro finale
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Dalla Russia a Roma
le avventure degli 007
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Otto appuntamenti
nel mondo che muta
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Dramma e commedia
al Festival di Locarno
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
La rivoluzione parte
dal carrello della spesa
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Siccità, piogge e uragani
nel sordo allarme clima
ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
18.01.2019
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, dicembre 2018
15.01.2019
Concorso per funzioni di direzione e vicedirezione delle scuole professionali secondarie e superiori per il periodo 2019-2023.
09.01.2019
I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 21 gennaio prossimo
31.12.2018
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da lunedì 31 dicembre 2018 alle ore 09.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.
21.12.2018
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale: andamento e prospettive di evoluzione dell'economia ticinese, dicembre 2018
20.12.2018
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, novembre 2018
18.12.2018
Licenziato il messaggio relativo all’approvazione del Piano cantonale delle aggregazioni
12.12.2018
Ampliato il ventaglio dei colori per le mappe della qualità dell'aria [www.ti.ch/oasi]
09.12.2018
Nuovo orario 2019 per i mezzi di trasporto pubblico in Ticino [www.ti.ch/trasporti]
07.12.2018
Concorsi scolastici 2019/2020 - è aperto il concorso per la nomina e l'incarico di docenti e operatori

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio

La pubblicità
Per chi vuole
comunicare
con il Caffè
App
"Il Caffè+"
per iPad e iPhone
Scarica »
App
"Il Caffè+"
per Android
Scarica »
Rezzonico
Editore
Tessiner Zeitung
Vai al sito »



I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Ungheria
di nuovo
in piazza
contro Orban

Messico:
65 morti
durante furto
di combustibile