In una ricerca su 165 Paesi spicca il "modello elvetico"
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Svizzera in vetta
per... prosperità
MAURO SPIGNESI


Non sarà percepita nel suo insieme, magari restano le paure della popolazione, ma se poi si va a scavare, ad analizzare con metodi scientifici i dati, si confrontano con quelli di altre realtà, si scopre che la Svizzera è il Paese più sicuro al mondo. E il piccolo, significativo, record che emerge da una ricerca globale, effettuata su 167 Paesi, incrociando le statistiche rilevate da oltre 50 istituti scientifici, sociali ed economici. Il Legatium Prosperity Index, l’indice della prosperità - dove la Confederazione è terza - viene calcolato ogni anno dall’istituto londinese creato da Philippa Stroud, parlamentare conservatrice che per anni ha lavorato in progetti di lotta alla povertà e ha pubblicato un saggio sull’ingiustizia sociale.
La classifica messa a punto dai ricercatori del Letium scatta un’istantanea che comprende il 99,4% della popolazione mondiale. E per ogni Paese si calcolano 300 indicatori, raggruppati in 65 sottoindicatori che vanno a determinare i dodici parametri (lo spettro è stato ampliato, prima erano nove) che assegnano poi il punteggio nella lunga graduatoria. Un lavoro enorme, utile agli Stati per avere un quadro reale, non deformato da giudizi soggettivi, "per valutare i propri punti di forza e di debolezza così da poter determinare le scelte economiche e strategiche - è scritto nello studio - che devono essere fatte per costruire ulteriormente società inclusive, economie aperte e persone capaci di guidare i Paesi verso maggiori livelli di prosperità".

Aumenta il divario
I principali risultati del rapporto 2019 dicono che "la prosperità globale continua a migliorare, ma il divario tra i Paesi più forti e quelli più deboli continua ad aumentare". La crescita, poi, è guidata "da economie più aperte grazie al miglioramento dell’ambiente di investimento e della connettività digitale, nonché di una riduzione degli oneri amministrativi". Inoltre, contrariamente a quello che si potrebbe pensare vedendo le tendenze sociali in atto come il sovranismo, "le persone sono più tolleranti, sebbene ci sia meno libertà di parlare, associare e assemblare". In due parole: "Nel complesso, il mondo è più prospero di quanto non sia mai stato".
Nella classifica generale, dove si calcolano in maniera aggregata livello di sicurezza e protezione, ambiente e investimenti, qualità dell’economia, situazione e servizi a favore della salute, educazione e proposte legate all’istruzione, la Svizzera è terza, dopo Danimarca e Norvegia e precede Svezia, Finlandia e Olanda.

I più sicuri
"Negli ultimi dieci anni - scrivono i ricercatori di Legatium - tutti i Paesi dell’Europa occidentale, tranne sei, hanno registrato un miglioramento della loro sicurezza. La Svizzera (prima) è ora il Paese più sicuro del mondo, rispetto alla diciassettesima posizione in cui era nel 2009 e ha il livello più basso di criminalità violenta di qualsiasi nazione". Non è un dettaglio perché la sicurezza viene considerata un bene primario e se c’è sicurezza è più facile attrarre investitori, creare nuovi stimoli all’economia, poggiare su questo valore nuovi obiettivi sociali. Scrive nell’introduzione alla ricerca proprio Philippa Stroud: "L’aumento della prosperità globale negli ultimi dieci anni è stato guidato da economie più aperte e in particolare la qualità dell’esperienza vissuta dalle persone sta migliorando nella stragrande maggioranza dei Paesi". Tuttavia, ulteriori miglioramenti della prosperità globale sono frenati da una minore libertà personale e da un governo in declino. "Da un punto di vista più positivo, sicurezza e protezione, uno dei 12 pilastri che utilizziamo per misurare e tracciare la prosperità - ha aggiunto Stroud -, ha iniziato a migliorare in tutto il mondo, dopo un lungo periodo di deterioramento. La sicurezza, in tutte le sue forme, è il fondamento di qualsiasi costruzione di successo della nazione e consente agli altri pilastri della prosperità di seguire, dalla salute e dall'istruzione fino a un fiorente ambiente di investimento e una sana governance".
Ma la Svizzera nel ranking mondiale è ben messa anche in altri settori. Ad esempio è seconda nella qualità della sua economia, è terza nelle condizioni quadro per le imprese e nei servizi sanitari. Anche se il punto più basso, il tredicesimo, la Confederazione lo coglie proprio nel "clima degli investimenti" cioè nelle condizioni economiche, finanziarie e sociopolitiche che stimolano individui, banche e istituzioni a investire e fare impresa.

Non basta l’economia
Insomma, non basta avere un’economia sana, sembra dirci questa tendenza fotografata dal Legatium Prosperity Index, ma serve anche una certa vivacità, vanno eliminate le barriere per rendere i business più slegati da nodi burocratici. Agli ultimi posti, esattamente al dodicesimo, ci sono anche le libertà e i diritti civili. Un livello basso, naturalmente, se preso sganciandolo dal confronto internazionale. Insomma, ci sono Paesi che stanno peggio, molto peggio di noi.
Ma alla fine, cosa è davvero la prosperità e perché a questo stato, un valore indicativo che riesce a dare senso al nostro vivere collettivo, viene data tanta importanza? Seconto Stephen Brien, uno dei direttori del Legatum Institute, perché "è fondamentale nello sviluppo economico e sociale". E d’altronde è lo stesso Consiglio federale che fra le priorità delle sue strategie ha quella "di assicurare in modo durevole la prosperità". Un aspetto colto dallo scrittore e filosofo francese Paul Valery, che già nel 1943 scriveva che "la Svizzera è un’isola di pace, di libertà e di prosperità".
mspignesi@caffe.ch
15.12.2019


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