Fogli in libertà
I politici baby di oggi
con un incerto domani
RENATO MARTINONI


Vuole la tradizione che siano le persone esperte e preparate a occupare i posti chiave della politica. Sarebbe facile obiettare che non è sempre stato così. Caduto dal firmamento luminoso della giovinezza al fango dell’esilio, Napoleone Bonaparte è morto su un’isola a soli a cinquantadue anni. C’è poi chi, almeno nelle leggende, si è dato alla politica solo per fare il proprio dovere di cittadino. Chiamato a servire la patria, Cincinnato abbandona l’aratro per assumere il potere. Tornando poi all’orticello di casa, due settimane più tardi, dopo avere salvato Roma dai nemici. Lasciata dunque la politica, e l’Olimpo chiassoso della notorietà, negli anni di vita che restano i politici navigati si chiudono nel loro ben retiro, accettando di tornare a vivere fra i comuni mortali. C’è chi sparisce serenamente dalle luci della ribalta. C’è invece chi, per arrotondare la mesata, entra nei consigli di amministrazione o si mette a girare il mondo: assumendo cariche più o meno onorifiche, tenendo conferenze, presentando libri di memorie. In questo modo, fuori dai giri che contano, la vecchiaia e il declino vengono vissuti fin che regge la salute del corpo e soprattutto quella della mente.
Cosa succederà ai politici baby che, da qualche tempo in qua, calcano sempre più numerosi le scene? La vita partitica, si sa, non è eterna. Anzi, raramente dura a lungo. E allora cosa faranno da grandi i Salvini, i Di Maio, i Renzi, i Kurz? I queruli cinquestelle, parlano tutti come collegiali, le teste pelate delle destre radicali, i giovani leghisti d’assalto, le attiviste in pubertà? Il potere logora, si sa, e nessuno finora nella storia del mondo democratico è riuscito a sopravvivere a lungo ai tarli del tempo.
Cosa faranno allora questi eserciti di cinquantenni quando saranno stati messi da parte? Alcuni di loro non hanno mai studiato su un libro o lavorato in una fabbrica o in un ufficio: chi mai vorrà assumerli? Cosa penseranno quando nessuno, neanche per deriderli, ascolterà i loro discorsi? Disoccupati, sbandati, non più riconosciuti per strada, non più cercati dai fan per i selfies, andranno in giro a suonare i campanelli delle case. Tanto per sentir correre un po’ di sangue corsaro nelle vene. C’è tuttavia da presumere, ahimè, che la maggior parte di loro si metterà a scrivere poesie. Pagine e pagine di versi inutili e penosi che nessuno leggerà. Anche se qualche compagno di avventura dirà subito di ammirarli, grazie alla prefazione e alla pubblicità di altri morti in piedi: critici da strapazzo e influencer compiacenti. Aspettiamoci dunque presto, dopo l’inevitabile caduta degli dèi, un boom di ex babypolitici diventati, nel mezzo del cammin di loro vita, dei versaioli da strapazzo.
09.02.2020


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