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L'ignoranza e la boria
sono come la peste
RENATO MARTINONI


Viviamo in un mondo abitato da geni. Capita così di incontrare gente che va dal medico per dirgli cosa deve fare. Poi fa un salto dal notaio e gli racconta come si redige un contratto di vendita. Quindi passa dal geometra per spiegargli come si calcolano gli indici di costruzione. Infine entra in farmacia prescrivendosi le pillole da ingollare prima di concludere in gloria la giornata. È un po’ il remake della storia dell’uomo fattosi da sé. Quante volte abbiamo sentito la tiritera del venditore di aspirapolvere diventato milionario in quattro e quattr’otto? Quanti allenatori, al bar, sanno spiegare a quello della Juve come va messo tatticamente Cristiano Ronaldo per fargli segnare un sacco di goal?
Forse il cervello dell’uomo si sta spostando nella pancia (speriamo che non scenda ancora più in basso…). Sarà per questo che molti politici si permettono oramai di dire agli specialisti cosa si deve fare. È in parlamento che si discetta intorno ai vaccini, alla finanza, ai ponti delle autostrade, ai treni ad alta velocità. C’è un problema da affrontare? Silenzio, laureati! Ci siamo noi. Chiudiamo le università. Usciamo dai laboratori. Bruciamo le biblioteche, come dicevano i Futuristi. La verità sta tutta su Google e su Facebook. Al diavolo la fatica degli studi e i dubbi che nascono quando uno riflette. Ci sono solo due verità: quelle assolute e quelle false. Ecco uno dei mali peggiori del mondo della "comunicazione". Qualcuno l’ha chiamata la "sovrastima degli ignoranti". Dicono certi studi che più si è ignoranti (il che è diverso dal non essere intelligenti) e più si è sicuri di non esserlo. Insomma: meno si sa e più si è certi di sapere.
Ne risulta il disprezzo della conoscenza, che volenti o nolenti (pensiamo ai bravi artigiani) resta una solida base per fare bene le cose. Ne consegue il disprezzo per le élites (gli intellettuali, gli scienziati, la "casta": tutta gente snob che vive nelle torri d’avorio e percepisce immeritati stipendi d’oro). Fa parte dell’ignoranza anche il rischio di compiere danni irreparabili pagati dalla comunità. Si crede solo in quello che si può capire, quando lo si capisce. Ha detto Donald Trump: "I love the poorly educated". Atteggiamenti come questi nascono da un’astuzia irresponsabile che diventa un grave pericolo per tutti e per tutto. Anche per la democrazia che ha bisogno di competenze e di serietà. Non di fanfaronate. Solo i medici se la cavano ancora (il primanostrismo non vale quando c’è di mezzo la cacarella per la propria salute). Se dall’Africa sahariana arriva un chirurgo coi fiocchi nessuno avrà di che lamentarsi. Basta, quello sì, che sappia rimettere a posto la nostra carcassa. Anche i geni a volte se la fanno sotto.
09.09.2018


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