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Il trasloco del colosso della moda Kering a Trecate
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Tra le risaie del novarese
il fashion dei ticinesi
GIANFRANCO QUAGLIA


C’è una Svizzera che sta nascendo fra le risaie italiane, alle porte di Novara. Sventola il vessillo del canton Ticino, veste Gucci e McQueen. È diventata la nuova terra promessa per centinaia di lavoratori, capovolgendo una tendenza ultradecennale: in questo caso i frontalieri italiani non varcano più il confine per andare in Ticino. Sta avvenendo l’opposto, con i ticinesi che emigrano in Italia per dare vita a quella che viene chiamata la nuova "Fashion Valley".
Sino a un anno fa era collocata negli stabilimenti di Cadempino, Sant’Antonino, Bioggio, Vezia. Ma da quando il gruppo francese Kering - che su base annua ha subito un calo delle vendite dell’8 per cento, con un crollo del fatturato del 16 per cento - ha deciso il trasferimento del comparto logistico sono cominciate le dismissioni a partire dall’estate del 2020. Il colosso transalpino della moda, con i marchi che vanno da Gucci a Ysl, da Dodo a Pomellato sino a Balenciaga, Bottega Veneta, Alexander Mc Queen, sta semplificando il suo "asset" logistico, con investimenti negli Usa, in Asia e Italia. E così la maggior parte delle strutture concentrate nel Ticino (una ventina di magazzini di capacità medio-piccole) viene concentrata nel polo alla periferia di Novara, nel territorio comunale di Trecate, dove sta sorgendo la capitale logistica italiana della moda. I lavori per questa "Fashion Valley", rallentati a causa della pandemia, ora sono praticamente terminati. Il progetto a regime si svilupperà su un’area di 420mila metri quadri, di cui 200mila al coperto, per un totale di 2.500 posti di lavoro.
Il gruppo Kering guidato da Francois-Henri Pinault (fatturato di circa 16 miliardi di euro, 38mila dipendenti in tutto il mondo), ha scelto Novara per molte ragioni. La città piemontese è diventata una capitale del lusso. Nel sito logistico la parte del leone la farà Prada, in città e dintorni sono attive realtà di lavorazione di capi da parte di Versace (300 addetti), Zamasport (150), Ermenegildo Zegna (600). Non solo: la "Fashion valley" è a due passi dalla tangenziale e dal casello autostradale sulla Torino-Milano, a 30 chilometri dallo scalo di Malpensa. Insomma, una posizione ottimale sotto il profilo dei collegamenti che agevolano le interconnessioni con i principali hub di trasporto. Inoltre la struttura italiana potrà garantire otto volte il volume di stoccaggio di quella elvetica, 160mila metri quadri contro 20mila. Infine, il contesto con la vicinanza di Milano, capitale creativa del "fashion" e delle sfilate, favorisce contatti diretti e immediati, interscambi commerciali e sinergie da non trascurare. Non a caso, in tutto il Novarese il settore (tessile, confezione, articoli in pelle) rappresenta una realtà molto positiva nel quadro generale della crisi: 523 industrie, 4.282 addetti.
La Kering si era già portata avanti insediandosi a Novara da alcuni anni. Una sede con l’insegna della doppia G e di Alexander Mc Queen in via Belletti 4/C; nel 2019 ha aperto un laboratorio di modellatura e sartoria nella ex fonderia Sant’Andrea, contigua alla stazione ferroviaria. Qui aveva già spostato attività e dipendenti, un centinaio di persone, che prima erano a Cadempino. Poi ha inaugurato un’altra sede novarese in via Gibellini, dove lavorano 88 addetti. Complessivamente l’operazione moda della Kering conta già 537 dipendenti. A questi si dovrebbero aggiungere altri 800 addetti alla logistica attraverso la società Xpo (alcune centinaia trasferiti dal Ticino, altri 500 nuovi assunti).
La valle delle "griffe" e l’arrivo degli svizzeri, in parte ex frontalieri e in parte lavoratori ticinesi, sono un volano che traina l’economia. Tanto che al Comune di Trecate, garante e tramite dell’operazione e nel cui territorio sorge questo nuovo polo, sono arrivate in pochi mesi 7.000 richieste di assunzione: giovani da tutta Italia, anche dall’estero. A un certo punto il sindaco, Federico Binatti, anche presidente della Provincia, ha dovuto bloccare le domande. Impossibile evaderle o dare una risposta a tutti. Ma era il segno che l’operazione partita dal Ticino e traslata in Italia ha avuto successo.
20.02.2021


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