function iscriviti() {window.open("http://ads.caffe.ch/ppl/","_blank","width=620,"menubar=no","resizable=no","scrollbars=no")};




Fogli in libertà
E ora la lingua inglese
va bandita da Bruxelles
RENATO MARTINONI


Mi è capitato di sentire la Presidente della Commissione europea, la gessata Ursula von der Leyen, tenere in inglese un discorso davanti ai colleghi dell’Europarlamento. Da persona poliglotta avrebbe potuto parlare in tedesco, o in francese, perfino in italiano e probabilmente in altre lingue. E invece la Presidentin lo ha fatto in quella che molti continuano a chiamare ottimisticamente la lingua di Shakespeare. Cioè ricorrendo a uno strumento che tutti, o quasi, più male che bene per la verità, masticano o poco o tanto.
Ora, ci saranno delle buone ragioni perché nel parlamento europeo si usa l’inglese: una lingua oramai, se non universale (chissà come faranno a comunicare gli abitanti dei mille e mille pianeti popolati, spersi nell’universo…), almeno certo mondiale. C’è però un particolare, tutt’altro che irrilevante, che non andrebbe dimenticato. L’inglese è l’idioma del paese, l’Inghilterra, che, fra mille polemiche, non poche provocazioni, qualche bravata e alcune sbruffonate, ha deciso di lasciare l’Europa. In altre parole: l’inglese è la lingua madre della Brexit. Cioè, anche, dell’antieuropeismo o almeno dell’avversione all’Europa.
E allora, se da un lato si può capire per un verso che, nell’Europarlamento, si faccia ricorso a una lingua internazionalmente conosciuta, o almeno capita, dall’altro va ricordato che l’Unione europea è fatta di tanti stati che hanno una loro lingua "nazionale" (o delle lingue "nazionali"). Perché allora andare proprio a cascare nella parlata di chi, dell’Europa, non vuole più far parte? Vero è che la coerenza e il rigore non stanno fra i principali presupposti, e i valori spesso traballanti, del vivere quotidiano. Come è vero che dappertutto, anche da noi (si fa propaganda partitica contro i frontalieri, ma poi si assumono segretarie e persone tuttofare, a buon mercato, che attraversano la frontiera), un conto è dire le cose e un altro è metterle in pratica. Occorre peraltro anche aggiungere almeno due cose. La prima: esistono gli interpreti e i traduttori, che studiano a fondo le lingue, e le tecniche di trasmissione, per diventare dei professionisti, e che meritano di essere coinvolti nel passaggio da una lingua, poniamo lo spagnolo, a un’altra, poniamo il danese. Per cui nessun parlamentare, anche chi conosce soltanto la propria parlata, resterebbe escluso dai dibattiti. La seconda: l’unità dell’Europa, che pure si fonda su valenze storiche e culturali comuni, come il Cristianesimo, e su acquisizioni faticose, come la tolleranza e la democrazia, consiste anche e forse soprattutto nella forza delle sue differenze: nelle diversità antropologiche, sociali, economiche, culturali. E, non è un paradosso, anche in quelle linguistiche.
17.10.2020


Leggi in anteprima
le notizie del Caffè

ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia cantonale
Ultim'ora
30.10.2020
Notiziario statistico Ustat: Idrologia, Ticino, terzo trimestre 2020
28.10.2020
I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 9 novembre prossimo
13.10.2020
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, settembre 2020
07.10.2020
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'ordine del giorno della seduta parlamentare del 19 ottobre 2020
05.10.2020
Notiziario statistico Ustat: Statistica delle abitazioni vuote, Ticino, 1° giugno 2020
17.09.2020
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale, andamento e prospettive di evoluzione dell’economia ticinese, settembre 2020
14.09.2020
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, agosto 2020
09.09.2020
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'ordine del giorno della seduta parlamentare del 21 settembre 2020
09.09.2020
Notiziario statistico Ustat: Le transazioni immobiliari in Ticino nel secondo trimestre 2020
27.08.2020
Notiziario statistico Ustat: Popolazione residente permanente, Ticino, 2019
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Cina, ovvero "Fabbrica"
per un mondo malato
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Nello scenario siriano
mani russe e iraniane
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Tutte le ipotesi in campo
dopo la guerra più lunga
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Primavera di tensioni
per quattro leader
Filippo Ceccarelli
Filippo Ceccarelli
Il governo MaZinga
nella crisi dell'Italia
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Cibo, ambiente e clima
portano alla nuova umanità
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Abbiamo appena dieci anni
per evitare una catastrofe
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi

IT Illustrazione
Cover stories
Sfoglia l'archivio »
La lettura
Leggi »
Instant book
Leggi »
I racconti
Leggi »
Altre
pubblicazioni


Per le tue vacanze
scopri il Ticino
Vai al sito »



Vai al sito »



Le infografie


I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Accordo
fra Israele e Sudan
per normalizzare
le relazioni

Repubblica Ceca,
ospedale da campo
contro il Covid-19
a Praga

DIREZIONE, REDAZIONE
E PUBBLICITÀ

via B. Luini 19 6600 Locarno
Svizzera

caffe@caffe.ch
+41 (0)91 756 24 00