Il ministro Vitta e la nuova legge anti immigrazione
Per chi offre lavoro
sarà un'opportunità
CHRISTIAN VITTA, DIRETTORE DIPARTIMENTO FINANZE


La strada è stata lunga, non priva di ostacoli e costellata da molte discussioni, ipotesi e approfondimenti. Una strada che ha impegnato in prima persona il nostro Cantone e che ha portato a un’applicazione di compromesso a livello federale dell’iniziativa "contro l’immigrazione di massa".
Sebbene la scelta del Consiglio federale conceda più tempo a Cantoni e autorità federali per adeguarsi al nuovo sistema, va ricordato che il Ticino si era espresso in procedura di consultazione per un’applicazione più diretta delle nuove disposizioni, con l’introduzione sin da subito una soglia del 5% oltre la quale i datori di lavoro saranno obbligati ad annunciare eventuali posti vacanti.
Una scelta figlia non solo della particolare sensibilità rispetto al tema del mercato del lavoro e dell’occupazione in Ticino, ma anche dell’impegno messo in campo con largo anticipo per permettere una concretizzazione il più efficace e funzionale possibile della Legge di applicazione varata dal Parlamento federale.
Funzionale, in particolare, nei confronti dei datori di lavoro, che invitiamo a partecipare attivamente a questo cambiamento, consapevoli che il termine "obbligo" potrebbe incutere in loro un certo timore. Un obbligo che, in realtà, grazie al lavoro di preparazione attuato, si potrà rivelare un’opportunità.
Questo è stato, infatti, il filo conduttore della campagna informativa dedicata alle aziende "Più opportunità per tutti", durante la quale è stato possibile ottimizzare e rendere ancora più performante l’azione dei dodici consulenti già attivi nel "Servizio aziende Urc".
Grazie a nuovo materiale, a un moderno portale (www.ti.ch/servizioaziende) e a un’informazione attiva rivolta a oltre 14.000 aziende ticinesi, il Cantone ha potuto rafforzare la relazione con i datori di lavoro, ponendosi come un vero e proprio partner nel sostegno alla ricerca di nuovi collaboratori.
Un impegno che ha dato risultato concreti. Il confronto dei dati pre- e post-campagna è significativo, con un incremento di oltre il 20% dei posti vacanti segnalati dalle aziende e del 42% dei collocamenti avvenuti tramite il Servizio aziende Urc. Anche il recente sondaggio commissionato dalla Seco presso i datori di lavoro evidenzia la loro soddisfazione nei confronti del servizio pubblico di collocamento in Ticino.
Risultati sui quali sarà possibile attuare positivamente le nuove disposizioni previste per gli imprenditori, grazie a un’accurata informazione - a breve, andranno in onda tre spot televisivi e saranno organizzati due eventi informativi – e alla possibilità di un rafforzamento degli effettivi del Servizio aziende Urc, in base alle nuove esigenze e ai nuovi volumi. Non va, infine, dimenticato l’altro lato della medaglia, costituito dalla strategia di sviluppo economico adottata dal Cantone. Grazie alla messa in rete delle competenze presenti sul territorio e a strumenti di sostegno specifici, s’intende favorire la nascita, il consolidamento e lo sviluppo di progetti innovativi. Un aspetto essenziale per favorire la creazione di posti di lavoro e per rafforzare il tessuto economico ticinese, guardando in maniera accresciuta verso nord e a una più intensa collaborazione con l’area economica di Zurigo.
17.12.2017


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