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I timori del presidente della "Camera fondiaria"
"Gli appartamenti sfitti
destinati ad aumentare"
MAURO SPIGNESI


Restano da completare le costruzioni nei terreni acquistati quattro-cinque anni fa, quando la crisi non c’era e si pensava che in Ticino la popolazione non fosse stagnante. Ma ora con quasi seimila alloggi vuoti (a giugno erano 5.534 secondo l’Ufficio di statistica), le prospettive sono completamente cambiate. Di questo passo possiamo azzardare che si arriverà a 10mila alloggi sfitti tra otto-dieci anni? Il presidente della Camera ticinese dell’economia  fondiaria (Catef), Gianluigi Piazzini, è prudente: "Spero di no, spero che ci si fermi prima. Però va detto che il censimento statistico cantonale annuale contiene dati verosimilmente troppo prudenti e riteniano che purtroppo parte del fenomeno dello sfitto potrebbe essere sottostimato. Non è un’accusa. Il rilevamento in Ticino, così come avviene in altri cantoni, è fatto interrogando i Comuni". L’Ufficio di statistica interpella a maggio e manda via i dati a giugno. "Secondo noi - aggiunge Piazzini - c’è un margine di errore. Un sistema più aderente alla realtà sarebbe quello di fare i conteggi basandosi sugli allacciamenti di luce e acqua. Noi pensiamo, ma è una stima, che ci sia in realtà un 10-15% in più di sfitto".
Ma in futuro la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente. Nell’ambito locativo ci sono 1.600 nuove licenze. E fermare i cantieri è praticamente impossibile perché ci sono soldi, tanti soldi già investiti. E allora? "Sicuramente - riprende Piazzini - alla fine del 2020 si arriverà a toccare quota 7.000 unità immobiliari sfitte. Poi, io spero che vista la situazione le costruzioni rallentino e soprattutto che la popolazione riprenda a crescere per ritrovare faticosamente un riequilibrio. Ma ci vorranno anni prima di smaltire l’offerta".
Le costruzioni, come dimostra l’ultimo sondaggio trimestrale nel settore edile, in Ticino con un più 24% hanno segnato un aumento del volume d’affari. Anche se le riserve di lavoro per gli alloggi sono in calo dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2018. "La popolazione da due anni non cresce più - dice Piazzini -, il precariato è salito e tanti figli restano con mamma e papà. Tutto questo ci preoccupa, vediamo lo sfitto dappertutto, tra i nostri soci c’è un sentimento non tanto di sfiducia ma di smarrimento perché veniamo da anni ruggenti con una crescita importante".
Con 6.000 immobili sfitti, con un valore indicativo medio di 300mila franchi per unità, vuol dire che un valore di mercato complessivo di un miliardo e 800 mila franchi di sostanza è fermo, non utilizzato e che dunque non produce reddito.
m.sp.
01.12.2019


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