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La Chiesa ha paura
dell'impegno civile
RENATO MARTINONI


Sono stato colpito, in occasione di un funerale nel Veneto, dalla fede professata in chiesa dalla gente. Il Veneto è una delle regioni tradizionalmente più cattoliche dell’Italia. Quando, una trentina di anni fa, è comparsa in Italia la Lega, il Veneto è stato fra i primi a sostenerla. I politologi di allora hanno constatato che il partito di Bossi (quello che dava dei ladroni agli altri, prima di inciampare a sua volta nel ladrocinio) vinceva proprio laddove la tradizione politica era nutrita di cattolicesimo. Ancora oggi nel Veneto si vota fortemente per la Lega. È una regione di gente che lavora sodo, che vive con misura e non si dà troppe arie. Capita di vedere il padrone di una fabbrica entrare per primo in ufficio, all’alba, a fare lavori che altri non farebbero.
Se possiamo credere a un’inchiesta di "Libero", l’85 per cento dei cattolici italiani sta con Salvini e il 77 per cento vorrebbe anzi che il capo della Lega inasprisse ulteriormente la politica antimigratoria (la sola in cui peraltro investe il proprio tempo). Sarebbe ingenuo sostenere che non ci sono ragioni serie per essere preoccupati di quello che sta succedendo nel mondo. Ma c’è modo e modo per reagire e soprattutto per affrontare i problemi. Di fronte ai quali bisognerebbe rispondere, non con le minacce verbali, e le offese, ma con azioni concrete basate sul diritto internazionale. Intanto però molti cattolici, pur con qualche alchimia, riescono miracolosamente a conciliare la fede con la tolleranza delle parolacce e del razzismo.
Se un parroco, nel Ticino, si azzarda a dire qualcosa di indigesto ci pensa la Lega a zittirlo. Niente di nuovo sotto il sole. Colpisce il silenzio della Chiesa di fronte a minacce vergognose e a un linguaggio fatto di violenza. Sono in gioco questioni importanti. Prima fra tutte la messa in discussione del rispetto dell’uomo. Dice il Vangelo che possono far più male le parole che escono dalla bocca che i batteri che ci entrano. Certo, la Chiesa è fatta (anche) di gente di valore che crede nei principi etici. Viene però da pensare che oggi essa è più presente nell’impegno sociale che in quello civile. Forse anche per questo si sta indebolendo. Almeno nei paesi ricchi. E non è solo colpa del consumismo o del materialismo. Si può anche capire che la Chiesa voglia stare fuori dal degenerare dei linguaggi e dall’involgarirsi delle situazioni. Ma chi meglio di essa potrebbe dare un segnale forte e illuminante o offrire un’alternativa credibile? Ha detto il cardinale Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale italiana: "In Italia si ha paura di se stessi". Sembra che oramai la stessa Chiesa abbia paura della propria ombra. Non solo in Italia, ahimè. Anche qui da noi.
07.10.2018


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