Chieste regole più flessibili nell'amministrazione cantonale
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Funzionari a ritmo
di "job sharing"
MAURO SPIGNESI


Serve più flessibilità se si vuole che anche le donne, o i papà con figli piccoli, riescano ad accedere ai vertici dell’amministrazione statale. E una strada da imboccare potrebbe essere quella di "abrogare la soglia minima dell’80% per l’occupazione delle funzioni dirigenziali". Lo ha scritto nero su bianco la Commissione della gestione e delle finanze nel suo rapporto finale sull’iniziativa parlamentare per modificare la legge sull’ordinamento degli impiegati statali, sollecitando un nuovo articolo che introduca regole più duttili e moderne.
Far cadere il muro dell’80%, inoltre, potrebbe consentire di condividere la responsabilità di un incarico a capo di importanti uffici pubblici con due direttori, magari uno al 60% e l’altro al 40%.  Un’idea, questa del "job sharing" con griglie orarie più elastiche, che fa parte di un articolato "pacchetto" come congedi per malattia e paternità, per "una politica di sostegno alla conciliabilità tra vita professionale e familiare".
Ma sul limite del tempo parziale  il Consiglio di Stato ha già detto no preliminarmente, spiegando che "la normativa permette già una deroga". La parola passa al Gran consiglio.
"In realtà – spiega il capo Sezione risorse umane dell’amministrazione cantonale Daniel Fischbach - la soglia minima dell’80% per l’occupazione di funzioni dirigenziali è già possibile attraverso appunto deroghe previste dall’attuale normativa. Peraltro nell’amministrazione ci sono già alcuni di questi casi, anche se sono pochi. Non è escluso in futuro che, se qualcuno lo chiedesse, possano aumentare, naturalmente se ci saranno le condizioni". Secondo Fischbach, invece, "il discorso sulla possibilità di condividere la responsabilità di un ufficio tra due dirigenti a tempo parziale è diverso. Perché questa soluzione andrebbe a incidere sull’organizzazione del lavoro, che bisognerebbe rivedere".
In altri Paesi europei, come la Germania (vedi articolo sotto) si promuove la filosofia del  "diversity manager", e si vogliono sperimentare forme di flessibilità, facendo cadere il tabù delle 8 ore lavorative classiche adeguando i ritmi di lavoro ai tempi della digitalizzazione nell’amministrazione pubblica, in Ticino la proposta divide. Eppure il Gran consiglio, approvando la nuova legge sugli stipendi dei dipendenti statali, aveva puntato in questa direzione promuovendo una "gestione per obiettivi" da raggiungere per il funzionario dirigente piuttosto che una sua presenza costante in ufficio. "Detto in soldoni - ha scritto il relatore della commissione gestione e finanze, il plrt Nicola Pini - orientamento alla conduzione e ai risultati piuttosto che il semplice presidenzialismo".
"Non so, questa iniziativa mi pare molto teorica e francamente non capisco quanto poi possa realmente incidere", spiega Raoul Ghisletta, segretario cantonale del sindacato dei servizi pubblici e sociosanitari (Vpod). "Il ruolo del dirigente - aggiunge Ghisletta - oggi è cambiato. Da lui si pretende molto. Ma soprattutto deve essere un interlocutore sempre presente per dare risposte ai collaboratori. E dunque non so immaginare una responsabilità condivisa tra due funzionari". Sui problemi sollevati da Ghisletta, la commissione in realtà è stata chiara: "L’importanza della presenza e del contatto con i collaboratori non può essere negata e sottovalutata per un dirigente, ma neppure considerata come l’unico metro di conduzione e valutazione o l’unica ragione di rispetto, capacità e autorevolezza".  
Dunque la commissione insiste chiedendo più flessibilità. E facendo presente che nelle 254 funzioni dirigenti, solo 39 registrano una presenza femminile. "Se l’idea della commissione - aggiunge ancora Raoul Ghisletta - è quello di offrire la possibilità a sempre più donne di arrivare ai vertici dell’amministrazione statale, secondo me sarebbe meglio puntare maggiormente ai servizi sociali di base per le famiglie. Come ad esempio più asili nido a costi accessibili e doposcuola, oltre che congedi condivisi tra papà e mamma".

m.sp.
10.12.2017


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