Fogli in libertà
Sicurezza, Leghe
e valori senza casa
RENATO MARTINONI


Ovunque si guardi alla politica si assiste a ribaltoni fino a poco tempo prima inimmaginabili. Figure che spadroneggiavano ogni giorno sui media, e che sembravano inossidabili, spariscono da un giorno all’altro travolte, prima ancora che dagli scandali, dai morsi del tempo. Da un lato la confusione la fa da padrona, impedendo che si mettano radici solide e sicure (è quella che è chiamata la "società liquida", dove tutto viene sballottato da un mare in tempesta). Dall’altro, almeno chi non ha ancora perso del tutto la bussola, si cerca rifugio in quei movimenti che sembrano più attenti e sensibili ai problemi congiunturali e capaci di arginare le urgenze che pesano sulle nostre teste.
La preoccupazione per il lavoro e la sicurezza sociale, oltre al desiderio di abbattere vecchi privilegi (immaginarsi se qualcuno non provvederà subito a ripristinarli…), ha portato molti elettori a votare per i partiti leghisti, che oramai da tre decenni fanno sentire la loro voce. Una voce che troppe volte si è trasformata in minacce rozze, con la complicità e il silenzio opportunistico di tante facce (pseudo) pulite che si presentano come paladini dei diritti primanostristi e della sicurezza. La preoccupazione per una Terra sempre più in preda ai veleni, oltre a quella di vivere in maniera rispettosa, sta facendo la fortuna degli ecologisti. Tutto questo si può capire. Chi, onestamente, facendo un esame di coscienza e abbandonando i discorsi di comodo o di parte, può negare che abbiamo bisogno di lavoro, specie per i giovani e per chi è in là con gli anni e magari un’occupazione non riesce più a trovarla, di sicurezza sociale, e che ogni persona che abbia un po’ di cervello deve preoccuparsi dell’ambiente in cui viviamo e che in parte abbiamo già irrimediabilmente distrutto?
Manca tuttavia, e chissà se mai in futuro si potrà andare anche in questa direzione, un partito che basi il proprio programma, prima che sulle paure, sui valori. Non quelli che ogni gruppo politico già sbandiera, non senza dire spesso il falso e non senza tanta spericolatezza, ma quelli che la nostra società sta perdendo per strada non avendo più punti di riferimento autorevoli e autoritari nel senso buono del termine. Sono i valori etici come il rispetto, l’importanza della parola data, l’amore per la verità, la non violenza (fisica e verbale). Abbiamo tutti timore di perdere i nostri privilegi economici e di dover vivere in una natura malata. Pensiamo troppo poco però che questo non basta e che la sicurezza economica e l’ecologia da sole non possono salvare il mondo. Ci sono dei principi morali che sembrano spariti dai nostri cuori e dalle nostre teste. Senza di essi il rischio di finire male è ancora maggiore.
01.12.2019


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