L'analisi
I "Paradise Papers",
un furto di ricchezza
LORETTA NAPOLEONI


"Paradise Papers", la valanga di documenti relativi alle finanze ‘ballerine’ offshore dei ricchi del mondo, hanno aperto una finestra su come questi stessi accumulano e strutturano i propri patrimoni a livello globale. È però un errore, come stanno facendo in molti, circoscrivere l’analisi ai paradisi fiscali, dal momento che questi stessi sono parte integrate del sistema finanziario e fiscale mondiale. Se non fosse così sarebbero già stati messi alla gogna e si sarebbero recisi tutti i legami con la finanza mondiale. Alcuni paradisi fiscali, invece, si trovano proprio nel cuore dell’Europa, come l’Isola di Man o le Isole del Canale britanniche.
L’ennesima conferma che chi è ricco e potente può evitare di pagare il giusto ammontare di tasse e sottrarre alle imprese che controlla grosse somme di denaro ci deve far riflettere sulla natura di questo fenomeno e su quali sono le conseguenze per l’economia mondiale. Che significa? Che le Paradise papers come le Panama papers vanno ben oltre l’evasione fiscale, piuttosto denunciano qualcosa di ben più profondo, un meccanismo infernale, globalizzato che sottrae la ricchezza alle nazioni che la producono e così facendo le impoverisce. Sarebbe interessante fare un calcolo sull’ammontare totale, con molta probabilità otterremmo cifre pari a diversi punti percentuali, tutti svaniti offshore!
L’indagine giornalistica conferma l’esistenza di un universo finanziario parallelo e "privato", accessibile solo ai ricchi ed ai potenti. Al suo interno il denaro non viene tassato, ma circola liberamente senza alcun controllo. Nessuno ne verifica l’origine, può provenire da attività criminali, come il contrabbando di droga, o legittime, come la vendita dei biglietti dei concerti di un cantante pop, o dal patrimonio di qualche monarchia europea. Società come la Appleby lo maneggiano e lo collocano dove è più sicuro. Si tratta di imprese che offrono consulenze legali e fiscali a chi vuole spostare cifre da capogiro dal nostro universo a quello ‘privato, sono loro i veicoli attraverso i quali il denaro sfugge al fisco, ai consigli di amministrazione, ai fondi pensione, alle banche centrali e così via.
È dunque sbagliato concentrarsi solo sull’evasione fiscale quando di parla di paradisi fiscali e di ricchezze lì nascoste. Ad esempio, le multinazionali regolarmente deflazionando i propri profitti non dichiarandoli nei paesi dove vengono prodotti. Cosi facendo sottraggono agli azionisti di minoranza ed ai propri dipendenti parte di quello che Marx definirebbe il plusvalore, mantenendo dividendi e stipendi bassi.
È forse questo il vero crimine, sottrarre una porzione di ricchezza al sistema economico che la produce, tarpare le ali all’economia che l’ha prodotta. Il vero capitalismo, quello classico della rivoluzione industriale, vedeva nell’accumulazione una fonte costante di crescita futura attraverso l’investimento. Nel modello odierno descritto dalle "Paradise Papers" il denaro esce dal circuito produttivo e viene speso o investito in attività finanziarie suggerite dagli hedge funds. Un sistema che abbiamo visto più volte crea bolle finanziarie.
Il problema va ben oltre la denuncia dei nominativi dei soliti noti, si riferisce ad un modello economico finanziario che invece di farci crescere ci impoverisce.
19.11.2017


IL DOSSIER


Le polemiche
sul Cardiocentro
GRANDANGOLO

L'esame delle urine
non entra in classe
L'INCHIESTA

Via la plastica
da negozi e market
L'IMMAGINE

Una settimana
un'immagine
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

Il radar milionario
ha sbancato il Baffo
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Una crisi energetica
dalla guerra del petrolio
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
La Libia aspetta
lo scontro finale
Guido Olimpio
Guido Olimpio
L'Ok Corral innesca
la faida dei marsigliesi
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Perché il sovranismo
costruisce nuovi muri
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Dramma e commedia
al Festival di Locarno
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
La rivoluzione parte
dal carrello della spesa
Luca Mercalli
Luca Mercalli
È urgente arrivare
ad un'economia "pulita"
ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
16.10.2018
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) in vigore in Ticino e Moesano dal 26 settembre 2018, viene da oggi esteso anche alla Val Poschiavo
11.10.2018
Pubblicati i dati di funzionamento degli impianti di depurazione in Ticino [www.ti.ch/oasi]
04.10.2018
Avvio della consultazione del Progetto di risanamento fonico delle strade cantonali e comunali del Luganese [www.ti.ch/rumore]
03.10.2018
I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 15 ottobre prossimo
26.09.2018
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da mercoledì 26 settembre 2018 alle ore 10.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.
19.09.2018
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale: andamento e prospettive di evoluzione dell'economia ticinese, settembre 2018
14.09.2018
Proscioglimento dagli obblighi militari 2018
13.09.2018
Notiziario statistico Ustat: Statistica delle abitazioni vuote, Ticino, 1° giugno 2018
13.09.2018
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, agosto 2018
06.09.2018
Documentazione regionale ticinese (DRT) - È il linea il nuovo dossier sul tema “La scuola che verrà”

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio

La pubblicità
Per chi vuole
comunicare
con il Caffè
App
"Il Caffè+"
per iPad e iPhone
Scarica »
App
"Il Caffè+"
per Android
Scarica »
Rezzonico
Editore
Tessiner Zeitung
Vai al sito »



I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Afghanistan:
attentato
a raduno
elettorale

Manifestazioni
a Parigi, in Europa,
nel mondo
per salvare il pianeta