Buone prospettive per l'industria d'esportazione
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L'economia riprende
grazie al franco...debole
CLEMENTE MAZZETTA


Meglio di Basilea, di Zurigo, di Berna. Meglio dei Grigioni. Sull’economia ticinese ritorna a splendere il sole. Per il 2018, le previsioni economiche dell’Istituto Economico Bak di Basilea  attribuiscono al cantone italofono una crescita del prodotto interno lordo del 2,4%. Più del doppio dell’anno che se ne sta andando. Ma soprattutto più della media Svizzera, stimata al 2,3%. Una ripresa trainata dal settore industriale (più 2,9% per Ticino, Vallese, Grigioni) che si riflette anche nel terziario: più 2% rispetto ad una crescita del 2017 valutata attorno all’1,1%.
Dati ottimistici che rispecchiano la realtà, secondo Marco Passalia, vicedirettore della Camera di commercio del canton Ticino: "Queste previsioni non ci sorprendono. Prendendo in esame il commercio con l’estero prevediamo un 2018 all’insegna della crescita. Il linea con il trend del 2017, che per quanto riguarda le esportazioni sta raggiungendo risultati record".
Tra i fattori di questa ripresa hanno influito positivamente le variazioni del tasso di cambio, l’indebolimento del franco ormai vicino a quota 1.20 con l’euro, abbandonata nel 2015. Ma non solo.
"Crescono le esportazioni verso la Cina, gli Usa, la Germania - aggiunge Passalia -; secondo  un sondaggio di Switzerland Global Enterprise, il 60% delle piccole e medie imprese prevede un incremento delle vendite all’estero".
In particolare verso la Germania per l’80%, seguite dalla Francia per il 62%, dall’Italia per il 54% dagli Stati Uniti per il 54% e dall’Austria per il 53%.
L’economia svizzera va verso una crescita più sostenuta trascinata dai cantoni di Basilea, con un più 3,8% del prodotto interno lordo, e da quello di Neuchâtel  con un più  3,4% (vedi il grafico sopra). Il tutto per una media svizzera del 2,3%. Una percentuale quasi a livello degli Usa (più 2,5%). Comunque davanti a quella dei Paesi dell’Unione europea che si aspettano una crescita dell’1,9% per il 2018.
"La fase calante della congiuntura, dovuta  alla crisi finanziaria, a questo punto sembra essere quasi del tutto riassorbita. Si apre un altro ciclo che vede l’economia risalire all’interno di una ripresa complessiva del mercato europeo e statunitense. In questo contesto, quella  svizzera, che guadagna un franco su due all’estero con le esportazioni, si avvantaggia decisamente", spiega l’economista Angelo Geninazzi. Non solo i dati del Bak di Basilea, ma anche le valutazioni delle esportazioni elaborate da Credit Suisse, che misurano la domanda estera di prodotti elvetici, indicano una crescita consistente delle esportazioni.  
"La domanda a questo punto è di quanto questa ripresa si ripercuoterà sul mercato del lavoro, sull’occupazione? Più succederà, più l’economia riprenderà vigore, più aumenteranno i posti di lavoro, più crescerà il consumo interno. Il tutto nel contesto di un circuito virtuoso", aggiunge Geninazzi, che sottolinea l’effetto razionalizzatore del franco forte avuto sull’economia. "Negli ultimi anni le aziende svizzere penalizzate dal tasso di cambio, hanno dovuto risparmiare, tagliare i rami improduttivi innovare, per far fronte alla concorrenza internazionale. Avendo fatto questo, oggi con la variazione favorevole del cambio, sono più in forma, più competitive sul mercato mondiale".
Anche in Ticino, il  miglior quadro congiunturale internazionale stimola   l’economia cantonale nei settori rivolti ai mercati esteri, quello dell’industria d’esportazione, dal farmaceutico al meccanico.   Ma ha pure un effetto anche sul settore  turistico  alberghiero, che sta dando segnali di ripresa dopo anni di crisi, soprattutto i Ticino.
E visto che il polso delle aziende ticinesi rivolte all’esportazione è buono - entro fine anno sarà reso noto un sondaggio della Camera di commercio -  per Passalia sono da attendersi risvolti positivi occupazionali: "Quando per le ditte rivolte all’estero aumenta la produttività, quando crescono le possibilità di business, in parallelo aumentano anche le richieste di manodopera soprattutto qualificata per certe produzioni. Lo osservo quotidianamente con le imprese che visito".
Pure per la Segreteria di Stato dell’economia  (Seco), la ripresa della crescita economica, dovrebbe migliorare la situazione sul mercato del lavoro. Ci si aspetta, dopo vari trimestri piuttosto contenuti, che i posti di lavoro aumentino. È prevista una crescita dell’occupazione dello 0,3 % per il  2017 e un’accelerazione dello 0,8 % per il 2018. Contemporaneamente il tasso di disoccupazione dovrebbe continuare a scendere, attestandosi nel 2017 sul 3,2 % e nel 2018 sul 3,0 % (media annua).   c.m.
05.11.2017


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