I negozianti sfidano la concorrenza estera e on line
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Ora il commercio
è sul piede di guerra
ANDREA STERN


A Babbo Natale i commercianti non presentano richieste inesaudibili. "Sarebbe fantastico riuscire almeno a mantenere i livelli dell’anno scorso. Non chiediamo di più", dice Lorenza Sommaruga, presidente di Federcommercio. L’importante, per i negozianti, è arrestare la lenta emorragia che da qualche anno sta dissanguando il settore della vendita. "Non pretendiamo la luna - prosegue Sommaruga - ma non abbiamo alcuna intenzione di accettare un destino da collezionisti di segni meno".
Sul piatto c’è una torta da oltre 4 miliardi di franchi all’anno. La sua spartizione è molto cambiata negli ultimi tempi. Si stima che oggi una fetta di almeno il 15% finisca nei negozi di oltre frontiera e un altro 10% all’estero tramite i siti online. "Per questo sono fondamentali tutte le iniziative che mirano a incentivare gli acquisti in Ticino. Tutto fa brodo, comprese le americanate come il Black Friday", sostiene Enzo Lucibello, presidente dell’Associazione dei grandi distributori ticinesi (Disti).
La tradizione anglosassone del venerdì nero, che quest’anno cade il 29 novembre, è stata importata in Svizzera per la prima volta da Manor  quattro anni fa. In brevissimo tempo è diventata un appuntamento cui nessun commerciante può sottrarsi. "Le promozioni della grande distribuzione - spiega Sommaruga - attirano le folle in città e nei centri commerciali. Il Black Friday è quindi un’occasione da sfruttare anche per i piccoli commercianti".
Non per forza con sconti da capogiro. "Negli ultimi anni i piccoli commercianti hanno dovuto ridurre all’osso i loro margini di guadagno - osserva Sommaruga - e quindi difficilmente possono offrire ulteriori sconti. Devono però avere idee originali per promuoversi e devono sempre più imparare a coccolare il cliente". Non solo al Black Friday ma durante tutto l’arco dell’anno. "Il più grande successo - dice Sommaruga - è riuscire a fidelizzare un cliente".
Così tornerà anche a dicembre, che resta il mese degli acquisti per eccellenza. "In Ticino il primo giorno dello shopping natalizio resta l’Immacolata Concezione - spiega Lucibello -. Il Black Friday è sicuramente un’opportunità per ravvivare un mese piuttosto tranquillo come quello di novembre. Ma il consumatore medio inizia a pensare al Natale in occasione della prima apertura straordinaria dei negozi. Peccato solo che quest’anno cada di domenica". Saranno quindi solamente tre - l’8, il 15 e il 22 dicembre - i giorni festivi durante i quali i negozi potranno aprire i battenti, invece dei tradizionali quattro.
Sembra una quisquilia ma non lo è. Poiché a dicembre ogni dettaglio conta. "È un mese che vale doppio a livello di fatturato - ricorda Sommaruga - e soprattutto è il mese in cui molti commercianti confidano per mettere a posto i conti annuali. Veniamo da una stagione estiva piuttosto difficile, speriamo che il Natale possa bilanciare queste difficoltà".
I commercianti ci credono. D’altronde già l’anno scorso, in barba alle previsioni, alla fine gli affari non erano andati poi così male. "Gli assortimenti sono pronti e stiamo finendo di allestire le vetrine - dice Lucibello -. Chiaramente non sono un veggente e non posso sapere come andranno le vendite. Le nostre aspettative sono buone. Ma ora, la parola passa ai clienti".
astern@caffe.ch
03.11.2019


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