Trent'anni fa il cantone era all'avanguardia nel fotovoltaico
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San Gallo e Losanna
più 'solari' del Ticino
CLEMENTE MAZZETTA


Negli anni ’80 il Ticino era stato pioniere nel settore dell’energia fotovoltaica, quella che trasforma la luce del sole in energia elettrica. Era stato Mario Camani, allora direttore della Sezione protezione aria, acqua e suolo, a far realizzare il primo impianto sul tetto della Supsi di Trevano allacciato direttamente alla rete elettrica, impresa pionieristica a livello europeo. "Purtroppo non ho visto successivamente quello sviluppo che avremmo potuto avere. Si poteva fare di più", commenta Camani di fronte ai dati che vedono il Ticino al di sotto della media nazionale per energia prodotta con il fotovoltaico.
Stando all’ultimo rapporto del Dipartimento dell’ambiente si stima in Ticino una potenza di 218 watt per abitante: un dato inferiore alla media Svizzera che è di 259 watt.
"Il Ticino non ha registrato lo sviluppo che ci si poteva attendere, almeno dopo quanto accaduto negli anni ‘80 - spiega Camani - in parte perché le aziende elettriche hanno considerato il fotovoltaico un concorrente, in parte perché la classe politica non ha dato quell’impulso che sarebbe stato utile e necessario. Detto in due parole, anche in questo settore, si è dormito".
Qualcosa si è comunque fatto. Oggi, il Ticino dispone di oltre 4.200 impianti con una potenza complessiva di 79 Mega watt per una produzione di circa 87 Gigawatt orari. Pari ad una copertura del fabbisogno di elettricità del 2,7%. Meglio di quanto prevista dal Piano energetico cantonale che ipotizzava una produzione di 29 Gwh per il 2020. Il problema è che quel piano è ormai superato dagli eventi. "Ben altri dovrebbero essere gli obiettivi. Il Cantone - osserva Camani - potrebbe sovvenzionare di più gli impianti, e pretendere dalle aziende elettriche che paghino di più l’energia riversata in rete". In altri Paesi, come la Germania, dove la produzione di energia alternativa sfiora il 40%, il fotovoltaico arriva all’8%, non al 2,7%.
Bruno Storni, deputato socialista, critico sulla politica energetica del Cantone, cita un  studio comparativo dell’università di Ginevra che ha classificato il Ticino come "Cold spot", punto freddo del fotovoltaico: "Ma il cantone  ha un potenziale di soleggiamento superiore alle mille ore annue. Eppure quanto a produzione di energia fotovoltaica  è superato da realtà come San Gallo e Losanna, assai più piovosi", sottolinea Storni che ha chiesto al governo di rivedere gli obiettivi per il fotovoltaico "ormai superati". Il Ticino  si è dotato di una "mappatura solare cantonale" che quantifica il potenziale della produzione ipotetica di energia solare. Si tratta di una carta interattiva che evidenzia la potenzialità di irraggiamento solare annuo per metro quadrato dei terreni e anche dei tetti. Il colore blu indica un valore scarso, il rosso il massimo. Stando a questa mappa il 45% della superficie cantonale (1.310 km2) avrebbe un irraggiamento da "buono" a "ottimo. La mappa realizzata nel 2012, è stata recentemente aggiornata (vedi: tettosolare.ch,), stima anche i costi dell’investimento, i kw/h producibili, anche l’ipotetica remunerazione,la cosiddetta Ric. Stando a questa mappatura la potenzialità del Cantone (calcolata in modo prudente) sarebbe di 816 Gw annui. Dieci volte quanto prodotto nel 2018. cmazzetta@caffe.ch
14.07.2019


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