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Il punto
Giovani molto più maturi
di tanti politici al potere
MICHEL GUILLAUME


È la grande sorpresa di questa sessione parlamentare. Il Consiglio nazionale ha approvato con 98 voti a favore contro 85 un’iniziativa parlamentare di Sibel Arslan (Les Verts/Basilea) in favore dell’introduzione del diritto di voto a 16 anni. Dopo tre fallimenti negli ultimi 20 anni, la proposta ha ottenuto per la prima volta una maggioranza.
Ovviamente, i giovani non hanno ancora vinto. Il Consiglio degli Stati, Camera molto più conservatrice del Consiglio nazionale, probabilmente si opporrà all’iniziativa. Ma il vento è cambiato. Un nuovo protagonista è entrato sulla scena politica: il movimento che promuove gli scioperi per il clima. Sulla scia dell’attivista Greta Thunberg l’anno scorso migliaia di studenti, che a volte avevano meno di 14 anni, sono scesi in piazza. Poi, a casa, a tavola, hanno messo i genitori davanti alle proprie responsabilità: "Papà, mamma, quale pianeta ci state lasciando in eredità?", hanno domandato.
La scorsa primavera i giovani hanno dovuto rinunciare allo "sciopero generale" previsto il 15 maggio. Ma non hanno rinunciato alla lotta. Sono diventati un pungolo per la politica e l’economia che non smettono di esortare. Questa settimana si sono "ricordati" di Roger Federer e di uno dei suoi sponsor, Credit Suisse, che favorisce investimenti nelle energie altamente inquinanti.
Inoltre non smettono di criticare la parte politica che dovrebbero sentire più vicino: i Verdi. In parlamento, questi ultimi hanno sostenuto una legge sull’anidride carbonica che aumenterebbe il prezzo della benzina e introdurrebbe una tassa sui biglietti aerei. Il presidente dei Verdi, Balthasar Glätti, si è rallegrato, perché sostiene che questo passo sarebbe stato "impensabile" solo due anni fa. Gli "scioperanti del clima" sono invece amareggiati perché questa legge mira alla neutralità climatica solo entro il 2050, quando invece dovrebbe essere raggiunta già nel 2030 per frenare il riscaldamento globale. "È la prova che la politica non funziona", affermano, lamentandosi del sostegno dei Verdi alla legge in questione.
Non è solo il riscaldamento globale a riguardare i giovani: sono loro che per 40 anni dovranno finanziare due istituzioni sociali, il sistema pensionistico e quello dell’assicurazione malattia, di cui gli svizzeri vanno fieri, perché fondate sul principio della solidarietà. Due sistemi che però dovranno essere riformati, ma assieme ai giovani visto che sarà necessario un altro patto intergenerazionale.
Dobbiamo riconoscere che questi giovani sono molto più maturi di molti gerontocrati al potere che ancora negano il riscaldamento globale.
19.09.2020


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