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Paghino i politici
la perizia richiesta
RENATO MARTINONI


Fra le espressioni usate volentieri dai cittadini tartassati dalle imposte, una porta con sé un filo di protesta: "E io pago!" (variante colta: "E Pantalone paga"!). A nessuno piace pagare le tasse. Anche se vanno pagate. Come faremmo altrimenti a mettere lo Stato in condizione di assolvere i propri compiti e di garantire la qualità della vita? Vero è che non è sempre facile impedire che, nelle spese statali, ci siano delle perdite tanto dispendiose quanto evitabili. Perciò occorrerebbe non abbassare la guardia. Perché i soldi non sono dello Stato. Vengono affidati allo Stato affinché li usi bene e con rigore.
In questo senso la vicenda della nomina del nuovo procuratore generale si presta a qualche riflessione. Il procedimento di selezione, come è giusto che sia, è stato lungo. Poi, come non è giusto che sia, sono spuntati i partiti, come i serpenti che quando splende il sole escono dalle tane per acchiappare le prede, e hanno chiarito la loro, peraltro prevedibilissima, posizione. Quasi ognuno aveva un proprio candidato da sostenere. Prima però era stata ordinata una perizia esterna, affidata a un pool di specialisti di Zurigo. L’idea era ottima. Sarebbe dovuta servire per stilare una classifica scientificamente seria. Nella convulsione che ne è seguita, si capisce che ognuno voleva uscire vincitore, ci si è tuttavia dimenticati dell’expertise. Che è rimasta, e rimarrà, chiusa nello scrigno dei segreti.
Va da sé che la perizia è costata quello che doveva costare. A provvedere saranno i cittadini che pagano le tasse. E questo nel nome di una inveterata vergogna che caratterizza, come pochi altri cantoni della Svizzera, il Ticino: l’asservimento servile ai partiti. Premesso che tutti i candidati avranno avuto le qualità necessarie, resta che i criteri di scelta sono stati politici, anzi partitici (che da noi è la stessa cosa). Criteri che valgono altrove, per esempio nel settore privato, non contano un fico in quello politico (o, se si preferisce, delle "istituzioni", come si dice da noi con grande dispendio di parole illustri). In questo caso però ci sono dei soldi, quelli dell’expertise esterna, che sono stati gettati al vento. Ciò non è serio né rispettoso nei confronti dei cittadini che pagano le tasse e quindi anche le spese utili e inutili dello Stato. Di qui una modesta ma simbolica proposta: abbiano, i nostri politici di Bellinzona, che prima hanno commissionato poi hanno cestinato il rapporto, la dignità di porre rimedio a questo vergognoso dispendio. Paghino di tasca loro, dividendosi la fattura della torta, l’inutile conto che, con troppa disinvoltura, accolleranno sulle spalle dei "Pantaloni" ticinesi. L’esempio, diceva quel tale, viene dall’alto.
04.03.2018


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