L'analisi del ministro delle Finanze e dell'Economia
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Una ricerca di equilibrio
tra apertura e tutele
CHRISTIAN VITTA


Sin dall’inizio della legislatura ho avviato un programma di visite aziendali, iniziando così un viaggio attraverso il cuore pulsante dell’economia ticinese. L’obiettivo era quello di far conoscere al largo pubblico la nostra realtà economica, caratterizzata da molte aziende che, oltre ad affermarsi sul mercato locale, sanno primeggiare anche a livello internazionale. Tutte queste realtà, che spesso operano lontano dai riflettori, meritano la nostra attenzione e considerazione, in quanto solide radici della nostra economia e, spesso, anche espressione concreta di quanto di più innovativo abbiamo sul nostro territorio. Dal 2015 ad oggi ho pertanto potuto visitare oltre 60 aziende, attive nelle diverse regioni del nostro cantone. Queste visite, che mi permettono di comprendere le difficoltà, le sfide e le aspettative quotidiane dei nostri imprenditori e, rispettivamente, dei lavoratori, hanno suscitato sin dall’inizio un interesse crescente e, grazie all’iniziativa "Dentro l’industria" di Aiti, è stato possibile estenderle anche ai parlamentari, che hanno così la possibilità di confrontarsi con gli imprenditori e di porre loro domande su temi di stretta attualità.
Questi incontri fanno emergere un quadro economico molto diversificato, composto da tante piccole aziende - oltre il 90% delle aziende ha meno di dieci dipendenti - che operano in differenti contesti di mercato. Da un lato vi sono quelle orientate all’esportazione, che grazie alla loro capacità di innovazione conoscono un incremento dei loro affari e chiedono alla politica maggiore flessibilità. Dall’altro vi sono settori la cui attività è rivolta principalmente al mercato interno e che, subendo di riflesso la forte pressione della concorrenza estera (ad esempio l’artigianato), chiedono maggiori controlli per poter operare ad armi pari con i concorrenti esteri. Queste richieste, che di primo acchito risultano contradditorie, devono essere considerate nella ricerca di equilibrio fra il bisogno di maggiore apertura e quello di migliore protezione. In questo contesto è importante profilare il Cantone Ticino come un luogo attrattivo, per i nostri giovani che desiderano concretizzare in attività economiche quanto appreso nel corso dei loro studi, per la creazione e lo sviluppo di nuove aziende innovative. Questa è proprio una delle ragioni che ha spinto il governo a promuovere, all’interno della riforma fiscale e sociale, degli strumenti fiscali volti ad incentivare gli investimenti in questo tipo di aziende.

Le sfide che, nel 2018, attendono la nostra economia sono molte e richiedono un costante dialogo tra i vari attori. Con la volontà di rafforzarlo, due eventi meritano di essere ricordati: il primo, che si terrà il 20 marzo 2018 a Lugano, sarà dedicato al Fintech e permetterà, in un confronto aperto tra esperti e operatori del settore, di valutare l’impatto delle nuove tecnologie digitali sul settore finanziario, così come gli indirizzi futuri della nostra piazza finanziaria. L’economia cantonale, però, non è caratterizzata solo da servizi e da attività industriali: parte integrante ne è anche un settore tradizionale, quello primario, che permette di valorizzare i prodotti della nostra terra. Per questo motivo in ottobre sarà organizzata una giornata dedicata a questo settore, durante la quale dibattere delle sfide future che lo riguardano. Il 2018 sarà importante anche per consolidare il momento positivo che sta vivendo il settore turistico, pianificando nuove iniziative in vista della storica apertura della galleria ferroviaria del Monte Ceneri, che nel 2020 trasformerà il Ticino in una vera e propria Città-regione.
In questo contesto in costante evoluzione le visite aziendali continueranno a rappresentare un osservatorio privilegiato dal quale conoscere uno spaccato della nostra economia, valorizzando gli sforzi quotidiani dei nostri imprenditori che, uniti a quelli dei lavoratori, permettono alla nostra economia di crescere e di creare quell’indotto che consente anche allo Stato di operare e di offrire servizi di qualità ai propri cittadini.
14.01.2018


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