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Lo studio Fög premia la nostra testata tra oltre 60
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Primo fra i "domenicali"
il giornalismo del Caffè
LILLO ALAIMO


Il panorama è sempre più desolato. Le oasi sono sempre più rare. Ma c’è uno zoccolo duro di lettori e di informazione, soprattutto attraverso i media tradizionali, che ancora resiste. Resiste alle abitudini di lettura stravolte e al calo inesorabile di pubblicità. In una di queste oasi il Caffè spicca. Anzi, da alcuni anni accresce la sua qualità. A dirlo è lo studio che annualmente, dal 2009, è pubblicato da "Fög-Università di Zurigo". La ricerca analizza i mutati contesti editoriali, in Svizzera e non solo, e le nuove abitudini di informazione di un lettorato che sempre più abbandona i media tradizionali. I giornali ma anche le televisioni.
Il Caffè, stando ai rilevamenti, alle analisi edizione dopo edizione, settimana dopo settimana, anche lo scorso anno ha accresciuto la propria qualità. In un punteggio da 0 a 10, ha raggiunto la media del 7. E oggi nella sezione dei "domenicali" e dei settimanali in genere si trova al secondo posto in Svizzera, alle spalle solo della WochenZeitung (pubblicata il giovedì) che ha un punteggio di 7.6. Il Caffè è però primo fra i "domenicali".
Sono quattro i criteri adottati per scandagliare i prodotti presi in considerazione (in totale lo studio ha analizzato una cinquantina di testate in Svizzera, tra periodici, quotidiani e siti Internet. Ma la ricerca ha analizzato anche testate di informazione televisiva e radiofonica). Sono quattro, dicevamo, i criteri di giudizio: la "rilevanza" (l’importanza detto altrimenti) dei servizi pubblicati; la "diversificazione dei temi", la "chiarezza della struttura" (la capacità di approfondire contestualizzare) e la "professionalità" (il rispetto delle regole giornalistiche). La media dei quattro voti ottenuti ha portato il Caffè a raggiungere una valutazione considerevole. Sette.
Il voto più importante e più alto ottenuto dalla nostra testata - che fra quattro settimane compirà 25 anni (21 da quando, da quindicinale, si è trasformato in settimanale) - riguarda la professionalità: 7.8. Segue il voto, 7.1, per la diversificazione, cioè la varietà degli articoli pubblicati. Sei virgola otto è il punteggio ottenuto per la "rilevanza" dei servizi e 6.2 quello registrato per la chiarezza della foliazione, vale a dire la struttura del giornale e, al suo interno, delle sezioni.
Oggi informarsi è più che necessario. La molteplicità dei canali con i quali siamo bombardati di notizie impone nell’arco della giornata, nell’arco di una settimana… una parentesi di riflessione. Capire i fatti e i loro perché è sempre più complicato. Paradossalmente, come detto, non perché ci sia carenza di informazioni, ma proprio perché le notizie abbondano. Fare confusione è facile. Puntare all’essenzialità dei fatti oggi è… essenziale. In questi anni, forse soprattutto nell’ultimo decennio, che è quello preso in considerazione dalle ricerche annuali dell’Università di Zurigo, il Caffè è nato e rinato cercando ogni volta di selezionare le informazioni che contano. Cercando l’essenzialità, la chiarezza - naturalmente anche grafica - della comunicazione. Ha voluto essere e vuole essere sempre più un giornale che intercetta ciò che è importante, inseguendo e "mettendo in ordine" i fatti per riuscire a farne un unico racconto, dividendo l’utile dall’inutile. Ma anche per andare più facilmente in profondità. Mettendo in luce ciò che in luce non è, talvolta per la volontà, l’interesse personale o di parte di alcuni.
Lo abbiamo scritto solo qualche settimana fa. Definiamo tutto ciò "giornalismo" e non "giornalismo d’inchiesta", perché nella tormenta dell’informazione "real time", 24 ore su 24 (che noi definiamo informazione "utile", di "servizio" per i lettori), l’unico giornalismo possibile, soprattutto sui media tradizionali, è quello di chi indaga per cogliere l’essenzialità. Trovando nel contempo legami, contatti, connessioni tra il "locale" e il "globale". Aiutando i lettori - non solo a sentirsi parte di un insieme che va oltre i confini geografici e politici -, aiutando i lettori, dicevamo, a districarsi dalla matassa aggrovigliata delle notizie mezze vere e mezze false. Perché dire, come accenna lo studio dell’Università di Zurigo, che molta, parecchia gente ritiene di essere informata occhieggiando su Facebook e Twitter… beh!, è veramente sconsolante. Deprimente.
La qualità del Caffè, stando ancora allo studio dell’ateneo di Zurigo, cresce perché la redazione del giornale ha sempre più a cuore gli interessi della comunità di lettori a cui si rivolge e che da oltre due decenni premiano il giornale. È grazie a loro che nella classifica il Caffè guadagna punti di anno in anno. Raggiungendo e superando testate che per la nostra redazione sono un esempio. La Nzz am Sonntag (che ha un punteggio di 6.9); la Weltwoche (6.3); la Schweiz am Wochenende (6.2); le MatinDimanche (6); la Sonntagszeitung (5.9) e il Sonntagsblick (5.2). Sono queste le testate della categoria a cui nello studio di Zurigo appartiene il Caffè.
Fra i quotidiani e i siti Internet al primo posto spicca il giornale online della Nzz (7.7). Mentre Le Temps è il primo dei quotidiani cartacei con 7.7, seguito dalla Nzz con 7.6, dal Bund con 6.8, dal Tages-Anzeiger, 6.7 e 24Heures con 6.4. Questo per fermarsi ai primi cinque quotidiani, oltre all’online della Nzz.
I dati, dunque, sono questi. Numeri di cui siamo orgogliosi. E che speriamo siano, per quanto riguarda il nostro settimanale, pienamente meritati. Oggi come nel passato. Nella speranza che il futuro sia meno difficoltoso del presente per un giornalismo, un’informazione di cui ogni sistema democratico non può fare a meno. Informarsi è indispensabile. Capire i perché dei fatti - oltre la convenienza degli uni o degli altri, poteri, gruppi di interesse… - è assolutamente necessario.
alaimo@caffe.ch
20.10.2019


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