Sport, fillm e informazione, analisi della spesa televisiva
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Ecco tutti i costi
dei programmi Rsi
EZIO ROCCHI BALBI


Ogni settimana vedere lo sport Rsi in tv costa 1,12 franchi a famiglia. Nella stessa settimana le varie edizioni del Telegiornale costano a Comano più di 200mila. Un film costa mediamente 14mila franchi e ogni puntata di una serie tv sui 3’000. A patto che che non sia made in Ticino, perché in questo caso supererebbe i 60mila franchi. Un "listino prezzi" in linea con  le altre emittenti Ssr (vedi articolo accanto).
I "tagli" per il momento non sono stati profondi,  almeno per  i programmi, perché basta fare due calcoli, leggendo il rapporto di gestione dell’ente, per appurare quanto abbiano inciso sul bilancio. Dopo un 2015 con un risultato d’esercizio in rosso per oltre cento milioni, se la Ssr è tornata nelle cifre nere,  è quasi esclusivamente grazie ai tagli del personale. Alla voce "entrate" figurano 33 milioni in più, mentre il vero ago della bilancia è in quei 125 milioni di costi del personale in meno, che hanno permesso di azzerare il disavanzo precedente e accantonare il resto, 25 milioni. Gli altri costi, da quelli dei programmi a quelli amministrativi e gestionali, non sono diminuiti di una virgola. Perché fare tv, tagli o non tagli, costa. Resta il fatto che, nonostante il "sacrificio" di risorse umane, più di 4 franchi su 10 sono spesi in stipendi. Alla fine il costo di programmi e  produzioni è del 10% inferiore a quello dei dipendenti: 600,6 milioni. Grazie alla nuova politica di trasparenza si scoprono i costi dei preziosissimi diritti sportivi, che nell’ultimo quadriennio hanno consentito la copertura di un centinaio di discipline sportive, ma toccando la media annua di 51,2 milioni.  Diritti che non vengono conteggiati nei costi di Comano, che vede i suoi investimenti più onerosi  nelle trasmissioni prettamente di servizio pubblico: informazione, cultura e documentaristica. "Investiamo molto anche nelle coproduzioni nazionali e nella fiction che realizziamo attraverso il Pacte de l’audiovisuel con cui la Ssr sostiene l’industria cinematografica svizzera - spiega Milena Folletti, responsabile Programmi e Immagine Rsi -. Se acquistassimo più serie e film e riducessimo la produzione propria potremmo risparmiare, ma ci perderemmo in know-how,  ricchezza e diversificazione culturale. In autunno diffonderemo due nuove fiction prodotte dalla Rsi anche per sostenere il mercato audiovisivo svizzero. I telefilm Usa sono molto seguiti, così come quelli europei, che abbiamo incrementato. Questi prodotti costano meno e assicurano buoni ascolti, ma, seguendo il nostro mandato di servizio pubblico, siamo molto attenti a valorizzare produzioni e coproduzioni svizzere. Certo ci sono dei margini di ottimizzazione, ma già ora le nostre produzioni sono economicamente competitive". Spese inferiori si registrano soprattutto per le trasmissioni in diretta da studio, quelle "seriali" che non comportano rifacimenti di scenografie o, ad esempio, "Il gioco del mondo" e "60 minuti", che non richiedono  filmati e reportage. Il problema è come diminuire ancora i costi senza intaccare la qualità dell’offerta. "Abbiamo già iniziato nel 2010 col piano ‘Efficienza’ - precisa Giuseppe Gallucci, responsabile Finanze e amministrazione Rsi - e i nostri costi amministrativi si attestano attorno al 5%, i più bassi della Ssr. Percentuale difficile da riscontrare anche nei network privati. Forse, l’evoluzione tecnologica potrà aiutare a ridurre ancora i costi di produzione". e.r.b.
11.06.2017


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