Viaggio nelle professioni dove i diritti sono più calpestati
L'Inferno call center
fra i settori più precari


Hanno aperto e chiuso, poi nuovamente riaperto e chiuso. Hanno assunto, licenziato, costretto alla fuga decine di impiegati. "Pressione, salari bassi, regole che praticamente non esistono, ancora oggi questo è uno dei settori più deregolamentati", spiega il sindacalista Giorgio Fonio dell’Ocst. Oggi la situazione, almeno in Ticino, è lievemente migliorata grazie all’introduzione del contratto normale di lavoro. "Anni fa, quando il contratto non esisteva, a Chiasso - dice Fonio - c’erano palazzi interi dove alloggiavano i call center. Tanto è vero che la cittadina stava diventando una specie di grande call center. Arrivavano aziende di servizio soprattutto dall’Italia e hanno approfittato appunto di un vuoto contrattuale".
Un vuoto che tuttavia è stato colmato, dopo una serie di denunce proprio dei sindacati, che avevano svelato casi di paghe da 6 o anche 8 franchi all’ora. "Un livello salariale - aggiunge Fonio - che queste aziende evidentemente hanno ritrovato in Albania, nord Africa, Asia e Spagna, dove si sono spostate rapidamente quando hanno capito che qui in Ticino si stavano mettendo a punto precise regole".
Regole peraltro ribadite anche recentemente. Nel giugno scorso, infatti, al termine di una inchiesta realizzata dall’Ufficio dell’ispettorato del lavoro era emerso che in Ticino esisteva una percentuale del 9,5% di salari al di sotto del minimo di riferimento (circa 20 franchi all’ora di minimo per chi è assunto stabilmente e circa 17 franchi per chi invece è nel periodo di prova). E così la Commissione tripartita aveva proposto al Consiglio di Stato il rinnovo del contratto normale di lavoro per gli operatori dei call center per ulteriori tre anni. Il contratto prevede appunto un minimo orario per 40 ore ripartite su 5 giorni alla settimana. Prevede poi il pagamento degli straordinari, che in passato venivano pagati a forfait. E vale sia per i call center che lavorano per diverse aziende, sia quelli interni alle aziende. "Oggi anche se i livelli salariali sono regolamentati - aggiunge Fonio - registriamo situazioni di disagio che ci vengono esposte spesso da dipendenti di grandi aziende o banche. Come è accaduto proprio a Chiasso, in un caso di deterioramento delle condizioni di lavoro sollevato dal mio collega Nenad Jovanovic che ha raccolto una decina di denunce, e che riguardava il call center di una banca".

m.sp.
29.10.2017


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