Non tutti i lavoratori ricevono un salario in più a dicembre
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"Per noi la tredicesima
resta ancora un sogno"
PATRIZIA GUENZI


Quella "busta paga" in più che arriva a metà dicembre, utile per molti lavoratori a far quadrare i conti di casa, non tutti la ricevono.  "Per molti è ancora un miraggio! - puntualizza Giorgio Fonio, sindacalista dell’Ocst -. D’altro canto non è obbligatoria. Negli ultimi anni i contratti di lavoro che non la prevedono sono sempre di più, soprattutto nel Mendrisiotto". Anche nel settore dei servizi, negli uffici ad esempio, è piuttosto rara, come spiega Giangiorgio Gargantini, del sindacato Unia: "I dipendenti che non hanno un contratto collettivo non ne hanno diritto, visto che né la legge sul lavoro né il codice delle obbligazioni la prevedono. A parte colossi della grande distribuzione come Migros e Coop dotati di un contratto aziendale. Anche per le badanti resta un sogno".
Eppure, quest’entrata in più è importante per moltissime economie domestiche. Contribuisce a riequilibrare il bilancio familiare a fine anno. La maggior parte la utilizza per pagare le tasse. Ma anche per saldare fatture accantonate, conguagli vari, assicurazione dell’auto. E, visto il periodo, serve pure per far fronte a regali e spese extra per le feste natalizie, per cui occorre metter mano al portafogli in maniera piuttosto sostanziosa. "È un’ingiustizia che non tutti i lavoratori la ricevano - riprende Gargantini -. Non dimentichiamo che il Ticino deve pure far fronte ad una forte pressione salariale, con stipendi mediamente più bassi rispetto al resto della Svizzera. Senza un contratto collettivo sono pochi quei datori di lavoro che versano qualcosa in più a fine anno". Alcune aziende prevedono una gratifica a dicembre, "ma non è sicura, e l’importo è sempre condizionato dall’andamento della cifra d’affari", precisa Silvano Beretta, dell’Ocst.  
Si calcola che all’incirca il 70% dei lavoratori in Ticino riceva il tredicesimo salario. Tra questi, quelli del settore dell’edilizia, della meccanica e i metalcostruttori, anche loro coperti da un contratto collettivo. "Mentre non è ancora obbligatoria, almeno per quest’anno, - ricorda Beretta - per i piccoli negozi. Se finalmente il settore del
Tra coloro che questo diritto ce l’hanno, non tutti percepiscono il salarrio extra a dicembre. Alcuni datori di lavoro lo dividono in due tranche. Altri lo suddividono sui dodici mesi. In pratica ci sarebbe all’incirca un buon 20 per cento di lavoratori che non vede la tredicesima prima di Natale. In ogni caso, si rivela sempre un’immissione di liquidità  quanto mai utile per rilanciare i consumi. Anche se i dati del secondo trimestre del 2017 ribadiscono che il settore del commercio al dettaglio ticinese sta lentamente recuperando terreno, grazie ad un afflusso di clienti più stabile e vendite in lieve rialzo. Tendenze settoriali che risultatno più accentuate per le superfici di vendita medie e grandi rispetto alle piccole realtà commerciali, che accusano un ritardo nella fase di rilancio.

p.g.
19.11.2017


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