Nel Preventivo '18 crescono le uscite ma di più le entrate
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Lo Stato spendaccione
salvato dalle imposte
CLEMENTE MAZZETTA


Crescono le uscite, aumenta il personale, salgono gli investimenti. Per far funzionare il Cantone nel 2018 saranno necessari 3,7 miliardi di franchi: 65 milioni in più rispetto a quest’anno. Non solo. Anche nei prossimi dodici mesi le spese il personale continueranno a salire: si prevede di spendere un miliardo e 23 milioni, circa 9,5 milioni in più rispetto al 2017. Un’uscita al rialzo anche per gli investimenti: 228 milioni contro gli attuali 217.
Il Ticino è sempre più  cantone della "spesa-continua", cosa non dovrebbero lasciar tranquilli i ticinesi, sui quali pesa un debito pubblico pro capite ormai di 6mila franchi, lattanti e centenari compresi. Le uscite correnti del canton Ticino si stanno assestando attorno ai tre miliardi e mezzo (livello che supereranno nel 2021), mentre il debito pubblico sta sfondando il muro dei due miliardi. Invece questi dati sono visti senza troppa preoccupazione. Tanto che tutti i partiti di governo quest’anno sosterranno convintamente il preventivo che sarà portato in discussione in parlamento nella seconda settimana di dicembre. Anche i socialisti, che avevano protestato per un taglio delle misure di rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati previsto inizialmente, una volta ottenuto il mantenimento di questa voce (3,2 milioni), lo voteranno.  
Il motivo di questo ampio consenso è dato dal fatto che la costante crescita delle uscite, delle spese, degli investimenti è comunque inferiore a quella delle entrate. In altre parole entrano più soldi di quelli che escono. Il ricavo per imposte, tasse, multe, imposte alla fonte sfiora ormai i due miliardi. Un limite che sarà definitivamente superato nel 2020.  Il ministro delle finanze Christian Vitta sembra riuscito in un compito che solo quattro anni fa era impensabile. Come diceva Napoleone "meglio un generale fortunato che bravo". Se poi le cose coincidono, tanto meglio. Fatto sta che per la prima volta da trent’anni, il bilancio del Cantone si presenta in attivo. Un utile di 7,5 milioni, su cui pesa ancora la spada di Damocle della tassa sui parcheggi (18 milioni), oggetto di ricorso al Tribunale federale, ma che lascia ben sperare. E così recentemente il governo, aggiornando le "linee direttive" fino al 2019, con il presidente del governo Manuele Bertoli ha affermato "che il Cantone può riprendere a progettare il proprio futuro sulla base di presupposti diversi e più solidi".
Ma non bisognerebbe dimenticare che questi "presupposti più solidi", questo bilancio in attivo è stato raggiunto anche grazie a qualche "taglio sociale". Ad esempio, le modifiche alla legge per  l’assegno familiare di prima infanzia (Api) e a quello familiare integrativo (Afi), approvate dal referendum nel febbraio 2017, hanno portato ad un "risparmio" di 2,4 milioni di franchi.

c.m.
03.12.2017


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