I riflessi della Brexit sulla Piazza finanziaria elvetica
"No alla deregulation
per avere più capitali"
MAURO SPIGNESI


Che sia light o strong, cioè che sia un’uscita dura o meno traumatica, che sia un addio rapido o più complesso di quello che si pensa, la separazione del Regno Unito dall’Europa provocherà comunque un piccolo terremoto da seguire con grande attenzione da Zurigo a Ginevra sino a Lugano. Perché avrà riflessi, per quanto riguarda la finanza, sulle principali piazze bancarie europee e svizzere. Piazze come quella tedesca e italiana se si osserva l’ambito Ue o quella elvetica, appunto, se si considera l’area sganciata da Bruxelles. "Anche se poi questo processo della Brexit ne innesca un altro altrettanto importante", spiega Sergio Rossi, professore ordinario di macroeconomia e di economia monetaria all’Università di Friborgo: "Ed è quello della tendenza verso una deregulation, cioè di un allentamento dei controlli sul mercato e sull’economia in generale, già scattato in America con l’avvento di Donald Trump che vuole smontare la Dodd-Frank Act, la legge, il pacchetto di regole per frenare la finanza speculativa adottate dopo la crisi dei subprime. Deregulation che diventerà una caratteristica dell’Inghilterra senza più il condizionamento normativo e le imposizioni dell’Ue".
E mentre questo processo ultraliberale si gioca tra Londra e Washington, cosa accadrà in Svizzera, dove invece con la strategia del denaro pulito si è deciso di andare da un’altra parte? "Ritornerà il vecchio conflitto tra l’etica che dice che bisogna andare avanti senza segreti bancari e in maniera trasparente e la ragion di Stato che invece spingerà a reagire per avere norme meno restrittive anche da noi e dunque intercettare le occasioni di business che si prospetteranno all’orizzonte. Ci sarà una pressione sulla piazza svizzera che farà dire a molti che noi che oggi siamo più rigorosi e più protetti rischiamo però di perdere occasioni di business che vanno verso la piazza asiatica, americana e inglese". La deregulation comunque la si osservi per Rossi è una miccia accesa. "Perché secondo me – dice - questa tendenza rischia seriamente di portarci dritti alla prossima crisi finanziaria più di quanto stiamo facendo con la politica ultraespansiva delle banche centrali".
Alla fine, però, nel momento in cui una parte della piazza finanziaria di Londra andrà via, come pare certo, ci sarà una redistribuzione dei capitali che oggi vengono gestiti nella City. "Da noi, ma anche a Francoforte, Parigi e Milano, arriveranno i capitali dichiarati, quelli che verranno investiti in prodotti e attività più rischiose andranno via con il clic di un mouse verso altre direzioni, come ad esempio proprio gli Stati Uniti", spiega ancora Rossi che ha curato il saggio "L’economia elvetica nella globalizzazione" (Dadò editore). "La Svizzera d’altronde oggi è vista come un posto sicuro dove portare i propri risparmi e attirerà clienti che apprezzano l’immagine di un Paese in cui le banche offrono garanzie certe di gestione dei capitali. Da noi arriveranno i risparmiatori che danno più valore alla protezione dei propri risparmi che alla loro remunerazione".

m.sp.
22.10.2017


IL DOSSIER


Le polemiche
sul Cardiocentro
IL DOSSIER

Economia
in ostaggio
di "Prima i nostri"
GRANDANGOLO

"Cambiamo la legge,
è facile avere armi"
L'INCHIESTA

Richiedenti l'asilo
a lezione d'"amore"
L'IMMAGINE

Una settimana
un'immagine
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

Il mondo del lavoro
contro i "puzzoni"
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
I nuovi consumatori
influenzano i marchi
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Mosaici di guerra
dalla postazione Judy
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Lampi di guerra
e fulmini su Trump
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
La razza è un concetto
inventato della politica
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Orchi e melodrammi
non scaldano Cennes
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
La dieta dei cittadini
interessa i governanti
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Resta solamente
una sottile speranza
LE INTERVISTE

I protagonisti
della cronaca

ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
09.07.2018
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da lunedì 9 luglio 2018 alle ore 13.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.
28.06.2018
Notiziario statistico Ustat: Movimento naturale della popolazione, Ticino, 2017
22.06.2018
L'Ufficio di vigilanza sulle commesse pubbliche ha pubblicato la lista delle commesse del Cantone aggiudicate a invito o incarico diretto con importi superiori a fr. 5000.– [www.ti.ch/commesse]
22.06.2018
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale: andamento e prospettive di evoluzione dell'economia ticinese, giugno 2018
15.06.2018
Notiziario statistico Ustat: Idrologia, Ticino, primo trimestre 2018
15.06.2018
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, maggio 2018
08.06.2018
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale alberghi e ristoranti, Ticino, primo trimestre 2018
06.06.2018
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'Ordine del Giorno della seduta del 18 giugno 2018.
06.06.2018
Notiziario statistico Ustat: Le transazioni immobiliari in Ticino nel primo trimestre 2018
01.06.2018
In occasione della "Settimana europea per lo sviluppo sostenibile", in programma dal 30 maggio al 5 giugno 2018, il Dipartimento del territorio (DT) ha aggiornato le pagine del proprio sito tematico, mettendo in evidenza attività e progetti promossi in collaborazione con i numerosi partner [www.ti.ch/sviluppo-sostenibile]

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio


I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Russiagate:

i democratici
all'attacco

Pakistan:

elezioni
di sangue