Il dibattito sui padri a casa dopo la nascita di un figlio
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Il papà in congedo
aiuta tutta la famiglia
PATRIZIA GUENZI


Tutti d’accordo. Almeno a parole. Anche i padri hanno diritto ad un congedo alla nascita di un figlio. A conti fatti, però, su questo fronte la Svizzera è ancora molto in ritardo. A frenare, anche molte associazioni imprenditoriali. Che 420 milioni di franchi l’anno - il costo approssimativo del congedo paternità - sarebbe troppo oneroso per l’economia e causerebbe notevoli problemi organizzativi alle imprese. In un confronto internazionale, la Confederazione figura infatti tra i Paesi che non prevedono alcun giorno per i neo papà, contro una media di circa otto settimane. Anche se di regola ai neo padre viene concesso da uno a due giorni pagati, dipende dal contratto di lavoro. Mentre banche e grandi aziende lo prevedono quasi tutte -  da una a tre settimane - alcune aggiungono la possibilità di scegliere un periodo non retribuito o la riduzione del grado di occupazione all’80% per un certo periodo. In settimana, la commissione della Gestione ha invitato il Parlamento a raddoppiare da 5 a 10 giorni la "pausa paternità" per i dipendenti statali. Pure Coop al passo coi tempi, dall’anno prossimo aumenterà i giorni a disposizione per mamme e papà (vedi sotto). Un’altra iniziativa a favore della genitorialià è quella del Municipio di Castel San Pietro, primo comune ticinese ad anticipare i tempi.
Un congedo paternità flessibile, della durata di quattro settimane, disciplinato dalla legge è quello che si prefigge l’iniziativa popolare "Per un congedo di paternità ragionevole - a favore di tutta la famiglia" promossa dalla confederazione sindacale Travail.Suisse e da altre organizzazioni, oltre 107mila firme depositate lo scorso luglio. Il reddito sostitutivo dovrebbe venire finanziato con le indennità di perdita di guadagno. "Sarebbe un traguardo importante per la nostra società che, spiace dirlo ma è così, è ancora parecchio indietro su questo fronte - osserva Giorgio Fonio, sindacalista Ocst e autore di una proposta affinché il Comune di Chiasso porti il congedo da 2 a 10 giorni  -. Questa ‘pausa’ concessa ai papà, e lo devono capire anche i datori di lavoro, è importante per riequilibrare i rapporti nella coppia quando nasce un bambino. Un bambino che deve avere sin dall’inizio entrambe le figure dei genitori vicine".
Una "pausa" che ovviamente costa ai datori di lavoro, restii a concederla. Già c’è quella per la mamma, di 14 settimane, introdotta nel 2005. "Mi rifiuto di credere che per qualsiasi imprenditore qualche giorno di congedo di un dipendente non sia sopportabile - replica Ilario Lodi, di Pro Juventute Ticino -. La presenza del padre durante i primi giorni del bimbo è fondamentale. È molto più preziosa e ha un valore maggiore rispetto alla ricchezza creata nello stesso periodo da un azienda. Non c’è paragone".
Eppure, il Consiglio federale ritiene l’iniziativa "Per un congedo di paternità ragionevole - a favore di tutta la famiglia" deleteria per la competitività dell’economia svizzera. La questione deve quindi restare di competenza dei datori di lavoro o delle parti sociali. "Un bambino deve avere sin dalla nascita  entrambi i genitori accanto - insiste Fonio -. Anche perché il padre deve assumersi le sue responsabilità, non può lasciare tutto il carico sulle spalle della mamma". Che l’importanza della presenza paterna sia indiscutibile, lo sostiene pure il dottor Mario Bianchetti, già direttore scientifico del Dipartimento di pediatria della Svizzera italiana all’Ente ospedaliero cantonale: "È indubbio, non si può negare. Tutta la psicologia dimostra l’importanza della presenza del padre all’arrivo di un figlio, soprattutto durante i primi mesi. Sono più che favorevole al congedo paternità". Un’esigenza, insomma. Una carenza, in realtà, che secondo il sindacalista Fonio ha in qualche modo contribuito al rallentamento demografico, al calo delle nascite. "C’è l’effettiva esigenza di ridefinire ancora più a fondo le basi che consentano ad un genitore di conciliare famiglia e lavoro - dice -. E in questo senso il discorso si fa ampio. Sì al congedo paternità, ma accompagnato dal potenziamento di strutture per l’infanzia, come asili nido alla portata di tutte le tasche, doposcuola e mense". p.g.
26.11.2017


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