La storia di Simona che ha denunciato il suo stupratore
Immagini articolo
"Il mio lungo inferno,
violentata per 2 anni"
PATRIZIA GUENZI


Anche se alla fine mi hanno creduto è stato un calvario. Raccontare più e più volte gli abusi sessuali subiti per due anni è stato terribile. Ero io la vittima, ma è stata una pena infinita. E anche quando tutto finisce, quando finalmente arriva il processo e chi mi ha violentata viene condannato, sulle prime penso di poter mettere un punto, tirare un sospiro, ‘adesso volto pagina’ mi dico, invece...". Lo sfogo è di Simona Davi, oggi trentenne, che a 14 anni ha subito il primo stupro. Solo dieci anni dopo ha avuto la forza di denunciare il suo aguzzino. E di iniziare un doloroso cammino per far valere le sue ragioni. Ma anche una battaglia, che ha voluto raccontare al Caffè. "Perché in Ticino non si parla abbastanza di abusi e violenze, ma non per questo non succedono - dice -. Voglio evitare ad altri il mio calvario. E lo dico mettendoci la faccia. La rete di sostegno delle varie istituzioni c’è, ma è fragile e disorganizzata. E la vittima resta sola. Mi aspettavo un’empatia che non ho trovato. Finiti gli interrogatori, gli incontri con i vari esperti e psichiatri, sono stata abbandonata a me stessa. E ho capito che ero soltanto un caso, uno qualsiasi".
La vita con Simona non è stata granché generosa. Figlia di un padre all’epoca assente e una madre con problemi di salute, a 14 anni viene messa in un istituto, dove conosce un ragazzo di 19 anni che frequenta anche casa sua. "Ed è proprio a casa mia che abusa per la prima volta di me. Io ero minorenne, indifesa, lui molto più grande e forte. Cosa potevo fare? Mia madre era come se non ci fosse, nessuno poteva difendermi". Le violenze proseguono per due anni. "Non mi lasciava mai sola, anche quando ero in istituto, mi portava a scuola, veniva a prendermi, non potevo frequentare nessuno. Mi chiedo come è possibile che nessuno si sia accorto di nulla". A 16 anni Simona soffre di anoressia. "Tutti mi chiedevano cosa avessi, perché non parlavo, stavo in disparte. Ma concretamente nessuno si è preso cura di me". La situazione precipita, subentrano ansia, depressione e attacchi di panico.  
Una pausa dall’incubo arriva il giorno in cui il ragazzo, che sempre più spesso andava a casa loro, picchia la madre di Simona. La donna reagisce e con la figlia trova rifugio da un’amica. Per due mesi. "Quanto torniamo lui non è più lì, ma sta costantemente sotto casa, mi segue, mi dice che mi ama e che quindi io sono obbligata a star con lui". Un quadro desolante dentro cui Simona è completamente sola. E scivola nella tossicodipendenza. "Non interagivo più, non parlavo più", dice. In qualche modo si riprende, a 19 anni incontra un altro ragazzo e resta incinta. "Quando il bambino nasce, il mio aguzzino inizia ad accampare dei diritti. Mi dice ‘lo cresco io’, ‘ci penso io’. Nel frattempo io trasloco e non lo vedo per un po’. Ma la pace dura poco. Si rifà vivo. E allora decido di fare qualcosa".
Simona sporge denuncia. "Lui da subito ammette le sue colpe. Anche se ha sempre detto di averlo fatto perché mi amava. Sebbene fosse chiaro che la vittima ero io, ho dovuto ripetere non so quante volte le stesse cose, rivivere le stesse situazioni. Prima in polizia, poi col delegato per l’aiuto alle vittime. E poi altri interrogatori, un confronto con lui, per fortuna attraverso uno schermo. Erano tutti molto gentili e disponibili, anche se gli interrogatori sono pesanti. Finito di raccontare aspetti. Io ho avuto solo tre sedute gratuite dallo psicologo. Potevano bastare secondo voi?!". Simona aspetta per 4 anni il processo. "Solo il mio avvocato ha tenuto i contatti con me. Nel frattempo, un’altra giovane denuncia il ragazzo per lo stesso reato. Lui nega e lei non viene creduta. Malgrado ben 3 perizie psichiatriche confermassero un rischio recidiva del 100%". Due anni fa la condanna. "Una pena ridicola, su tre anni ne ha scontato uno. Se penso che lo potrei incontrare da un momento all’altro mi sento male".
Simona oggi ha riacquistato un poco di equilibrio. Si è sposata e ha un bimbo di 3 anni. "Ma non sei mai in pace con te stessa. Non ho più quei sensi di colpa terribili, ma mi manca un pezzo di anima. Quel ragazzo mi ha tolto la dignità. Sono in invalidità e per tutta la vita avrò bisogno di un sostegno psichiatrico".

pguenzi@caffe.ch
@PatriziaGuenzi
18.06.2017


IL DOSSIER


Le polemiche
sul Cardiocentro
GRANDANGOLO

Sgravi fiscali per tutti
con un taglio del 5%
L'INCHIESTA

L'estate al museo
con 100mila visitatori
L'IMMAGINE

Una settimana
un'immagine
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

Nelle città turistiche
non si santifica la festa
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Lehman Brothers
e la fine del sogno Usa
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Con il "topo morto"
la lotta tra Cia e Kgb
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
I missili non aiutano
la Siria senza pace
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Dramma e commedia
al Festival di Locarno
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Perché il sovranismo
costruisce nuovi muri
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
La rivoluzione parte
dal carrello della spesa
Luca Mercalli
Luca Mercalli
È urgente arrivare
ad un'economia "pulita"
ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
19.09.2018
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale: andamento e prospettive di evoluzione dell'economia ticinese, settembre 2018
14.09.2018
Proscioglimento dagli obblighi militari 2018
13.09.2018
Notiziario statistico Ustat: Statistica delle abitazioni vuote, Ticino, 1° giugno 2018
13.09.2018
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, agosto 2018
06.09.2018
Documentazione regionale ticinese (DRT) - È il linea il nuovo dossier sul tema “La scuola che verrà”
06.09.2018
Notiziario statistico Ustat: Le transazioni immobiliari in Ticino nel secondo trimestre 2018
05.09.2018
I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 17 settembre prossimo
31.08.2018
Notiziario statistico Ustat: Popolazione residente permanente, Ticino, 2017
28.08.2018
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale commercio al dettaglio, Ticino, luglio e secondo trimestre 2018
28.08.2018
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale attività manifatturiere, Ticino, luglio e secondo trimestre 2018

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio

La pubblicità
Per chi vuole
comunicare
con il Caffè
App
"Il Caffè+"
per iPad e iPhone
Scarica »
App
"Il Caffè+"
per Android
Scarica »
Rezzonico
Editore
Tessiner Zeitung
Vai al sito »



I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

"Florence"
declassato
ma vittime
e danni

Città del Messico:
sparatoria
in pieno centro,
morti e feriti