Storia di un 50enne che ha combattutto la disoccupazione
'Da operaio in fabbrica
a uomo delle pulizie"
PATRIZIA GUENZI


È dura, molto dura. E anche faticoso, visto il mestiere che mi sono scelto. Tutti i giorni vado a cercare lavoro, busso alle porte di uffici, case private e cantieri per chiedere se hanno bisogno dei miei servizi, consegno biglietti da visita, faccio preventivi, a volte per niente perché alla fine mi dicono che hanno trovato una ditta di pulizie meno cara". Il Paradiso Pulito di Abuzer Kelleci, 51 anni, di Giubiasco, ex disoccupato, paradiso lo è solo di nome. "In realtà è una continua fatica - sottolinea -, però sono uno di quelli che ce l’ha fatta e ne vado fiero. Non avevo più vent’anni, eppure sono riuscito a diventare di nuovo indipendente economicamente e oggi mantengo la mia famiglia. Questo mi basta". Kelleci è di origine turca. Nel suo Paese gestiva una pasticceria e un ristorante. Ma le pressioni politiche ad un certo punto l’hanno costretto a scappare. Prima è andato a Ginevra, nel 2001 si è trasferito in Ticino. Con lui la moglie, 49 anni, e i due figli, 24, 21. Il terzo, oggi 13enne è nato qui. "Tanta era la mia voglia di fare che dopo soltanto ventun giorni dal mio arrivo in Ticino già lavoravo". In fabbrica, poi in un’altra e un’altra ancora. "Ho sempre lavorato e ho sempre pensato alla mia famiglia", sottolinea orgoglioso Kelleci.
Purtroppo nel 2013 la fabbrica dove lavorava Kelleci deve ridurre il personale. L’uomo perde l’impiego. È costretto a chiedere la disoccupazione. Per due anni non trova più un impiego. "Nessuno sembrava avere bisogno di me e io non dormivo più la notte, stavo sempre in giro a cercare lavoro - ricorda -. Ero disperato. Ho sempre lavorato nella mia vita, per me era impensabile non farlo". Terminato il diritto alla disoccupazione Kelleci non sa più dove sbattere la testa. Ha tre figli da mantenere. Come fare? L’assistenza no, non la vuole chiedere. E allora, si inventa un lavoro. "Sì, proprio così, ho pensato che le pulizie sono faticose e che molte persone preferiscono farle fare da altri. E anche se di ditte ce n’è in giro già tante, mi butto ugualmente. Inizio con pochi attrezzi, comperando giusto l’indispensabile e mi presento sui cantieri e alle porte degli uffici. Ovunque lascio i miei biglietti da visita. Poco alla volta qualche lavoretto arriva. Poco alla volta mi faccio conoscere, c’è chi fa il mio nome, parla bene di me e c’è chi mi cerca. Insomma, il ‘mio’ Paradiso sembra aver ingranato la marcia giusta".
Una marcia che non è per tutti i cinquantenni. Tante le difficoltà da superare. Il mercato del lavoro dà poche chance a queste persone, soprattutto perché costano troppo in oneri sociali. Se poi scivolano nella disoccupazione è ancora peggio. "Non so come avrei fatto se non avessi pensato di fare le pulizie per gli altri - dice -. Oggi sono attrezzato di tutto punto, ho comperato tutto. Anche la divisa, per me e mia moglie, che mi dà una mano quando il lavoro è impegnativo, ad esempio un cantiere da pulire".
Quando due anni fa Kelleci aveva pensato a quel nome per la sua ditta, Paradiso Pulito, la moglie ha storto il naso. "Sentivo che era azzeccato, e sapete perché? Perché la prima volta in Ticino è stata a Paradiso. E l’ho trovata una località bellissima. Così, quando dovevo scegliere il nome per la mia nuova attività ho ripensato a quell’emozione".

p.g.
29.10.2017


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