Il mercato delle bici in Svizzera è un business miliardario
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Quando l'economia
pedala in bicicletta
MASSIMO SCHIRA


La passione degli svizzeri per la bicicletta non è un toccasana soltanto per la salute, ma è un volano estremamente importante per l’economia. Basti pensare che, negli ultimi trent’anni, la vendita annua di biciclette nel Paese è stata costante: tra le 300 e le 350mila bici nuove (modelli per bambini esclusi) scendono ogni anno sulle strade della Confederazione, il che porta il "parco" nazionale delle due ruote a pedali a quota 4,3 milioni. Anche se, sostengono gli studi e le statistiche, quelle veramente in circolazione sono all’incirca 3 milioni. Il settore garantisce quindi un giro d’affari tutt’altro che trascurabile, visto che "muove" oltre 1 miliardo di franchi l’anno.
Ci sono però diversi cambiamenti in atto. Sia a livello d’abitudini, sia di mercato. "La Svizzera è un Paese in cui i cittadini vivono in condizioni piuttosto agiate e quindi non deve sorprendere più di tanto che il prezzo medio delle biciclette acquistate sia stabile tra i 1’400 e i 1’500 franchi - spiega al Caffè Roland Fuchs, portavoce di Velosuisse, l’Associazione svizzera dei fornitori di biciclette -. Agli svizzeri la bicicletta continua a piacere, ma la scelta cade prevalentemente su modelli di gamma medio-alta. Certo, c’è anche chi acquista bici da 300 franchi nei grandi magazzini, ma solitamente si tratta di modelli che poi vengono utilizzati dai ragazzi. Oppure molto saltuariamente. Chi pedala parecchio, invece, non lesina sulle spese".
Che le abitudini siano in continua evoluzione lo dimostrano anche programmi come "Bike to Work", promosso da Pro Velo Svizzera, che stimola aziende e lavoratori affinché puntino sulla bicicletta per i percorsi casa-lavoro. Attualmente sono 1.749 le aziende iscritte al progetto, con oltre 32mila partecipanti. "È un segmento importante, ma che ha le sue prerogative - sottolinea ancora Fuchs -. Spesso nelle città le persone con la bicicletta raggiungono soltanto la stazione ferroviaria, per poi spostarsi con il treno. In quel caso è probabile che la persona abbia due biciclette. Una vecchia e magari malandata a cui far correre il rischio di danni o furto alla stazione. Un’altra per il tempo libero. E di solito la seconda è un’ottima bicicletta, che viene acquistata affinché duri nel tempo. Magari 10 anni o più.
Proprio l’uso della bicicletta durante il tempo libero è il settore maggiormente in evoluzione in questo periodo sul mercato svizzero. Perché - precisa Fuchs - anche dopo la pensione le persone sono in ottima salute. E, oltre ad elevate disponibilità finanziarie (in generale) hanno più tempo da dedicare alle gite, che spesso compiono proprio pedalando sulla classica "due ruote". "Senza dimenticare l’autentico boom delle bici elettriche - aggiunge il portavoce di Velosuisse -. Un vero e proprio fenomeno a livello nazionale, che, in pochi anni, ha visto lievitare oltre quota 400mila le e-bike in circolazione".
Il fenomeno e-bike si è diffuso a macchia d’olio in tutta Europa, ma è in Svizzera che - anche percentualmente - ha assunto le dimensioni di vera e propria tendenza nazionale. "È un successo abbastanza semplice da spiegare - afferma Roland Fuchs -. Da un lato, gli svizzeri spendono volentieri per la bicicletta, specie se di ottima qualità. Ciò è spesso il caso con le bici elettriche. D’altra parte, negli ultimi anni, l’offerta si è molto ampliata. Sul mercato elvetico troviamo oggi un’ottantina di produttori e un’infinità di modelli. Un fatto che ha allargato anche la forchetta dei prezzi. Fino a qualche tempo fa, per una e-bike si spendevano facilmente oltre 3’000 franchi. Ora, invece, già da 1’200 franchi si trovano modelli di qualità. Certo, poi si possono anche superare i 10mila franchi, ma…". Secondo l’esperto, un altro fattore fondamentale per l’evoluzione del mercato delle bici elettriche è rappresentato dalla loro efficienza. "La conformazione del territorio svizzero è molto diversa da quella delle grandi città europee - dice -. A Berlino, Monaco di Baviera, Milano o Parigi è sufficiente avere una normale city bike, perché sono zone pianeggianti. In Svizzera, invece, l’aiuto del motore elettrico è particolarmente apprezzato. Senza dimenticare che le e-bike hanno un’autonomia in continua crescita". Ultimo capitolo del "business del pedale" è rappresentato dagli accessori, come abbigliamento, caschi, occhiali. "È forse quello in maggiore espansione - conclude Fuchs -. Perché la bici è sempre più oggetto di moda e di fitness".

m.s.
12.11.2017


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