Il verbale integrale del ministro sul "caso Argo 1"
Immagini articolo
La verità di Beltraminelli
sullo scandalo migranti


Bel tempo. Ma non granché. Un po’ di nuvole. Proprio come s’aspettava di trovare nella sala dove alle undici e trenta avrebbe incontrato i parlamentari della sottocomissione creata da hoc per indagare sullo scandalo Argo1. Vale a dire quel calderone maleodorante della gestione dei centri per richiedenti l’asilo. Era lo scorso 6 giugno, un martedì. Un giorno difficile per Paolo Beltraminelli. Il ministro, direttore del Dipartimento che gestisce la socialità e la sanità al centro dello scandalo, deve giustificare il come e il perché sia stato possibile per circa tre anni aver pagato 3,4 milioni di franchi ad una società di sicurezza, la Argo1 appunto, senza lo straccio di una risoluzione governativa. E cioè: una decisione formale del Consiglio di Stato. Per tre anni Argo1 ha incassato per 150 volte denaro pubblico al di fuori di ogni regola e norma. Nemmeno figurava sulla lista dei "mandati diretti".
Quanto detto alla sottocommissione quella fine mattinata di tre settimane fa non è contenuto nel rapporto finale consegnato alla "Gestione", e quindi al parlamento, nei giorni scorsi. Forse perché ritenuto poco influente rispetto a quanto dichiarato in altre audizioni da altri alti funzionari. Ma le cose dette da Beltraminelli nel verbale che il Caffè pubblica quasi  integralmente qui sotto, contribuiscono a chiarire o a gettare una luce differente sul pasticciaccio della gestione dei migranti. Ed è lo stesso direttore del Dipartimento a sottolineare la gravità di quanto accaduto. A metà seduta sollecitato dal cordinatore della sottocommissione, il plrt Alex Farinelli, il ministro ammette: "Quanto è successo è più che uno scandalo". Ma il suo pensiero va soprattutto all’inchiesta penale che nel febbraio scorso portò all’arresto di un agente di Argo1 accusato di fiancheggiare i terroristi islamici dell’Isis. Fu grazie a queste indagini, quindi casualmente, che ci si rese conto del quadro di illegalità (non c’era alcun "mandato" ufficiale) in cui stava operando il cantone. Da qui lo scandalo politico e le successive polemiche, ancora non sopìte per il "solo" fatto che gli interrogativi irrisolti restano molti. Perché il Cantone scelse nel 2015 una ditta di sicurezza, la Argo 1, sostituendo la Rainbow con la quale intratteneva un rapporto dal 2012? E perché mai in un momento così delicato, ci si affidò ad una ditta costituita da poco e con un organico sottodotato al momento del primo incarico, vale a dire l’estate del 2014. Solo per una questione di risparmio, e cioè una minor tariffa oraria dai 6 agli 8 franchi per agente? O solo perché sulla carta, nonostante non fosse mai stata operativa, la Argo1 offriva un servizio di gestione più completo? O soprattutto perché a creare quella società dal nulla era stato un ex dipendente di Rainbow, Marco Sansonetti (per altro arrestato e poi rilasciato nel corso di un’inchiesta nata in parallelo a quella sul fiancheggiatore dell’Isis) che agli occhi dei vertici della Divisione dell’azione sociale (fra i suoi compiti ha la gestione dei migranti) appariva come una persona capace?
A questi interrogativi non si hanno ancora delle risposte chiare ed esaustive. Nonostante le audizioni di Beltraminelli; del capo Divisione Claudio Blotti (ora alle Autolinee locarnesi), del capo dell’Ufficio del sostegno sociale Renato Scheurer (che ha poi ritrattato la parte dei verbali in cui parla della consapevolezza del suo ufficio di star operando fuori dalla legalità; vedi a pagina 3); del direttore del Controllo cantonale delle finanze Giovanni Cavellero, e di altri funzionari.
Sulla vicenda il procuratore generale, John Noseda, ha avviato un’indagine. Acquisizione di documenti e interrogatori per ora. Mentre la Commissione della Gestione, ricevuto il rapporto della Sottocommissione con il riassunto delle audizioni e la ritrattazione di Scheurer, ha annunciato che il 4 luglio incontrerà il governo. Solo allora si vedrà come procedere.


Stralci dal verbale del 6 giugno

Alex Farinelli, deputato plrt in Gran Consiglio, coordinatore della Sottocomissione di vigilanza, si rivolge al ministro Paolo Beltraminelli. È da poco iniziata l’audizione del consigliere di Stato. E dopo le prime domande e le risposte che contestualizzano i fatti, si entra nel vivo.
Farinelli Se le dicessi che i suoi collaboratori sapevano un anno e mezzo prima dei fatti di febbraio che si stava agendo nell’illegalità?
"Che cosa intende?"
Farinelli Che si sono resi conto che non c’era una risoluzione governativa e che la situazione avrebbe dovuto essere sanata.
"I miei collaboratori hanno posto alla mia attenzione due risoluzioni governative relative alla Rainbow. Il tema è stato contestualizzato in Consiglio di Stato. E più tardi, il 15 giugno 2016, una risoluzione per Camorino, che rimaneva una questione di urgenza. Per il resto non so a che cosa si riferisce riguardo alla consapevolezza dei collaboratori".
Farinelli Mi riferisco a qualcosa detto in questa sala da qualcuno dei suoi collaboratori, che ha detto che nel 2015 ci si è resi conto che la condizione con cui si stava operando non era entro il quadro legale prestabilito. Inizialmente si è detto c’era l’urgenza e non ci si è accorti. A un certo momento però ci si rende conto.
"Mi meraviglia abbastanza, perché la situazione di incertezza è continuata e continuerebbe a mio modo di vedere ancora oggi qualora vi fosse un abbandono di Losone. Nel 2016, non nel 2015, è nata la necessità di creare un centro cantonale richiedenti l’asilo. Non si è sempre stati con le mani in mano in attesa di creare un centro cantonale. Con i nostri partner, in particolare il partner di riferimento per la questione richiedenti l’asilo durante la prima fase, ossia la Croce Rossa, è stato necessario un mio intervento a Paradiso.
"I centri della Croce Rossa sono due: uno a Paradiso e uno piccolo a Cadro, molto piccolo e molto vecchio. Paradiso è in una situazione provvisoria, ed è importante venga mantenuto questo centro, e sinora si continua l’esperienza. Più volte ho sentito il sindaco di Paradiso. Però della necessità di disporre di più alloggi, che non si trovano da un momento all’altro, ne era consapevole la Divisione e io personalmente, tant’è vero che è in fine costruzione un nuovo centro della Croce Rossa a Cadro, in cui si disporrà di circa 180 posti e si è aperto un piccolo centro per minorenni non accompagnati ad Arbedo. Il fatto che si sono resi conto dell’illegalità lo vengo a sapere adesso da Farinelli, perché non mi hanno mai riferito".
Farinelli  Quindi lei non è mai stato informato di questo, da nessuno?
"No, perché se no avrei dovuto intervenire".
Farinelli  Come si spiega che il suo capodivisione (ndr, Claudio Blotti capo della Divisione dell’azione sociale fino al 30 settembre scorso), coscienzioso, bravo, capace, per un periodo di 18 mesi si rende conto che c’è una situazione potenzialmente pericolosa anche per il consigliere di Stato, che alla fine è il parafulmine di tutto, e decide di non dirle niente? Noi sappiamo che il capodivisione era informato.
"Non so quel che vi ha detto nel dettaglio il capodivisione perché non ero presente. So che c’è stato concettualmente un errore procedurale. Il concetto di illegalità non so a che cosa si riferisce".
Farinelli È molto semplice. Io sbaglio e non mi accorgo di aver sbagliato. È un errore. Se io sono consapevole che sto sbagliando, ma perpetuo l’errore, si è oltre la dimenticanza. Sono consapevole che sto sbagliando (che sto andando a 180 Km/h in autostrada con un limite di 120 Km/h) ma proseguo così... per qualche motivo.
"È la cosa che mi meraviglia di più. Perché in effetti la modalità operativa più corretta era quella che in questo settore, passata la super emergenza, continuando la provvisorietà e l’incertezza (un’altra cosa è fare i concorsi), bisognava ratificare con una risoluzione governativa gli ordini generali. In questo senso sicuramente ho del rammarico. Però questo è quello che bisognava fare. Da lì a dirmi che consapevolmente non lo si è voluto fare, non ho fatto questo tipo di click".
Farinelli Quando ha saputo di questo caso non ha chiesto ai suoi collaboratori che cosa era successo e di spiegarle la situazione?
"Certo. Mi hanno detto che, presi dall’operatività e dalla necessità di far fronte a situazioni delicate, hanno lavorato secondo scienza e coscienza, cercando di avere un prodotto di qualità a un prezzo onesto e gestendo l’operatività nel modo migliore. Come ho detto in Gran Consiglio, dal lato operativo, ossia come si è saputo gestire una situazione potenzialmente esplosiva sul territorio - si è arrivati vicini al dover posare tende - e dal lato dei costi dello Stato, dove la pressione è continua, non posso rimproverare i miei collaboratori".
Farinelli Quando è scoppiato lo scandalo con chi ha parlato dei suoi collaboratori? Con Claudio Blotti? Solo con il capodivisione attuale? Solo con il capufficio?
"Quanto successo è più che uno scandalo: l’arresto di due persone e una cessazione dell’attività di Argo1 a seguito dell’arresto del direttore operativo e di un’altra persona indagata dalla Procura federale. Sono stato informato dal capo della Polizia, come tutto il Consiglio di Stato - era un mercoledì - e ho chiesto tutte le spiegazioni del caso ai miei collaboratori, quelli che oggi lavorano presso l’Amministrazione cantonale, vale a dire Renato Bernasconi che ha preso il posto di Claudio Blotti e Renato Scheurer (capo dell’Ufficio del sostegno sociale, ndr) e poi ci siamo rivolti a Claudio Blotti per capire meglio e lui ha mostrato massima disponibilità, anche nell’accettare l’invito della Sottocommissione".
Farinelli Avesse saputo che ci si era accorti degli errori, ci conferma che sarebbe andato direttamente in governo con una risoluzione?
"Certamente, perché io non ho nessun motivo di non andare in Consiglio di Stato. È strano che sono state fatte due risoluzioni Rainbow in una prima volta e poi si è fatta una risoluzione, assolutamente corretta, nel mese di giugno 2016 per tematizzare ancora una situazione di delicatezza e che è mancata questa risoluzione, che secondo me doveva essere non legata unicamente al mandato di sicurezza, ma alla gestione di grande provvisorietà e anche di carico differente: a Lodano, a Peccia i partner di riferimento per assolvere il compito sono diversi. Bisognava fare questa risoluzione. Ho chiesto anche ai collaboratori, a Claudio Blotti, che mi ha risposto di non sapere perché non l’ha fatta. Mi sembra strano che ora mi veniate a dire che mi hanno sottaciuto informazioni".
Farinelli Se glielo hanno sottaciuto lo deve dire lei. Noi sappiamo che lo sapevano. Sono due cose diverse.
PINOJA Claudio Blotti e Renato Scheurer hanno parlato più di una volta della mancanza della risoluzione governativa.
"Lo dico anch’io, ma a posteriori. Non c’ero e non ho i verbali delle audizioni dei miei collaboratori. Che oggi condividano de facto che doveva esserci una risoluzione governativa è evidente".
Farinelli Non è questo il punto. Il punto è - è stato detto - che a un certo momento ci si è accorti che mancavano delle risoluzioni governative, che non c’era la delega governativa per poter agire in questo modo. È successo nel 2015. Nel 2015 di ciò parlano Scheurer e Blotti.
PINOJA Nel 2015 è stata anche emanata la direttiva dalla Sezione delle finanze riguardo ai documenti da allegare ai pagamenti.
"Se era così, allora anche la Sezione delle finanze poteva accorgersi che mancavano documenti".
Farinelli Rimaniamo sulla questione dell’informazione. Un collaboratore ha detto che nel 2015 ha parlato con il capodivisione di questo problema dicendogli che si stava lavorando con un problema di forma appunto, perché mancava la risoluzione governativa. Di questo tema ne parlano anche in altre occasioni. Se ho ben capito, per più di un anno il capodivisione con cui si rapportava non le ha mai detto: guardi consigliere di Stato che siamo contenti di come lavora la Argo1, ma bisogna fare una risoluzione.
"No. Me l’avesse detto, l’avrei fatto".
DURISCH Come mai non hanno proceduto a informare il consigliere, che sarebbe andato spedito in governo?
"Sarei andato spedito, ma per me questa è una novità che apprendo oggi da voi".
BACCHETTA CATTORI Non dovevano neppure sottoporre la questione al consigliere. Dovevano presentargli la risoluzione governativa.
"Per come funziona l’Amministrazione, sono i collaboratori che portano al consigliere di Stato la necessità di una risoluzione. Il consigliere non si occupa di tutti i dettagli amministrativi. Ci sono situazioni in cui non è necessaria una risoluzione. Dipende anche dalle deleghe di un Dipartimento, ecc. È evidente che loro se si sono accorti - come oggi mi dite e cosa che apprendo oggi - avrebbero dovuto arrivare da me con una risoluzione governativa in cui spiegavano il perché del ritardo".
L’audizione si concentra sulla posizione del capodivisione Blotti e Beltraminelli entra nel merito di un’eventuale inchiesta amministrativa e delle indagini  in corso da parte della magistratura.
PINOJA Se oggi Claudio Blotti fosse ancora a capo della Divisione dovrebbe essere rimosso?
"È una domanda che deve essere contestualizzata. Per rimuovere una persona bisogna sempre fare un’inchiesta amministrativa".
DURISCH Io l’ho sempre chiesta.
"Sì, ma non si può andare a fare casino. Prima di tutto è importantissimo sapere che nessun collaboratore del Dipartimento della socialità, attuale e presente,  in passato è stato oggetto di un’inchiesta penale. Prima di esprimermi in parlamento mi sono informato presso il procuratore generale John Noseda per capire la situazione e cercare nel limite del segreto d’ufficio di avere le idee chiare per riferire al Gran consiglio. Ho preso molto sul serio l’interpellanza Galusero. Anche se oggi quanto ho detto può apparire lungo, era importante non sottacere elementi legati ad esempio al penale. La magistratura ha lavorato moltissimo per scongiurare, o meglio per appurare se potevano esserci stati problemi di natura penale da parte dei miei collaboratori e magari anche miei personali. All’inizio girava la voce che ero amico di D.S. e che c’erano mazzette. Avete sentito anche Cavallero? Anche lui ha avuto contatti con il Pg".
Farinelli Abbiamo sentito Cavallero, che non ha rivelato nulla in ragione del segreto istruttorio.
"La magistratura per lavorare deve informarsi. Si è informata su Argo1, a cui ha sequestrato tutto. Non aveva d’altra parte elementi interni all’Amministrazione cantonale, perché non c’è stata inchiesta penale all’interno. Il fatto è che a disporre dei documenti di Argo1 non erano i soli. Ci sono stati momenti brutti, quando sono uscite fughe di notizie dei documenti di Argo1 per cui mi sono arrabbiato. Vi ricorderete quella più preoccupante, perché la più semplice se si vuol fare populismo, che diceva che Argo1 aveva messo in pericolo la vita della persone quando c’è stato un caso sospetto di tubercolosi, che ha costretto il Dipartimento a dover rettificare la notizia.
"Chi ha divulgato i documenti aveva i documenti da una parte ma non aveva la corrispondenza interna al Dipartimento tra la parte socialità e il medico cantonale. Per me è importante venga fatta la chiarezza necessaria. Non c’è ‘penale’. Il ‘penale’ ha avuto contatti con Cavallero e grazie a quel che Cavallero ha detto alla magistratura - penso anche grazie a quello - non è mai partita un’indagine penale a carico dei miei collaboratori. A Durisch dico che le inchieste amministrative si aprono e si chiudono quando c’è un’inchiesta penale in corso. A carico di Claudio Blotti, che non è più un dipendente dello Stato, non si possono fare inchieste amministrative. Certamente il vostro rapporto o quant’altro sarà utile a me per primo per capire meglio se ci sono state lacune gravi o molto gravi. Non è stata fatta un’inchiesta amministrativa da parte del governo perché lasciamo lavorare voi".
Durisch Quando è emerso in febbraio il caso, Blotti non era più alle dipendenze dello Stato, ma sicuramente è stata fatta una riunione di emergenza. Chi era il riferimento di Beltraminelli per comprendere la fattispecie?
"Il servizio richiedenti l’asilo mi ha dato le informazioni necessarie per quel che dovevo sapere io. C’è un caposervizio, che è la signora Carmela Fiorini, che con me non parla molto".
FARINELLI Perché con lei non parla molto?
"Perché è il terzo livello della scala gerarchica. Io devo avere un rapporto chiaro di linea, altrimenti si fa confusione".
25.06.2017


IL DOSSIER


I fatti e le opinioni
sulle vicende S.Anna
IL DOSSIER

Economia
in ostaggio
di "Prima i nostri"
GRANDANGOLO

Ecco le cinque ricette
per salvare l'aeroporto
L'INCHIESTA

Quei crimini di guerra
"congelati" da Berna
L'IMMAGINE

Una settimana
un'immagine
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

Salvacondotto Ue
per La Valletta
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Millennial al potere
ma non "correct"
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Propaganda e verità
sono sempre in guerra
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Nella base americana
"Pronti, qui in Corea"
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Premiata a Locarno
la parodia del cinema
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Quelle vie d'uscita
per Gerusalemme
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
La pizza nasce local
ma è diventata global
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Resta solamente
una sottile speranza
LE INTERVISTE

I protagonisti
della cronaca

ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
11.12.2017
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale banche, Ticino, ottobre e terzo trimestre 2017
07.12.2017
Pubblicati orari e tariffe dei trasporti pubblici, validi dal 10 dicembre 2017 [www.ti.ch/trasporti]
04.12.2017
Militare: Visite di reclutamento 2018
04.12.2017
Caccia tardo autunnale: evoluzione delle catture al 04.12.2017 [www.ti.ch/caccia]
01.12.2017
Pubblicato il Rapporto al Gran Consiglio sull'aggiornamento delle Linee direttive 2015-2019
30.11.2017
Consegna degli attestati 2017 alle nuove Guardie della natura [www.ti.ch/natura]
29.11.2017
I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria dell'11 dicembre prossimo
28.11.2017
Concorsi scolastici: sono aperti i concorsi per la nomina e l’incarico di docenti e operatori per l’anno scolastico 2018/2019
16.11.2017
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, ottobre 2017
15.11.2017
Istituto della formazione continua - Pubblicato il nuovo programma gennaio-giugno 2018 dei corsi base per formatori di apprendisti

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio




I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Al-Abadi
dichiara la fine
della guerra
all'Isis in Iraq

I 300 giorni
di carcere
del giornalista
Deniz Yucel