Avenir Suisse spiega come potrebbe cambiare il Paese
Immagini articolo
Nel 2030 saremo così,
sei scenari per il futuro
MAURO SPIGNESI


Come andrà a finire nessuno lo sa. Perché è vero che il futuro è nelle nostre mani, è legato alle nostre scelte, ma oggi più di ieri è condizionato da ciò che ci gira attorno, da una società che muta sempre più rapidamente con virate brusche, spesso inattese. E dunque come sarà la Svizzera nel 2030, che strade avrà imboccato? Sarà sempre un piccolo Paese capace di conservare una invidiabile stabilità politica, dare una impronta di diversità, mantenere un benessere sostenuto da una rara etica del lavoro e dalla fantasia dei suoi imprenditori? Se lo è chiesto il "think tank" Avenir Suisse, che ha provato a tratteggiare sei possibili scenari per il futuro prossimo. E li ha racchiusi in un "Libro bianco" per stimolare una riflessione su chi siamo e cosa vogliamo diventare. "Si tratta di scegliere tra l’apertura e la chiusura identitaria, tra soluzioni prettamente giuridiche e scelte alternative che implicano un cambiamento di prospettiva", spiega Marco Salvi, economista di Avenir Suisse e uno degli autori del "Libro bianco", che si apre con una citazione di Friedrich Dürrenmatt: "Il possibile è quasi infinito, il reale rigorosamente limitato".
Ma quali sono i sei scenari? Si parte dal primo, ipotizzando una Svizzera che si ripiega su se stessa, scegliendo una strada solitaria. Si passa poi a un’altra scelta, quasi uno strappo per disegnare un Paese oasi globale. Il terzo scenario invece riporta a una Confederazione che diventa quasi un piccolo club nel cuore dell’Europa. Tre possibilità, tre idee reali, molto legate a quanto sta emergendo, alle indicazioni affiorate in questi anni. Tre scenari che tuttavia non piacciono ad Avenir Suisse che ne disegna altrettanti. Si parte da una Svizzera che punta molto al partenariato sociale e sostenibile, per passare a uno Stato che si converte alla normalità europea, sino ad arrivare a quella che Marco Salvi, che ha curato questo capitolo, chiama "la via scandinava", che offre pro e contro, da valutare attentamente.
Prosperità, dinamicità, capacità di mantenere equilibri politici, uno stato sociale e una sanità d’eccellenza, salari dignitosi capaci di ridistribuire benessere attraverso spese e investimenti delle famiglie. Questa è la cornice attorno alla quale bisogna ragionare. La deriva invece, contenuta nei primi tre scenari descritti quasi didascalicamente nel "Libro bianco", porterebbe a una chiusura, al blocco di un Paese che invece con l’export ha fatto la sua fortuna. Secondo Avenir Suisse soltanto una maggiore interazione con l’Europa che circonda la Confederazione anche geograficamente, la caduta in senso liberale di molte barriere, le riforme ferme del cassetto da anni o bocciate dal popolo (come l’imposizione delle imprese, la riforma delle pensioni, gli accordi istituzionali con l’Ue), possono stimolare una svolta positiva.
"E il Ticino, che pure ha sue specificità, non è immune da queste ricette. Perché - spiega ancora Salvi - a lungo termine scelte come il protezionismo possono offrire vantaggi ma alla lunga portano soltanto impasse, un rallentamento dei business, un inceppamento progressivo dello sviluppo".
Il primo scenario del libro bianco parla di "ripiegamento autonomo" e ipotizza una Svizzera che imbocca la strada in solitaria. Dice no agli accordi bilaterali, chiude con Schengen, taglia i rapporti con l’Europa. Ma si trova isolata, meno attrattiva per investitori e possibili partner economici. Più ombre che luci anche nel secondo scenario, "oasi globale". Dove si tratteggia un futuro senza Ue, con più privatizzazioni, soprattutto nel settore pubblico e genera parecchi conflitti sociali. C’è poi, terza ipotesi, il "club Suisse", dove lo stop a tutto ciò che arriva da Bruxelles o da altri Paesi europei e alla libera circolazione viene compensata con una serie di riforme e un rafforzamento della sovranità. Ma tutto questo rischia seriamente di bloccare la crescita. Meglio, dunque, indica Avenir Suisse, stringere accordi, aprirsi al mondo, accettare la sfida della globalizzazione, aderire a una "normalità europea" per mantenere e migliorare le conquiste di oggi.
mspignesi@caffe.ch
01.07.2018


IL DOSSIER


Le polemiche
sul Cardiocentro
GRANDANGOLO

Il Cardio non paga
e il Mizar si arena
L'INCHIESTA

La scuola volta pagina
con lezioni di sesso
L'IMMAGINE

Una settimana
un'immagine
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

Kerouac e i bus
direzione a Malpensa
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Lehman Brothers
e la fine del sogno Usa
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
La Libia aspetta
lo scontro finale
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Con il "topo morto"
la lotta tra Cia e Kgb
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Perché il sovranismo
costruisce nuovi muri
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Dramma e commedia
al Festival di Locarno
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
La rivoluzione parte
dal carrello della spesa
Luca Mercalli
Luca Mercalli
È urgente arrivare
ad un'economia "pulita"
ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
19.09.2018
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale: andamento e prospettive di evoluzione dell'economia ticinese, settembre 2018
14.09.2018
Proscioglimento dagli obblighi militari 2018
13.09.2018
Notiziario statistico Ustat: Statistica delle abitazioni vuote, Ticino, 1° giugno 2018
13.09.2018
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, agosto 2018
06.09.2018
Documentazione regionale ticinese (DRT) - È il linea il nuovo dossier sul tema “La scuola che verrà”
06.09.2018
Notiziario statistico Ustat: Le transazioni immobiliari in Ticino nel secondo trimestre 2018
05.09.2018
I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 17 settembre prossimo
31.08.2018
Notiziario statistico Ustat: Popolazione residente permanente, Ticino, 2017
28.08.2018
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale commercio al dettaglio, Ticino, luglio e secondo trimestre 2018
28.08.2018
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale attività manifatturiere, Ticino, luglio e secondo trimestre 2018

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio

La pubblicità
Per chi vuole
comunicare
con il Caffè
App
"Il Caffè+"
per iPad e iPhone
Scarica »
App
"Il Caffè+"
per Android
Scarica »
Rezzonico
Editore
Tessiner Zeitung
Vai al sito »



I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Attacco
alla parata,
Iran:
risponderemo

Russia:
manifestanti
chiedono dimissioni
di Putin