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Tempo di neofacismi
e minacce neofasciste
RENATO MARTINONI


Fa quasi più paura oggi di ieri, il neofascismo. Basta leggere la cronaca degli ultimi mesi e fermarsi all’Italia. In ottobre un gruppo di neofascisti è entrato in una chiesa, in provincia di Genova, e durante la Messa ha esibito sull’altare il saluto fascista. I tifosi della Lazio, che da sempre si distinguono in faccende del genere (chi non ricorda il saluto romano di un attaccante della squadra dopo ogni rete?), hanno esibito la foto di Anna Frank con la maglia della Roma. Chiaro il messaggio: "Tifosi romanisti, attenti! Siete come gli ebrei e vi bruceremo. Come hanno fatto i nazisti con la ragazzina". Un calciatore dei campionati minori, dopo un golletto, si è tolto la maglia e, salutando come i ras, ha mostrato sulla canottiera il simbolo della "Repubblica Sociale Italiana".
Casi isolati? Provocazioni di qualche testa calda? Macché! In dicembre un carabiniere ha pensato di esporre in caserma, a Firenze, sopra il proprio letto, il vessillo nazista. È finito sui telegiornali. Si è giustificato, il pistola, dicendo che non conosceva il significato del simbolo messo sopra la sua zucca piena zeppa di sciocchezze. Sempre sotto Natale, stavolta a Como, un gruppo di naziskin ha fatto irruzione nella sede di un’associazione che ha l’unico torto di rimboccarsi le maniche per aiutare gli immigrati e ha letto un proclama. Voi gente che avete ideali umanitari, ecco il succo della filippica, siete dei traditori della patria. Donne e buoi dei paesi tuoi. Fosse finita qui. La pappardella continua. E un po’ ovunque si assiste a deplorevoli episodi di squadrismo.
Mentre la giustizia indaga, e alcuni riescono ancora a "indignarsi", il segretario della Lega Nord ha commentato: i fascisti, se ancora ci sono, sono quelli del Partito democratico. La presidente di "Fratelli d’Italia" ha affermato che la Sinistra fa gli stessi atti di intimidazione delle vecchie squadracce. Perché lamentarsi? Il redivivo Berlusconi ha aggiunto che Mussolini un dittatore non lo era. Poi si è corretto, come si fa in queste occasioni. Era una battuta. Non si può più ridere a questo mondo? Battuta qua, battuta là… "Il fascismo e le sue vessazioni stanno ritornando in Italia nell’indifferenza totale": questo il commento del  vicedirettore del settimanale italiano L’Espresso. Più che il fascismo, a mettere paura è l’indifferenza di troppi e soprattutto l’ignoranza storica di molti. Importa invece non abbassare la guardia. Chi ama la democrazia e vuole stare alla larga dai totalitarismi, di qualunque colore essi siano, può e deve fare la sua parte. Combattendo pacificamente ma con fermezza. Importante è reagire. A volte basta poco. Si può fare antifascismo, ha osservato Benedetto Croce, anche commentando un sonetto di Petrarca.
04.02.2018


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