Bolzani, ex cda dello scalo di Agno, ipotizza il futuro
E ora recuperariamo
l'area dell'aeroporto
LUCA BOLZANI, EX CDA DI LUGANO AIRPORT


La prima questione da chiarire in merito all’aeroporto di Lugano è la percezione del valore di quest’area. La zona attorno alla pista di Agno è inserita in un perimetro di pianificazione che permette l’attività aeroportuale, ma ne consente solo questo utilizzo. Altre destinazioni sono dunque, al momento, escluse.
Questa situazione consente al concessionario, la Lugano Airport Sa (Lasa), di utilizzare tutto lo spazio del perimetro per scopi attinenti alla sua attività. V’è da notare però che i terreni all’interno dell’area non sono tutti di proprietà di Lasa (o dei suoi azionisti), e questo ne rende difficile una gestione unitaria. Dal momento che un’attività aeroportuale è considerata di interesse pubblico, ne consegue che in presenza di un progetto di utilizzo definito, sarebbe possibile intraprendere una procedura di esproprio nei confronti di proprietari privati eventualmente non disponibili a cedere i loro terreni.
Si tratta quindi di capire se gli azionisti di Lasa intendono recuperare fino in fondo il valore dato dalla concessione attraverso un progetto di investimento credibile e una ricomposizione unitaria della proprietà dei fondi. Poiché il Cantone, azionista di minoranza della Lugano Airport Sa, si è mostrato negli ultimi tempi piuttosto distratto sulla questione, la responsabilità di recuperare il valore di quest’area dipende soprattutto dalla Città di Lugano, dai suoi cittadini e dai suoi rappresentanti.
Detto questo aspetto di primaria importanza, veniamo alla situazione attuale e alle prospettive.
Negli ultimi anni la Lugano Airport Sa ha dimostrato di poter chiudere i suoi bilanci in attivo solo per quanto riguarda la specifica attività aziendale, senza considerare l’indotto e le ricadute positive sul territorio. Questo risultato è stato ottenuto attraverso un lavoro di ottimizzazione dell’organizzazione interna e di recupero di attività che erano state esternalizzate in passato. Un lavoro i cui frutti sono sotto gli occhi di tutti, ma che forse non è stato apprezzato adeguatamente e che ha lasciato una eredità di scontenti e malesseri che rischia di influire negativamente sul piano di rilancio.
In aggiunta, anche le contingenze economiche e le impreviste difficoltà delle compagnie aeree operanti nello scalo, evidentemente fuori dalla sfera di competenza di Lasa, non favoriscono la possibilità di avere una visione serena e di lungo termine sulle prospettive del nostro aeroporto.
Un aeroporto che deve avere una prospettiva di scalo regionale, con il privilegio di avere un servizio di voli di linea che garantendo la copertura a livello federale dei costi della torre di controllo permette anche lo sviluppo competitivo dell’aviazione generale privata, in grado di connettere il Ticino con le coincidenze internazionali di Swiss a Zurigo, con la Svizzera romanda tramite Ginevra e, forse, con Berna. In grado inoltre di offrire la possibilità di voli diretti da e per il Ticino con il nord della Germania e con le capitali europee, con una vocazione di scalo regionale non in competizione né con con l’aeroporto di Milano Malpensa, né con la nuova linea ferroviaria di AlpTransit.
La condizione per poter esprimere questo potenziale sta nella realizzazione del piano industriale presentato da Lasa nel 2016 e che è servito da base per il messaggio municipale attualmente in discussione nella Commissione della legislazione del Consiglio comunale di Lugano.
21.01.2018


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