Il commento
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Gli impegni presi
per il futuro politico
LIBERO D'AGOSTINO


Più che le cose fatte, negli ultimi quattro anni, le cose da fare nella prossima legislatura. Gli obiettivi dei consiglieri di Stato dopo il 7 aprile. Ecco, il filo conduttore di "Parola di ministro", con cui il Caffè, nelle ultime settimane, conversando con i direttori dei singoli dipartimenti ha tracciato una panoramica degli impegni del nuovo governo dopo le elezioni cantonali. Peccato che il ministro del Territorio, Claudio Zali, si sia sottratto a questo confronto col nostro giornale, motivando la sua "indisponibilità" con la mancanza di tempo (anche per le risposte scritte). Tempo che, invece, i suoi colleghi, certamente non meno impegnati di lui, hanno trovato. Comunque, anche senza Zali, sono stati quattro faccia a faccia a faccia molto stimolanti, da cui sono emerse interessanti novità e l’orientamento dei ministri per i quattro anni che verranno.
A Christian Vitta, ad esempio, "preme lavorare per uno sviluppo economico più equilibrato sul territorio e una maggiore valorizzazione della responsabilità sociale delle imprese". Ma il direttore plrt del dipartimento Finanze dovrà anche affrontare lo scoglio della nuova riforma fiscale, contro cui la sinistra è pronta ad affilare le armi del referendum.
Il ministro della Sanità, Paolo Beltraminelli, ha davanti una sfida elettorale non facile, se rieletto, dovrà rimettere a punto la pianificazione ospedaliera dopo le recenti decisioni del Tribunale amministrativo federale. Ma soprattutto dovrà cercare di disinnescare la mina dell’iniziativa popolare contro il passaggio del Cardiocentro all’Ente ospedaliero cantonale. Teme, infatti, che una votazione popolare possa spaccare il Paese. "Arrecando un danno a tutta la sanità", ha precisato il consigliere di Stato del Ppd.
Una rilevante novità è stata sottolineata dal ministro leghista Norman Gobbi. "Sino adesso abbiamo lavorato per garantire più sicurezza in Ticino e ci siamo riusciti, ora bisogna dare più libertà", ha dichiarato al Caffé il direttore delle Istituzioni. Dare più libertà per il ministro significa innanzitutto alleggerire il peso della burocrazia e velocizzare quelle procedure amministrative che con la loro lentezza oggi penalizzano cittadini e imprese. Gobbi ha, altresì, promesso molta attenzione nell’applicazione della nuova legge di polizia per evitare possibili abusi. "Non si può ragionare solo in termini di attrattività fiscale, sottovalutando la qualità del lavoro", ha avvertito il ministro socialista Manuele Bertoli, anticipando la sua posizione, se riconfermato nel prossimo governo, sul nuovo pacchetto di sgravi fiscali. Il direttore dell’Educazione oltre a dover mettere mano ai problemi rimasti irrisolti con la bocciatura della riforma "La scuola che verrà", lavorerà a due grandi progetti: la Città dei mestieri e l’obbligo della formazione sino a 18 anni.

ldagostino@caffe.ch
24.03.2019


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