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Uno studio di NetCom Suisse su commercio e pandemia
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"Le vendite online salvano
negozi e produzioni locali"
MAURO SPIGNESI


Se anche i piccoli commercianti, compresi i negozietti di periferia, avessero avuto un proprio sito o si fossero affidati a un portale specializzato per la vendita online, i ticinesi chiusi in casa per l’emergenza sanitaria avrebbero comprato i loro prodotti. È quanto emerge da una ricerca realizzata da NetCom Suisse, l’associazione con sede a Lugano e uffici a Ginevra e Zurigo, che raggruppa duecento aziende digitali e ha come associati colossi come Google, Microsoft, Ebay e Ricardo. Dalla rilevazione, effettuata durante il "lockdown" in Ticino oltre il 55 per cento delle persone che hanno risposto a un questionario ha detto sì, che avrebbero acquistato dai piccoli commercianti e produttori locali. Il problema è che pochi hanno un sito di ecommerce. "Ma quello che emerge con più forza e mi pare un dato interessante - spiega Carlo Terreni, co-fondatore e presidente di NetCom Suisse - è la volontà dei ticinesi di voler aiutare il negozietto del paese o anche le piccole realtà locali".
In mancanza di strumenti digitali chi ha approffittato di questa tendenza, sfruttando anche il timore dei consumatori di ordinare prodotti all’estero con lunghi tempi di consegna, sono i grandi marchi nazionali, più strutturati. Tanto è vero che, come ha rivelato una ricerca del Credit Suisse, durante la crisi della pandemia con la temporanea chiusura dei punti vendita la perdita di fatturato del commercio al dettaglio è stata di circa il 20% mentre il commercio online "quest’anno dovrebbe registrare un aumento delle vendite di circa il 30%". Ed è una tendenza, questa, che secondo Terreni proseguirà. "Tanto che - spiega - il 64% del campione della nostra ricerca ha detto che anche dopo questa emergenza continuerà a fare acquisti online e l’86 tornerà nel negozietto dove fa la spesa quotidinamente". Il 60%, inoltre, si aspetta servizi di "multicanalità". In pratica oltre la vendita in rete anche la possibilità di comprare un prodotto e poi andare a ritiralo nel punto vendita o prenotare anche solo una visita.
Oltre ai clienti, tuttavia, ci sono i commercianti. Loro devono convincersi che la strategia digitale è importante e può viaggiare parallelamente alla vendita in negozio. Ma per fare questo serve anche un aiuto dallo Stato, come ha sostenuto la stragrande maggioranza - l’86% - delle persone sentite nella ricerca di NetCom Suisse. "Sì - è la risposta - le istituzioni dovrebbero supportare i piccoli investitori con i necessari investimenti". Ora l’associazione dopo aver sentito i consumatori ascolterà anche la voce dei negozianti con un secondo rilevamento in sintonia con le organizzazioni di categoria. Anche perché il commercio online in Svizzera (secondo dati di Datatrans, società leader nei pagamenti elettronici) genera un fatturato di oltre 10 miliardi.
m.sp.
23.05.2020


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