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Si moltiplicano le iniziative solidali per chi è al fronte
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Pizze, cioccolata e soldi
per il personale sanitario
ANDREA BERTAGNI


C’è un Ticino generoso e solidale. Che sta lottando e facendo la sua parte in un altro modo contro la diffusione dell’epidemia del coronavirus. Un Ticino silenzioso, ma presente. Vicino. Che testimonia con mille gesti di affetto la sua vicinanza al personale sanitario. Al fronte. Solo dal 19 al 26 marzo l’Ente ospedaliero cantonale (Eoc) ha ricevuto, ad esempio, oltre 650 donazioni per un totale di poco superiore ai 500mila franchi.
Mezzo milione di denaro frusciante. Che molti cittadini hanno donato all’Eoc, e dunque agli infermieri, ai dottori, a tutti gli operatori sanitari. Per ringraziarli, soprattutto. Ma anche per ricordare una persona cara che il virus si è portato via.
La solidarietà ha tanti volti. Quella degli stessi dipendenti dell’Eoc, quella delle associazioni di ciclisti, calciatori, scout. Quella delle società di tiro e degli amici della buona cucina.
Sono davvero tante e differenti le donazioni. Grandi, piccole. Tutte importanti. Perché non sono solo finanziarie. In queste settimane chi aiuta non lo fa solo con i soldi. Mascherine, tablet per i pazienti, pizze, cioccolatini, bibite, panini per chi lavora di notte, e tanto altro ancora. C’è anche chi ha messo a disposizione gratuitamente furgoni per i trasporti. E chi ha aperto il suo agriturismo, sempre gratis, per il personale sanitario frontaliere che non può rientrare a casa.
I gesti d’affetto possono essere tanti. E diversi. In natura. O avere l’aspetto di banconote. Ma anche veicolare messaggi di sostegno e ammirazione. Come gli striscioni appesi fuori dagli ospedali e dalle cliniche. Che invitano alla resistenza. Al coraggio. E a non mollare. Perché il Ticino è unito. Non soltanto a parole.
A moltiplicarsi sono anche le iniziative che coinvolgono i bambini, che in queste settimane sono a casa per le scuole chiuse. Bambini a quali si chiede di disegnare un arcobaleno, di scrivere una frase beneaugurante. Sempre per gli infermieri e i dottori. I disegni vengono appesi nei corridoi degli ospedali. O alle finestre.
an.b.
29.03.2020


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