Quasi 6mila appartamenti vuoti ma si continua a costruire
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Nel cantone delle gru
...le case sono sfitte
CLEMENTE MAZZETTA


Aumentano i cantieri e pure gli appartamenti sfitti. E più si costruisce meno si vende. E così nel Ticino, che è sempre più il Paese delle gru, che svettano nei cantieri, gli alloggi vuoti continuano a crescere. Se ne contano 1.200 nel Locarnese, 1.750 nel Luganese, oltre un migliaio nel Mendrisiotto. Il fenomeno tocca le periferie: 180 case vuote nelle Tre Valli, una quarantina nella sola Vallemaggia (una ventina a Cevio). Il tutto quasi cinquemila. "Ma la tendenza in atto è quella di una continua crescita. Di questo passo arriveremo ad avere seimila case vuote, invendute, sfitte già nel 2020", osserva Gianluigi Piazzini, presidente Catef, Camera ticinese dell’economia fondiaria (vedi intervista sopra).
Continuano a costruire soprattutto i grandi investitori: casse pensioni, fondi assicurativi. E a colpi di mille e passa appartamenti in più ogni anno, la pressione sul parco immobiliare meno recente si fa sempre forte, a parte il rischio di una bolla immobiliare.
"C’è una notevole pressione al ribasso. Aumentano gli appartamenti sfitti e i tempi di ricollocazione sul mercato - osserva Marco Chiesa presidente dell’Associazione fondiaria Hev-Ticino -. Anche per quest’anno si conferma la tendenza al calo degli affitti per gli appartamenti nuovi o che vengono rimessi sul mercato". Le conseguenze si fanno già sentire: nel primo trimestre 2019, l’edilizia abitativa si è decisamente contratta: meno 31% per le case unifamiliari, meno 51% per le plurifamiliari. Non solo: il tasso di case sfitte che è stimato al 2,21% per Lugano (880 case vuote) probabilmente è da correggere al rialzo, se lo stesso Comune, prima dell’ultima aggregazione (nel 2013), aveva contabilizzato più di duemila appartamenti vuoti. Pari 6% del parco alloggi esistente. Stesso discorso a Locarno, dove si stima un 3,38% di sfitto (circa 400 appartamenti). Ma anche in questo caso, il dato parrebbe sottostimato stando agli esperti del settore per i quali la percentuale è almeno il doppio.
Ci sono case vuote a Chiasso che ha un tasso di sfitto del 5,61% (circa 300 appartamenti), a Mendrisio (3,17% per 273 appartamenti). A Bellinzona, dove si sta costruendo moltissimo e dove sono 485 gli appartamenti sfitti (1,97%), i Verdi hanno chiesto un blocco delle licenze. Inutilmente. Case vuote ovunque: 141 ad Ascona (2,3%), a Riva San Vitale (2,9%), 17 a Bodio (3,8%), 42 a Orselina (3,4%) 2 a Rovio (3,66%) 20 a Morcote (2,2%), 90 a Tenero Contra (4,6%). Il fenomeno è diffuso e tocca anche le località turistica segno di un’eccedenza notevole. Su un totale di 239mila abitazioni  lo sfitto complessivo supera il 2% (quello medio nazionale è del 1,62%). In questo contesto permane anche una certa "emergenza abitativa", visto che alcuni deputati hanno chiesto al governo dati "più precisi per permette sia all’ente pubblico che al settore privato di orientare e soddisfare le esigenze".
Affinando e incrociando i dati, si permetterebbe ai Comuni di capire, ad esempio, dove e in quale zone incentivare gli alloggi con affitti sostenibili, dove aumentare gli incentivi energetici, dove qualificare meglio il mercato degli alloggi per anziani. Dove fermare l’edilizia eccessiva. Insomma sarebbe possibile fare una politica degli alloggi. Invece la crescita del parco immobiliare è selvaggia. In un solo anno (fra il 2017 e il 2018) l’aumento ha sfiorato il trenta per cento.
cmazzetta@caffe.ch
14.07.2019


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