Il commento
Il wrestling in politica
è fatto solo di teatranti
LILLO ALAIMO


Il giorno successivo alla presentazione del "pacchetto fiscale" questa settimana sulla scena sono arrivati altri campioni di wrestling. Dopo aver lottato per un anno e mezzo il Cardiocentro ha ottenuto dall’Ente ospedaliero cantonale (nel quale sarà integrato dal 2021) ciò che di fatto si era stabilito già alla fine del 2017. E cioè: sarà parte della rete sanitaria pubblica, così come previsto nel 1995 dai suoi stessi statuti; diverrà un Istituto alla stregua di ciò che oggi è, per fare un esempio, l’Istituto oncologico cantonale; avrà sì una sua direzione amministrativa ma dovrà naturalmente rispondere ai vertici dell’Ente ospedaliero; la ricerca scientifica verrà scorporata e quindi sostanzialmente finanziata dalla Fcre, ovvero la fondazione che oggi la gestisce; il personale sarà riassunto alle condizioni contrattuali odierne... ma tutto ciò l’Ente pubblico lo aveva garantito già un anno e mezzo fa. Anzi, con l’appoggio del governo si erano proposti al Cardio cinque anni di transizione.
I lottatori di wrestling hanno semplicemente allungato i tempi. Perché nella sostanza dell’accordo ormai raggiunto e annunciato questa settimana non c’è nulla di significativamente nuovo rispetto alle trattative abbozzate alla fine del 2017. Anzi, per la precisione una c’è.
Sia l’Ente sia il governo hanno sempre detto che le finanze del Cardio erano zoppicanti. L’acquisto e la ristrutturazione (48 milioni) del palazzo Mizar a Molino Nuovo (con la Città di Lugano) per farne un "polo di ricerca scientifica"..., beh, per il Cardio era un azzardo finanziario. A fatica lo scorso anno l’"ospedale del cuore" ha racimolato i primi cinque milioni (dei dieci promessi) per partecipare all’operazione Mizar. Il progetto è ovviamente tramontato in primavera. SwissLife, proprietaria dello stabile, affitterà alla fondazione "Lugano MedTech" e la "gestione scientifica" verrà di fatto affidata all’università. I 5 milioni accantonati a fatica dal Cardio sono tornati nella sua disponibilità e l’intesa raggiunta in settimana con l’Eoc prevede (sottintende, sarebbe meglio dire) possano essere utilizzati negli anni per finanziare parte della ricerca, del Cardio, appunto).
Si è perso inutilmente un anno e mezzo. Si è fatto credere che l’Ente pubblico avrebbe distrutto le peculiarità del Cardiocentro (e perché mai?!); si è coinvolta la politica sotto elezioni (quelle cantonali di aprile) facendogli dire e fare (firme per un’Iniziativa contro l’integrazione nell’Eoc) cose inutili. Addirittura, imbarazzato, il neo consigliere di Stato a capo del Dipartimento sanità, appena eletto ha cercato di uscire dall’angolo affermando... "l’Iniziativa del Cardiocentro? Non ricordo se ho firmato".
I lottatori di wrestling in politica sono soprattutto dei teatranti.

alaimo@caffe.ch
14.07.2019


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