Il presidente di Lugano Agno sul futuro dell'aeroporto
E ora è necessario
lavorare in sinergia
EMILIO BIANCHI, PRESIDENTE AEROPORTO LUGANO AGNO


Il mio è un contributo di chi chiaramente crede in questa struttura non fosse che per una realtà composta da diverse componenti professionali, a partire dagli oltre 80 dipendenti della Lugano Airport Sa (di proprietà di Città di Lugano - 87,5 % - e Cantone - 12,5%) e tutte le altre figure legate all’aeronautica e di grande valore aggiunto, quali tutti gli operatori di linea e privati e le attività di formazione e manutenzione.
Gli ultimi avvenimenti sembrano gettare un’ombra negativa sulle prospettive future dell’aeroporto di Lugano-Agno: il fallimento della compagnia di riferimento basata in Ticino, Darwin Airline, è stato un evento traumatico soprattutto per i suoi risvolti economici e personali.
Personalmente ritengo che il fallimento sia dovuto soprattutto alla situazione generale del trasporto aereo in Europa e alle numerose ristrutturazioni in atto, tra le quali Etihad, Air Berlin, ecc., un effetto "domino" che ha travolto anche Darwin.
Saranno in ogni caso le autorità preposte, in particolare il Ministero pubblico, a chiarire cosa sia effettivamente successo, soprattutto dopo l’entrata per pochi mesi di un fondo tedesco legato all’operatore sloveno Adria Airways.
Per i responsabili del nostro aeroporto non si può che guardare in avanti senza dover dipendere dall’una o dall’altra compagnia, ritenuto comunque che Swiss continua ad operare il volo per Zurigo-Kloten, collegamento che non ha subito delle flessioni significative nel numero di passeggeri anche dopo l’entrata in funzione della nuova galleria ferroviaria di AlpTransit.
Il primo scoglio da superare è ora senza dubbio il ristabilimento del collegamento diretto con Ginevra-Cointrin, così importante per l’economia di entrambi i Cantoni. In seguito bisognerà trovare l’assetto giusto tra i vari interessi in gioco.
Inutile nascondersi dietro qualche ipocrisia: da una parte vi è il diritto e dovere dell’ente pubblico di mantenere una struttura che deve avere un ruolo di servizio pubblico. Non fosse che per il fatto che la Città ha investito oltre 30 milioni negli ultimi 15 anni. Non va inoltre dimenticato che la Città di Lugano è titolare della concessione federale che impone obblighi di servizio a favore degli utenti dell’aeroporto.
Dall’altra parte rimane fondamentale la collaborazione con dei privati che vogliono investire, ma l’ente pubblico deve mantenere il controllo della situazione fondiaria per garantire la funzione pubblica della struttura.
Il messaggio municipale attualmente al vaglio della Commissione della gestione del Consiglio comunale di Lugano costituisce, con qualche correttivo di natura economica, lo strumento giusto per perseguire un progetto che porta ad un equilibrio tra interessi privati e servizio pubblico.
Fondamentale rimane però la condivisione tra Cantone – non solo come azionista ma come ente pubblico superiore coinvolto nella pianificazione e nel promovimento economico – di scenari di sviluppo per tutta l’aviazione nel nostro Cantone includendo anche l’aeroporto di Locarno-Magadino per il ruolo importante che riveste per una parte del traffico privato e per la formazione civile e militare.
Urge quindi un tavolo di condivisione e pianificazione tra Cantone e Città per il futuro dell’aeroporto ma anche dell’aviazione in Ticino: un’utopia?
21.01.2018


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