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Il Punto
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Sfumatura di grigio
qualità di governo
CHANTAL TAUXE


Il "carisma di un'autostrada". È così che la Basler Zeitung descrive Didier Burkhalter, il nuovo presidente della Confederazione. Il neocastellano ha la reputazione di essere un uomo grigio. Siccome concede poche interviste, numerosi giornalisti si vendicano tracciandone caricature ancor più cupe di quanto in realtà non sia. Di fatto, il cinquantenne appartiene alla razza dei ministri austeri, impregnati dalla loro missione di servizio alla collettività, che non sono al loro posto per farsi una risata, ma per far avanzare i "dossier".
Quando si ha la fortuna di potersi intrattenere con lui, ci si accorge che il capo del dipartimento degli Affari esteri può essere divertente, un "pince-sans-rire", una persona che scherza mantenendo un'aria di grande serietà. Per esperienza diretta, diremo che non è né più divertente, né più cupo di gran parte dei suoi predecessori. A Berna, la regola consiste piuttosto nel confondersi con il grigiore della molassa di Palazzo federale, che non nel brillare. Le personalità stravaganti o carismatiche sono felici, quanto rare eccezioni. Tanto più che risulta difficile essere carismatici in tre lingue. Nell'attuale collegio, solo Doris Leuthard riesce a sedurre in tutto il Paese. L'aura degli altri non travalica la rispettiva area linguistica d'appartenenza.
Soprattutto, sedurre le folle con un atteggiamento empatico, rilassato e popolare non è ciò che si chiede ai consiglieri federali. Devono convincere il popolo a dar loro ragione. Cosa ben più difficile che il semplice sorridere a vantaggio degli obiettivi dei fotografi.
Certo, l'arte oratoria e il senso di vicinanza possono aiutare in questo rischioso esercizio di convincimento, ma il glamour non risolve tutto, come si è appena constatato con la sconfitta di Doris Leuthard sul contrassegno autostradale a 100 franchi.
Ma la critica nei confronti di Didier Burkhalter è un po' strana. Il 16 settembre 2009, quando è stato eletto, ha avuto quale sfidante radicale il consigliere nazionale Christian Lüscher, bel tipo e "grande gueule" alla ginevrina. Se l'Assemblea federale avesse voluto foga e carisma, avrebbe potuto scegliere l'avvocato di Ginevra. Non l'ha fatto. E, allora, di cosa ci si lamenta? Le critiche sullo stile-Burkhalter mal dissimulano un'avversità di fondo. Il responsabile degli  Esteri si spende per rinnovare la via bilaterale con l'Unione Europea. Il suo impegno in questo ingrato compito infastidisce tutti quelli che nemmeno comprendono il perché bisogna affrontarlo. Con o senza carisma, il nuovo presidente della Confederazione dovrà incessantemente spiegare la pertinenza delle sue azioni. Chi potrebbe mai immaginare che gli svizzeri possano approvare le scelte europee del governo solo perché il ministro che le propone è simpatico?
08.12.2013


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