Il Commento
Si scenderà a patti
con il sistema-Terra
LUCA MERCALLI


È un buon segno vedere il clima protagonista a Davos, dal discorso inaugurale di Ursula von der Leyen alle esortazioni di Greta Thunberg. Per la prima volta nei quindici anni del Global Risk Report, presentato come d’abitudine all’evento elvetico, tra i rischi di “un mondo instabile” le prime cinque posizioni per probabilità di accadimento sono occupate da guai ambientali.
Episodi meteo estremi, fallimento delle politiche climatiche, disastri naturali, perdita di biodiversità, catastrofi ecologiche generate dall’uomo. Dunque il mondo dell’economia e della finanza è ormai consapevole delle gravi ricadute della crisi climatica ed ecologica, sollecitato anche dal nuovo rapporto "The green swan" della Banca dei regolamenti internazionali, secondo cui i cambiamenti climatici potranno scatenare il prossimo crac finanziario globale, un "cigno verde" ben peggiore del pur raro e inatteso "cigno nero" della crisi del 2008.
Tuttavia a Davos aleggia ancora la solita contraddizione di fondo: da un lato si parla di ambiente, dall’altro di crescita economica che per definizione (anche se resa più verde, come auspicato al Forum, dall’aumento delle fonti rinnovabili e dell’efficienza nell’uso di energia e materiali) implica pur sempre colossali prelievi di materie prime che non potranno essere mantenuti a lungo senza schiantarsi contro i limiti fisici planetari. In un primo tempo è immaginabile che un’economia in sviluppo sia necessaria ad alimentare la transizione, fatta di epocali investimenti in ricerca, innovazione e conversione, dall’edilizia alla produzione energetica, mentre si formula un nuovo modello verso cui migrare che sostituisca quello alimentato a carbone, petrolio e gas, "trasformazione storica" evocata da Angela Merkel che ha pure ricordato come gli obiettivi dell’Accordo di Parigi siano "una questione di sopravvivenza".
Ma prima o poi si dovrà scendere a patti con il sistema-Terra che non permetterà di tergiversare con l’odierna bulimia di energia e risorse. Se vogliamo avere speranze di non precipitare nell’abisso climatico e ambientale dovremo anche, piaccia o no, accontentarci di consumare meno, stabilizzare la popolazione mondiale e inventare appunto una nuova economia che non debba crescere all’infinito per stare in piedi, oltre a riciclare il più possibile ogni materiale e abbandonare i combustibili fossili a cui vengono ancora erogati sussidi da 5 trilioni di dollari all’anno.
La distanza dall’obiettivo, nonostante i propositi dei grandi dell’economia, è simboleggiata dal discorso di Trump, secondo cui "non è il tempo del pessimismo" e "se vogliamo abbracciare le possibilità che ci offre il futuro dobbiamo respingere i profeti di sventura", riferendosi agli scienziati. Peccato che mai come ora siano state chiare le evidenze e i rischi interconnessi del collasso ambientale, tanto che il "Bulletin of the Atomic Scientists" ha spostato l’orologio dell’apocalisse ad appena cento secondi dalla mezzanotte della catastrofe globale, mai così vicina, e ogni giorno di indugio allontana la nostra specie dalla possibilità di evitarla. La posizione negazionista di Trump è relativamente isolata nella comunità internazionale, ma forse è solo la punta dell’iceberg di una pericolosa dissonanza cognitiva che abbiamo a tutti i livelli verso la gravità della situazione, dalla politica alle nostre vite quotidiane.
* Climatologo e metereologo
26.01.2020


ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia cantonale
Ultim'ora
18.03.2020
Pubblicazione straordinaria: Decreto esecutivo concernente l’annullamento e il rinvio delle elezioni comunali per il periodo 2020-2024 del 18 marzo 2020
18.03.2020
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale, andamento e prospettive di evoluzione dell'economia ticinese, marzo 2020
13.03.2020
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, febbraio 2020
11.03.2020
Notiziario statistico Ustat: Risultati provvisori della statistica delle transazioni immobiliari, Ticino, quarto trimestre e anno 2019
28.02.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale alberghi e ristoranti, Ticino, gennaio 2020
26.02.2020
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'ordine del giorno della seduta parlamentare del 9 marzo 2020
19.02.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale commercio al dettaglio, Ticino, gennaio 2020
14.02.2020
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, gennaio 2020
11.02.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale banche, Ticino, gennaio 2020
10.02.2020
Notiziario statistico Ustat: Idrologia, Ticino, quarto trimestre e anno 2019
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
L'economia malata
cambierà la società
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Il terrorismo resterà
ancora un pericolo
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Nello scenario siriano
mani russe e iraniane
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Primavera di tensioni
per quattro leader
Filippo Ceccarelli
Filippo Ceccarelli
Il governo MaZinga
nella crisi dell'Italia
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Nella tana degli affetti
per sentirci meno soli
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Per fermare i virus
aiutiamo l'ambiente
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi



IT Illustrazione
Cover stories
Sfoglia l'archivio »
La lettura
Leggi »
Instant book
Leggi »
I racconti
Leggi »
Altre
pubblicazioni


Per le tue vacanze
scopri il Ticino
Vai al sito »



Vai al sito »



Le infografie




I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Coronavirus:
il business
della paura

Wuhan:
prove tecniche
di normalità

DIREZIONE, REDAZIONE
E PUBBLICITÀ

via B. Luini 19 6600 Locarno
Svizzera

caffe@caffe.ch
+41 (0)91 756 24 00